Coronavirus, Ats senza alternative: «No al mix di vaccini»
Il commissario Temussi: «Non siamo autorizzati all’incrocio delle dosi. Possiamo continuare solo seguendo le somministrazioni programmate»
SASSARI. Non è il tempo delle scelte. L’isola non se lo può permettere. Il tempo è un fattore determinante nella corsa alla vaccinazione e nel conseguente raggiungimento dell’agognata immunità di gregge e il massimo che si potrà fare è riprogrammare la campagna sulla base della disponibilità dei vaccini.
Dunque, Ats proseguirà con quello che ha a disposizione senza aprire al “crossing”, l’incrocio di vaccini differenti, per cui non ha nemmeno ricevuto l’autorizzazione. A questo punto gli over 60 non potranno chiedere un cambio ma dovranno effettuare il vaccino programmato al momento dell’inoculazione della prima dose, con tutte le conseguenze del caso. «Non abbiamo mai ricevuto l’autorizzazione al crossing – spiega il commissario di Ares/Ats, Massimo Temussi – e dunque nel caso degli over 60 in attesa della seconda dose non possiamo che confermare quanto stabilito, consigliando di utilizzare il vaccino AstraZeneca. Il cambio di programma è possibile solo in caso di patologie gravi, che devono essere segnalate dal medico curante, è possibile cambiare vaccino». Tutto è legato all’incertezza sulle forniture, nonostante l’annuncio del generale Figliuolo sulle pagine della Nuova Sardegna riguardo l’arrivo in Italia di 45 milioni di dosi entro i prossimi tre mesi: «Se davvero arrivassero entro tre mesi si potrebbe tirare un sospiro un sospiro di sollievo – replica Temussi – ma per il momento noi sappiamo che luglio ne verranno consegnate alla Sardegna appena 110mila alla settimana che ci permetteranno di soddisfare solo quello che avevamo già programmato, ovvero le prime somministrazioni e i richiami. Non potremo inventarci nulla, se non puntando su AstraZeneca». Intanto, sarà necessario rintracciare e coinvolgere i 110mila over 60 che ancora risultano sconosciuti all’anagrafe vaccinale anti Sars-Cov-2: «Stiamo cercando di rintracciarli perché, lo ha detto anche Figliuolo, è fondamentale immunizzare quella fascia d’età. Per questo lunedì utilizzeremo una nuova strategia che ci dovrebbe permettere di raggiungere l’obiettivo». Temussi, però, non entra nel dettaglio: «Posso dire che per cambiare il piano vaccinale è necessaria una delibera dell’assessore, che verrà firmata appunto lunedì, ma sarà lui a comunicarne i contenuti».
Tuttavia l’obiettivo resta lo stesso: «Raggiungere l’80 per cento degli immunizzati, anche se a questo punto è chiaro che non sarà possibile farlo entro luglio. Ho visto che anche Figliuolo ha spostato la scadenza a settembre, che mi sembra una data molto più ragionevole e, questo punto, anche possibile». Da Roma, tuttavia, non sono arrivate solo cattive notizie. Il generale degli alpini che sta seguendo l’emergenza Covid ha speso anche parole di apprezzamento per il cambio di passo delle campagna vaccinale in Sardegna: «Parole che fanno piacere – replica Temussi – ma le classifiche non portano a nulla, sia che raccontino aspetti positivi o che invece evidenzino quelli negativi. Sappiamo che il nostro obiettivo è raggiungere i pazienti e vaccinarli. Lavoriamo per questo, non per scalare una classifica». E sul piano di lavoro, anche in vista del post-pandemia presto potrebbero irrompere anche i farmacisti vaccinatori, con una bozza di accordo arrivata ormai ai dettagli, come conferma sempre Temussi: «Manca solo il protocollo attuativo, che sarà firmato nei prossimi giorni, e i farmacisti potranno iniziare a vaccinare. Intanto abbiamo iniziato a vaccinare nelle aziende con l’Inail». Il primo esempio arriva da Porto Torres, dove l’equiper del dottor Marco Guido ha iniziato a vaccinare i marittimi di Grimaldi direttamente a bordo delle navi: «E poi ci sono tantissimi i medici di famiglia – conclude Temussi – che ci stanno aiutando negli hub».
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