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Gallus abbandona l’Udc Oppi: voleva l’assessorato

di Umberto Aime
Gallus abbandona l’Udc Oppi: voleva l’assessorato

Il presidente della commissione sanità, da tempo separato in casa, verso il Psd’Az Prima l’attacco: «Sono stato denigrato». Poi arriva la dura replica del leader

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CAGLIARI. Da separato in casa, lo era da tempo, a fuoriuscito: il consigliere regionale Domenico Gallus, presidente della commissione sanità, ha voltato le spalle all’Udc. È il partito che, all’inizio della legislatura, l’aveva accolto dopo un suo primo cambio di casacca, sempre all’interno del centrodestra. Nel 2019, infatti, era stato eletto con la lista Sardegna 20.Venti. È un piccolo grande terremoto, per la coalizione che sostiene il governatore Christian Solinas. È possibile, ma non ancora ufficiale, che Gallus passi presto nel Psd’Az, il partito del presidente. Comunque, nel frattempo, rimarrà alla guida della commissione: da questo incarico non si è dimesso. L’Udc non s’è certo stracciato le vesti per l’addio di Gallus: «La sua scelta – scrive Giorgio Oppi, leader dei centristi – non ci ha sorpreso. In primo luogo perché da tempo lo stesso onorevole ha il vizietto di essere eletto da una parte e di andare, poi, dall’altra. In secondo luogo perché da settimane avevamo intuito la sua frustrazione visto che voleva essere nominato assessore alla sanità», ma ricevendo un no secco dal suo ormai ex partito.

Il motivo dello strappo. «Non posso continuare a far parte di un gruppo – scrive o Gallus – che in pubblico e spesso ha delegittimato il mio operato politico e denigrato la mia persona, per alterare l'atteggiamento di lealtà e correttezza che ho sempre tenuto nel condurre i lavori della commissione e in Aula verso gli alleati di governo e il presidente». Per poi aggiungere: «È stata una decisione sofferta», ma inevitabile, perché «nei miei confronti, nel pubblico e nel privato, ci sono stati atteggiamenti e comportamenti che hanno travalicato qualsiasi militanza politica». A questo punto – conclude – «le nostre strade si dividono e, con chi mi ha sempre sostenuto, deciderò quali scelte politiche assumere per il futuro al fine di rafforzare la mia azione politica a sostegno del centrodestra».

La replica allo strappo. L’Udc, che da questo momento in poi scenderà da sette a sei consiglieri dopo aver cominciato la legislatura con tre, ha risposto con il leader Giorgio Oppi. «Appena abbandonato il gruppo Sardegna 20.Venti – si legge – Gallus era stato da noi accolto nella famiglia dell’Udc con amicizia, per poi esprimere l’ambizione di presiedere la commissione sanità. Per accontentarlo, fui proprio io a rinunciare alla stessa commissione». Per poi passare, nella ricostruzione, alla più stretta attualità. «Da qualche tempo – aggiunge – lo stesso Gallus aveva deciso di voler fare l’assessore alla sanità e per questo chiesto il nostro supporto. Noi, però, non siamo poltronari e, dunque, attendiamo di avere la rappresentanza che ci spetta in Giunta solo dopo il necessario confronto politico col governatore Solinas». Fino a questa chiusura sarcastica, in pieno stile Oppi: «Mi spiace e mi addolora aver deluso le aspettative dell’onorevole Gallus, ma sono sicuro che “la lealtà e la correttezza” (le virgolette sono testuali) da lui sbandierate lo aiuteranno a raggiungere nuovi e prestigiosi traguardi».

I retroscena del duello. La verità è che al centro dell’aspro confronto non ci sono solo Gallus e Oppi, ma anche Massimo Temussi, il commissario straordinario dell’Ats-Ares. È proprio l’appoggio o meno al manager ad aver spaccato il sodalizio. Perché è da mesi che Oppi ha messo nel mirino Temussi, «crede di essere il padrone del mondo, ma non lo è», una delle sue ultime requisitorie. Gallus, invece, più volte si sarebbe schierato dalla parte del commissario. È questo il vero motivo del terremoto e di sicuro non mancheranno i contraccolpi nel centrodestra. All’orizzonte c’è un rimpasto ancora tutto da organizzare e gestire.

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