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Il mondo degli spettacoli chiede più risorse

Il mondo degli spettacoli chiede più risorse

Appello del Cuss alla Regione per un’integrazione straordinaria delle risorse per le imprese culturali

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CAGLIARI. «La pandemia ha generato una vera e propria paralisi del settore dello spettacolo dal vivo in ogni sua forma, ma al contempo ha creato l’opportunità per riflettere su un settore che troppo spesso risente di un pregiudizio che lo vede solo come un costo per la comunità». Marco Benoni, a nome del Coordinamento Unitario dello Spettacolo dal vivo ha presentato ieri all’EXma di Cagliari i dati relativi al 2019, ultimo anno prima della pandemia. Il rapporto è stato stilato attraverso una serie di indicatori specifici che, misurando benefici economici e occupazionali, restituisce una efficace rappresentazione del settore. I dati evidenziano quanto il comparto culturale, al di là della sua valenza di coesione e crescita sociale, rappresenti una voce economica con importanti ricadute sul mercato isolano, sia in termini di pubblico - intervenendo in maniera trasversale anche sul settore turismo - che di forza lavoro contando migliaia di professionisti. Sono stati 1.011.108 gli spettatori che hanno goduto di 6.832 spettacoli dal vivo in Sardegna: 303.478 sono gli spettatori di spettacoli a pagamento; 707.630 sono gli spettatori per spettacoli gratuiti. In questo scenario, come risulta dai dati relativi al terzo trimestre 2019, si inseriscono 4203 lavoratori impegnati nel settore, di cui 303 a tempo indeterminato, 1103 a tempo determinato, 2797 lavoratori autonomi.

Dal loro lavoro più di 2 milioni di euro, cioè il 26,48% del contributo della Regione torna nelle casse dell’erario sotto forma di oneri sociali e contributi. Ogni euro di investimento su concerti e spettacoli genera un ricavo diretto di quasi 3 euro e le ricadute sul territorio sono da 6 a 8 volte superiori, per un totale tra i 30 e 45 milioni di euro. Sulla base di questi dati il “Cuss” chiede alla Regione, nell’imminente assestamento di bilancio, di integrare con almeno 2 milioni di euro aggiuntivi, le risorse da destinare per il 2021, considerando il quasi azzeramento dei ricavi dovuti alla pandemia. All’organizzazione aderiscono 94 imprese culturali, quasi l’80% della totalità dei 124 organismi riconosciuti dalla Regione come operatori professionali attivi nell’isola.

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