Campagna amica festeggia la “giornata del grano”
In Sardegna sono 30mila gli ettari coltivati. La qualità resta molto alta Aumentano i cerealicoltori che trasformano e commercializzano il loro prodotto
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Grano day in tutti i mercati e agriturismo di “Campagna amica” dove sono stati presentati i prodotti della filiera dal campo alla tavola con laboratori, esposizioni e preparazione dei piatti della tradizione contadina. Un appuntamento mensile quello della rete di Campagna Amica teso a esaltare i prodotti della stagione e della biodiversità. E in piena trebbiatura la scena a luglio non poteva che essere dedicata al grano, in particolare al grano duro con l’Italia maggiore produttore al mondo dopo il Canada dove però per far maturare le spighe viene usato il diserbante chimico secondo modalità vietate sul nostro territorio italiano dove invece avviene tutto grazie al sole.
Dai prima dati emersi dal monitoraggio della Coldiretti quest’anno si riscontra un meno 10% del raccolto di grano in Italia nonostante l’aumento delle superfici coltivate dovuto al maltempo di maggio dopo un inverno mite. In Sardegna i raccolti sono buoni dopo una stagione iniziata male a causa delle abbondanti piogge invernali che hanno fatto posticipare la semina in alcuni casi a febbraio mettendo a serio rischio la stagione.
La regione della Penisola con la maggiore produzione di grano è la Puglia con oltre 360mila ettari seguita dalla Sicilia con 264mila ettari, mentre nel resto della penisola le coltivazioni sono concentrate in Emilia Romagna con 193mila ettari, in Basilicata con 122mila ettari, nelle Marche con 114mila ettari, in Toscana con 83mila ettari in Piemonte con 62mila ettari e in Lombardia con 60 mila ettari.
La Sardegna si piazza a metà classifica con circa 30mila ettari, mentre tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 era addirittura seconda dopo la Sicilia con 158.000 ettari. In meno di 20 anni dunque l’isola ha perso quasi il 70 per cento della superficie coltivata a grano (ancora nel 2004 erano quasi 97.000 ettari). Ma mai come in questi anni, grazie anche alle battaglia della Coldiretti, il grano made in Italy è al centro delle attenzioni dei consumatori e delle industrie di trasformazione. E quello sardo è ai vertici per quanto riguarda la qualità.
Sono sempre di più i marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni. Di conseguenza crescono anche gli accordi con le industrie di trasformazione che stanno adeguando gli approvvigionamenti e le proprie linee di produzione anche attraverso incentivi per aumentare le coltivazioni in Italia.
Ma sono sempre di più, grazie anche alla rete di Campagna amica, i cerealicoltori che chiudono la filiera e trasformano e vendono direttamente i propri prodotti, valorizzando e recuperando in questo modo anche i prodotti della tradizione dal pane alla pasta alle farine biologiche.
Dai prima dati emersi dal monitoraggio della Coldiretti quest’anno si riscontra un meno 10% del raccolto di grano in Italia nonostante l’aumento delle superfici coltivate dovuto al maltempo di maggio dopo un inverno mite. In Sardegna i raccolti sono buoni dopo una stagione iniziata male a causa delle abbondanti piogge invernali che hanno fatto posticipare la semina in alcuni casi a febbraio mettendo a serio rischio la stagione.
La regione della Penisola con la maggiore produzione di grano è la Puglia con oltre 360mila ettari seguita dalla Sicilia con 264mila ettari, mentre nel resto della penisola le coltivazioni sono concentrate in Emilia Romagna con 193mila ettari, in Basilicata con 122mila ettari, nelle Marche con 114mila ettari, in Toscana con 83mila ettari in Piemonte con 62mila ettari e in Lombardia con 60 mila ettari.
La Sardegna si piazza a metà classifica con circa 30mila ettari, mentre tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 era addirittura seconda dopo la Sicilia con 158.000 ettari. In meno di 20 anni dunque l’isola ha perso quasi il 70 per cento della superficie coltivata a grano (ancora nel 2004 erano quasi 97.000 ettari). Ma mai come in questi anni, grazie anche alle battaglia della Coldiretti, il grano made in Italy è al centro delle attenzioni dei consumatori e delle industrie di trasformazione. E quello sardo è ai vertici per quanto riguarda la qualità.
Sono sempre di più i marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni. Di conseguenza crescono anche gli accordi con le industrie di trasformazione che stanno adeguando gli approvvigionamenti e le proprie linee di produzione anche attraverso incentivi per aumentare le coltivazioni in Italia.
Ma sono sempre di più, grazie anche alla rete di Campagna amica, i cerealicoltori che chiudono la filiera e trasformano e vendono direttamente i propri prodotti, valorizzando e recuperando in questo modo anche i prodotti della tradizione dal pane alla pasta alle farine biologiche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
