La Nuova Sardegna

Taglio di dosi per l’isola, le vaccinazioni rallentano

di Claudio Zoccheddu
Taglio di dosi per l’isola, le vaccinazioni rallentano

Prevista una riduzione nelle consegne di circa 25mila Pfizer alla settimana 

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SASSARI. C’è un’enorme incognita che aleggia sulla campagna vaccinale. Per quanto si tratti di informazioni ancora non ufficiali, è molto probabile che la Sardegna paghi a caro prezzo l’incertezza sulle consegne palesata nei giorni scorsi da Pfizer, il colosso farmaceutico statunitense. La riduzione della distribuzione già programmata è netta e costringerà la Regione e l’Ats a rivedere i piani di vaccinazione.

Consegne ridotte. Il taglio è già nero su bianco sulle tabelle recapitate in Regione dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, anche se tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro. Per adesso la Sardegna subirà un taglio di circa 25mila dosi settimanali di vaccino Pfizer. Una cifra che impone la riprogrammazione della campagna vaccinale a tempo di record, per quanto l’ultima consegna, prevista per il primo giorno di luglio, dovrebbe essere al sicuro. Dopo le 98mila dosi Pfizer che dovrebbero essere consegnate giovedì, inizreà un periodo di carestia vaccinale. La conferma arriva dall’assessore della Sanità, Mario Nieddu: «Il discorso è ancora aperto ma le ultime tabelle che abbiamo ricevuto parlano di una riduzione delle consegne di vaccini Pfizer di circa 25mila dosi». In altre parole, se nell’isola a giugno arrivavano circa 78mila vaccini Pfizer alla settimana, a luglio ne arriveranno 53mila. Nessun cambio di rotta invece da parte dell’altro colosso farmaceutico statunitense impegnato nella realizzazione dei sieri anti Covid, circa 10mila dosi settimanali garantite da Moderna non subiranno modifiche al ribasso.

Cambio di strategia. Avere meno vaccini a disposizione significa cambiare i piani di somministrazione: «Se questi numeri dovessero essere confermati, saremo costretti a farlo – continua Nieddu –. Ci sono alcune priorità che devono essere rispettate mentre altre iniziative possono anche slittare». L’assessore si riferisce ai giovanissimi: «La vaccinazione dei minorenni, in queste condizioni, non può essere una priorità. Lo sono invece tutti gli over 60 che ancora non hanno ricevuto la prima dose dopo aver rifiutato il vaccino AstraZeneca, in particolar modo gli over 80 – continua l’assessore –. Resta una priorità anche il richiamo per chi ha già ricevuto la prima dose. Dovremo anche garantire il richiamo per il personale scolastico e per le forze dell’ordine che avevano ricevuto al prima dose di AstraZeneca e che adesso dovranno effettuare un vaccino diverso, Moderna o Pfizer». Insomma, se la riduzione delle consegne dovesse passare dalla carta alla pratica, per Regione e Ats sarà un luglio di superlavoro, con prenotazioni da riprogrammare e anziani restii da rintracciare e vaccinare. In più si aggiunge uno strana differenza nel piano di distribuzione dei vaccini su scala Regionale: «Non tutte le Regioni hanno subito un taglio – aggiunge l’assessore Nieddu – in alcuni casi le consegna programmate sono state riviste al rialzo con un surplus di dosi. Non capisco come possa essere accaduto e quale sia la ragione dietro questa scelta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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