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Figliuolo assicura: «Dosi sufficienti»

Figliuolo assicura: «Dosi sufficienti»

Il generale garantisce: a settembre l’80% della popolazione sarà vaccinato

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ROMA. Il ministro della Salute Roberto Speranza celebra «un venerdì particolare» con l’Italia tutta bianca e nessuna ordinanza da firmare, ma la campagna vaccinale non può rallentare proprio ora che la variante Delta conquista terreno e inoculare due dosi (o il monodose) è cruciale per mitigarne l’impatto. Eppure diverse Regioni tornano a lamentare tagli nelle forniture e annunciano rinvii per alcune categorie d’età, in particolare i più giovani, nonostante per il commissario Francesco Figliuolo «le dosi ci sono» e a settembre ne saremo fuori. A preoccupare, come ha ribadito nei giorni scorsi lo stesso generale, è quella fetta tra i 60 e i 69 anni che ancora non ha ricevuto neanche la prima dose. Secondo il report settimanale, infatti, si tratta di circa 1,4 milioni di persone, pari a circa il 19% di quella fascia. Ma anche tra gli over 70 si contano 781 mila persone che non hanno ricevuto neanche una dose (13%). Ad oggi il 57,6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, quasi 34,5 milioni di persone, e la percentuale sfiora l'88% tra gli over 70. Nel resto del mondo i nuovi contagi innescati nel Regno Unito dalla Delta continuano a correre e aumenteranno ancora. Boris Johnson lo sa e lo dice apertamente, ma è pronto a completare il percorso verso l’uscita pressoché totale dell’isola dal lockdown fra un paio di settimane, senza più obblighi legali sul distanziamento o sull’uso di mascherine, scommettendo tutto - prima e più velocemente di qualsiasi altro Paese al mondo - sulla responsabilità personale della gente e soprattutto sull’efficacia dei vaccini. In Spagna, invece, il forte aumento dei contagi tra i giovani preoccupa sempre più le autorità: rispetto a venerdì scorso, nella fascia delle persone di età compresa tra i 20 e i 29 anni l’incidenza dei casi registrati nei 14 giorni precedenti è passata da quasi 450 ogni 100.000 abitanti a 640. Un incremento simile è stato registrato anche nella fascia 12-19 anni, nella quale l’incidenza attuale è arrivata a 584 casi ogni 100.000 abitanti.

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