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Legge contenitore, la trappola è servita

Legge contenitore, la trappola è servita

Per evitare l’ostruzionismo il centrodestra metterà insieme ristori e nuovi Cda

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CAGLIARI. La trappola sembra essere stata tesa dal centrodestra, in Consiglio regionale. Con l’ormai sicura proposta di legge contenitore, in cui dentro dovrebbero esserci dai ristori anti Covid ai nuovi consigli d’amministrazione negli enti, per le opposizioni sarà complicato tirar su il muro dell’ostruzionismo. Pd, Progressisti, Leu e Movimento Cinque stelle hanno dichiarato da tempo le loro intenzioni: bloccare, o comunque rallentare, quanto di solito dovrebbe essere estraneo a una correzione in corsa del bilancio, stavolta sarà da 200 milioni. Perché se, com’è sempre più probabile, la legge sarà unica, per le opposizioni vorrebbe dire mettersi di traverso sia sul fronte dei contributi straordinari sia su quello delle nomine. Mentre proprio sul primo, i ristori, il centrosinistra e Cinque stelle finora hanno dimostrato sempre senso di responsabilità. È accaduto con la Finanziaria tecnica di febbraio o le leggi «Salva Sardegna», approvate infatti in una manciata di sedute, per far arrivare i soldi il più in fretta possibile alle imprese e ai lavoratori fiaccati della pandemia. Però, in quest’occasione, le opposizioni sono state messe davanti a un bivio: scegliere fra l’opportunità politica e le strategie d’aula e quindi dovranno decidere come agire. Fatti un bel po’ di calcoli, il centrodestra ha messo in atto la trappola, per non finire più nelle secche dell’ostruzionismo infinito. Com’è accaduto di recente con i 60 giorni che ci sono voluti per approvare la contestata legge sul super staff della Regione. Appena sarà ufficiale il testo contenitore, la Manovra di bilancio e anche molto altro, si capirà meglio quali saranno le prossime mosse dei due schieramenti.

«Cambiamo!». Dopo il susseguirsi di voci sull’inizio delle consultazioni a luglio, di nuovo sembra essere calato il silenzio su un possibile e immediato valzer di assessori e deleghe. L’unica certezza è che i centristi continuano a compattarsi in Consiglio regionale, e sembrano essere sempre più intenzionati a presentarsi come un blocco unico il giorno in cui cominceranno le vere trattative per il rimpasto. Un segnale in tale senso è arrivato anche dal primo congresso di «Cambiamo!», che in Sardegna ha come capofila il consigliere regionale Antonello Peru. «Abbiamo cominciato a costruire un grande centro – ha detto alla presenza di Giovanni Toti, il fondatore nazionale – Insieme all’Udc e ad altri gruppi ora vogliamo consolidarci con un progetto che nasca dal basso, basato sui fatti e sulle reali esigenze della gente». Soprattutto perché – ha aggiunto – «quando i partiti dipendono troppo da un leader, perdono spesso la cognizione della realtà e finiscono per squagliarsi come neve al sole». (ua)

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