Assestamento di bilancio: 200 milioni per ripartire
Faccia a faccia tra Solinas e Fasolino. Manovra pronta fra meno di una settimana Rientrano dalla finestra la legge sulle Province e quella sui Cda degli enti pubblici
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CAGLIARI. A decidere lo scheletro della Manovra di bilancio, che dovrebbe essere intorno ai 150-200 milioni, sarà il governatore Christian Solinas. Il Consiglio regionale potrà metterci mano solo dopo, ma non prima di una settimana. Comunque la bozza non potrà essere approvata prima di metà luglio.
Ristori e lavoro. Intanto cominciano a circolare le prime voci sui capitoli di spesa. Buona parte del pacchetto, almeno il 70 per cento, dai 100 ai 140 milioni, finirà per essere divisa a metà. La prima, intorno ai 70 miloni, dovrebbe essere destinata a finanziare i ristori alle imprese, Partite Iva comprese, che ancora non hanno ricevuto contributi per far fronte alla crisi economica. L’altra metà, invece, dovrebbe confluire nel Fondo Sardegna lavoro, con cui la Regione vorrebbe alleggerire i contributi previdenziali a carico delle aziende in crisi e quindi allontanare il rischio di possibili licenziamenti a catena. Rischio sempre più probabile dopo che il governo Draghi ha annullato il blocco autunnale, confermandolo solo per alcuni settori industriali: moda, tessile e affini. Nel frattempo l’assessorato al lavoro ha riaperto i termini per i contributi a fondo perduto previsti dalla seconda trance del Fondo Resisto. Dopo una prima disponibilità di 64 milioni, risultati insufficienti a coprire tutte le richieste, saranno a disposizione altri 791mila euro e le domande dovranno essere presentate online a partire dal 5 luglio.
Territori. Il 30 per cento della Manovra, circa 45-60 milioni, dovrebbe essere destinato ai Comuni, o comunque a progetti territoriali. Progetti che dovranno essere realizzati in tempi brevi, per ridurre la disoccupazione, aumentata durante la pandemia, e contenere le nuove povertà, anche queste cresciute a causa del lockdown. Proprio su questo capitolo il Consiglio, soprattutto la maggioranza di centrodestra, potrà intervenire e trattare. Almeno sarebbe questo l’accordo raggiunto, con lo stesso governatore, nell’ultima riunione dei capigruppo della coalizione. Ma alla fine tutto dipenderà da quale bozza della Manovra uscirà dalla seduta di Giunta, convocata oggi, e preceduta da un faccia fra Solinas e l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, arrivato alle battute finali.
Omnibus. Nella Manovra dovrebbe trovare spazio anche altro e quindi non solo interventi straordinari contro il crollo del Prodotto interno lordo nel 2020. Stando ad alcune indiscrezioni, confermate dai capigruppo di maggioranza, la Giunta avrebbe intenzione d’inserire anche il passaggio dall’amministratore unico ai consigli d’amministrazione negli enti e nelle agenzie controllati dalla Regione. La rivoluzione era contenuta in un disegno di legge, presentato mesi fa dall’assessorato agli affari generali. Ma stavolta per evitare lo scontato ostruzionismo delle opposizioni – com’è accaduto di recente per la legge sul super staff della Regione – il centrodestra avrebbe optato per questa scorciatoia. Sempre nella Manovra, anche se dipenderà dai tempi di discussione e approvazione, potrebbero trovare spazio alcune correzioni alle leggi impugnate dal Governo. Una potrebbe riguardare il ritorno delle Province regionali, bloccata da Palazzo Chigi per non aver previsto un referendum preliminare aperto ai Comuni.
Incarichi Asl. Oggi scadano i contratti di Massimo Temussi, a capo dell’Ats-Ares, e degli altri commissari dell’Areus e delle Aziende sanitarie locali o universitarie. L’ipotesi più probabile è un rinnovo per tutti fino ad agosto. (ua)
Ristori e lavoro. Intanto cominciano a circolare le prime voci sui capitoli di spesa. Buona parte del pacchetto, almeno il 70 per cento, dai 100 ai 140 milioni, finirà per essere divisa a metà. La prima, intorno ai 70 miloni, dovrebbe essere destinata a finanziare i ristori alle imprese, Partite Iva comprese, che ancora non hanno ricevuto contributi per far fronte alla crisi economica. L’altra metà, invece, dovrebbe confluire nel Fondo Sardegna lavoro, con cui la Regione vorrebbe alleggerire i contributi previdenziali a carico delle aziende in crisi e quindi allontanare il rischio di possibili licenziamenti a catena. Rischio sempre più probabile dopo che il governo Draghi ha annullato il blocco autunnale, confermandolo solo per alcuni settori industriali: moda, tessile e affini. Nel frattempo l’assessorato al lavoro ha riaperto i termini per i contributi a fondo perduto previsti dalla seconda trance del Fondo Resisto. Dopo una prima disponibilità di 64 milioni, risultati insufficienti a coprire tutte le richieste, saranno a disposizione altri 791mila euro e le domande dovranno essere presentate online a partire dal 5 luglio.
Territori. Il 30 per cento della Manovra, circa 45-60 milioni, dovrebbe essere destinato ai Comuni, o comunque a progetti territoriali. Progetti che dovranno essere realizzati in tempi brevi, per ridurre la disoccupazione, aumentata durante la pandemia, e contenere le nuove povertà, anche queste cresciute a causa del lockdown. Proprio su questo capitolo il Consiglio, soprattutto la maggioranza di centrodestra, potrà intervenire e trattare. Almeno sarebbe questo l’accordo raggiunto, con lo stesso governatore, nell’ultima riunione dei capigruppo della coalizione. Ma alla fine tutto dipenderà da quale bozza della Manovra uscirà dalla seduta di Giunta, convocata oggi, e preceduta da un faccia fra Solinas e l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, arrivato alle battute finali.
Omnibus. Nella Manovra dovrebbe trovare spazio anche altro e quindi non solo interventi straordinari contro il crollo del Prodotto interno lordo nel 2020. Stando ad alcune indiscrezioni, confermate dai capigruppo di maggioranza, la Giunta avrebbe intenzione d’inserire anche il passaggio dall’amministratore unico ai consigli d’amministrazione negli enti e nelle agenzie controllati dalla Regione. La rivoluzione era contenuta in un disegno di legge, presentato mesi fa dall’assessorato agli affari generali. Ma stavolta per evitare lo scontato ostruzionismo delle opposizioni – com’è accaduto di recente per la legge sul super staff della Regione – il centrodestra avrebbe optato per questa scorciatoia. Sempre nella Manovra, anche se dipenderà dai tempi di discussione e approvazione, potrebbero trovare spazio alcune correzioni alle leggi impugnate dal Governo. Una potrebbe riguardare il ritorno delle Province regionali, bloccata da Palazzo Chigi per non aver previsto un referendum preliminare aperto ai Comuni.
Incarichi Asl. Oggi scadano i contratti di Massimo Temussi, a capo dell’Ats-Ares, e degli altri commissari dell’Areus e delle Aziende sanitarie locali o universitarie. L’ipotesi più probabile è un rinnovo per tutti fino ad agosto. (ua)
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