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Paesi e località turistiche senza medici

Paesi e località turistiche senza medici

Il bando relativo al 2018 coprirà 100 posti, ma saranno comunque insufficienti. Il nodo del numero chiuso in facoltà

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SASSARI. Cercasi medici disperatamente. Molti Comuni dell’isola, come si legge quotidianamente nelle cronache, non hanno da tempo il medico di medicina generale. L’intervento più urgente è destinato a sopperire a una carenza di circa 140 medici, ma la situazione è destinata a non migliorare nei prossimi anni se non cambieranno le regole. Secondo una stima della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) nel 2022 andranno in pensione in Sardegna 136 medici. Nei dieci anni tra il 2018 e il 2028 la stima è di 1.200 pensionamenti. Dall’altra parte di questo contenitore che progressivamente si svuota non entrano forze fresche in numero sufficiente a coprire il fabbisogno. Tanto che ormai, da più parti, si chiede di rivedere il criterio del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina.

«C’è anche un problema di appetibilità di alcune sedi - dice il commissario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi - e stiamo pensando a un sistema di incentivi»

Come se non bastasse proprio in questi giorni si sta ripetendo nell’isola il problema della mancanza di medici di guardia medica turistica. Proprio un anno fa lo stesso disservizio si era parlato sulle pagine della Nuova. A distanza di 12 mesi parla la dottoressa che aveva denunciato il problema: «È vero, il problema si ripete - dice Paola Correddu, medico di continuità assistenziale ed ex segretaria regionale della Fimmg -, ma fino a quando non si affronterà il nodo di fondo della formazione dei medici, saremo sempre punto e a capo».

Medici di medicina generale e guardie mediche turistiche non due aspetti dello stesso problema e hanno un’origine comune: il personale va in pensione e non viene rimpiazzato: «Questo problema ancora in Sardegna non lo sentiamo tanto - aggiunge la dottoressa Correddu - ma in altre zone d’Italia, soprattutto al nord, spesso le chiamate per l’assistenza primaria vanno deserte, molte guardie mediche sono chiuse. Manca una pianificazione fatta sulla base delle esigenza sanitarie».

«Siamo in emergenza e va ricalibrato il sistema che necessariamente deve essere diverso da quello degli anni precedenti», dice il commissario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi. Ieri il problema è stato affrontato nel corso di una riunione fiume di cinque ore con i responsabili delle Asl e dei pronto soccorso degli ospedali sardi.

«Abbiamo discusso delle linee guide da attuare per coprire i prossimi 90 giorni - dice ancora Temussi - con attenzione e priorità per i pronto soccorso e le guardie mediche. Oggi l’assessorato dovrebbe emanare un sistema sulla base di uno schema che dovrà essere diverso. Abbiamo ancora la pandemia, abbiamo la campagna vaccinale e in più una stagione che si annuncia promettente per il turismo con tante presenze. Serve una riorganizzazione territoriale e non sarà facile perché mancano le persone. Comunque la riunione è stata positiva».

In Sardegna, almeno per ciò che riguarda i medici di medicina generale e le carenze di molti comuni, la situazione verrà in parte rattoppata con il bando del 2018 appena definito: un centinaio di medici, tra nuovi reclutamenti e trasferimenti, andranno a occupare sedi vacanti. Un’altra trentina dovrebbero arrivare con il bando 2019 di prossima pubblicazione. Ma l’emergenza non passerà in tempi brevi.



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