«Una sfida insieme, come fratelli»
Tore Erittu, il campione che segue Lello: è stato come iniziare un nuovo match
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PORTO TORRES. La palestra come seconda casa. Tore Erittu ci trascorre gran parte della giornata, individualità sì ma anche e soprattutto la forza del gruppo. «Lavoriamo in team – dice l’ex campione italiano dei pesi massimi – nessuna approssimazione e tanta competenza, con le figure giuste».
Lo abbraccia come un bambino: il gigante della boxe sembra voler suggellare con un gesto il lungo percorso fatto insieme. «Lello è stato uno dei compagni di viaggio più impegnativi, sicuramente l’esperienza più bella. É nata una amicizia, una fratellanza e tutto è successo in un momento particolare in cui anche io avevo bisogno di grande sfide. Ero alla chiusura della mia carriera, e il mio pensiero era quello di continuare a combattere. L’arrivo di Lello è stato come l’inizio di un nuovo match».
Una sfida avvincente, piena di incognite, senza nessuna certezza davanti. «Se fosse stata una impresa facile non avrei accettato – dice Tore Erittu. – Sui temi del bullismo e dell’obesità da qualche anno ho investito tutto me stesso. Ci lavoro ogni giorno: in Italia un bambino su tre è obeso, il bullismo è una piaga sociale dilagante. Le porte della palestra sono sempre aperte».
Lavorare sulla testa e sul cuore prima che sul fisico, lo dice chiaro Tore Erittu. «Quando è arrivato Lello aveva tutte le caratteristiche che avevo appena studiato. Un obeso si dimentica anche i movimenti, non sa che fare. Ci siamo presi per mano, tanti sacrifici. Non siamo alla fine di un percorso ma all’inizio di una gran bella storia. Lello guarda sempre da dove è partito e prova terrore solo a immaginare il passato negativo. L’ho sempre responsabilizzato, gli ho detto che sarebbe diventato un esempio. É intelligente, ha un lato umano importante, si porta sulle spalle un bagaglio di esperienza, cose vere. É un grande orgoglio essergli stato utile. L’ho portato sul rign quasi per gioco, gli ho fatto provare l’ebbrezza della competizione sana. Ha fatto una gran bella figura, è sceso tra gli applausi. Si diverte, vuole fare sempre meglio. Ringrazio Lello per avermi dato questa possibilità, è stato un laboratorio di movimenti e di crescita, anche per me. La chiave dei grandi risultati come in tutte le cose della vita è nella nostra testa». (g.baz.)
Lo abbraccia come un bambino: il gigante della boxe sembra voler suggellare con un gesto il lungo percorso fatto insieme. «Lello è stato uno dei compagni di viaggio più impegnativi, sicuramente l’esperienza più bella. É nata una amicizia, una fratellanza e tutto è successo in un momento particolare in cui anche io avevo bisogno di grande sfide. Ero alla chiusura della mia carriera, e il mio pensiero era quello di continuare a combattere. L’arrivo di Lello è stato come l’inizio di un nuovo match».
Una sfida avvincente, piena di incognite, senza nessuna certezza davanti. «Se fosse stata una impresa facile non avrei accettato – dice Tore Erittu. – Sui temi del bullismo e dell’obesità da qualche anno ho investito tutto me stesso. Ci lavoro ogni giorno: in Italia un bambino su tre è obeso, il bullismo è una piaga sociale dilagante. Le porte della palestra sono sempre aperte».
Lavorare sulla testa e sul cuore prima che sul fisico, lo dice chiaro Tore Erittu. «Quando è arrivato Lello aveva tutte le caratteristiche che avevo appena studiato. Un obeso si dimentica anche i movimenti, non sa che fare. Ci siamo presi per mano, tanti sacrifici. Non siamo alla fine di un percorso ma all’inizio di una gran bella storia. Lello guarda sempre da dove è partito e prova terrore solo a immaginare il passato negativo. L’ho sempre responsabilizzato, gli ho detto che sarebbe diventato un esempio. É intelligente, ha un lato umano importante, si porta sulle spalle un bagaglio di esperienza, cose vere. É un grande orgoglio essergli stato utile. L’ho portato sul rign quasi per gioco, gli ho fatto provare l’ebbrezza della competizione sana. Ha fatto una gran bella figura, è sceso tra gli applausi. Si diverte, vuole fare sempre meglio. Ringrazio Lello per avermi dato questa possibilità, è stato un laboratorio di movimenti e di crescita, anche per me. La chiave dei grandi risultati come in tutte le cose della vita è nella nostra testa». (g.baz.)
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