Mater, salto di qualità col cancer center e il percorso stroke
La struttura di Olbia potenzia l’offerta in convenzione Servizi anche nella parte privata con “pacchetti” di check up
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OLBIA. Chi avrà la fortuna di essere ricoverato/ospitato al sesto piano del Mater Olbia magari non avrà bisogno neppure delle cure che assicura il modernissimo e scintillante ospedale privato dell’accoppiata Qatar Foundation Endowment-Policlinico Gemelli: il magnifico panorama che spazia dall’ingresso del golfo di Olbia, alla penisola di capo Figari, all’isola di Tavolara e oltre, è di una bellezza tale che vale probabilmente quanto mezzo ciclo di terapia. Lo si gode dalle 40 stanze standard, dalle cinque suite e dai due appartamenti (con salotto, sala riunioni, stanza per gli ospiti e bagni da grand hotel) – 4500 metri quadri in tutto colorati di grigio chiaro e tortora – pronti ad accogliere i pazienti privati e che ieri sono stati mostrati per la prima volta a stampa e tivù dai dirigenti della grande struttura ospedaliera aperta due anni fa appena oltre l’aeroporto, sulla vecchia Orientale sarda. «Stanze per ricchi poveri, ricchi medi e ricchi ricchi», dice scherzando ma non troppo il direttore sanitario Franco Meloni, ricordando indirettamente che una delle vocazioni originarie del Mater, oltre a fornire sanità di qualità all’utenza generale, è anche quella di offrire un servizio sanitario al turismo di alta gamma della costa nordorientale dell’isola e non solo.
Ma quello che si chiama “Reparto solventi” non è la vera novità annunciata nella conferenza stampa di Meloni, Rocco Bellantone, membro del Cda in rappresentanza del Gemelli, Marco Salvagno, direttore operativo, e Giansimone Masia, di Confindustria, con la quale il Mater ha stretto un importante rapporto. «Entro settembre – spiega Meloni – contiamo di aprire il Percorso stroke e la Radiologia interventistica e angiografica. Entro novembre, poi, verrà aperto il Cancer center». Quest’ultimo nascerà sotto la guida di Luca Gianni, dirigente di oncologia medica del San Raffaele. Reparti per i quali è stata presentata domanda di finanziamento a funzione alla Regione e destinati ad arricchire l’offerta sanitaria destinata a tutta l’utenza. «Offerta non tipica di una casa di cura privata ma di un ospedale eccellente», rivendica Bellantone. Reparti che – assicura Meloni, parlando ad esempio del percorso stroke, ovvero della struttura di intervento sulle ischemie cerebrali – «garantiranno di trovare un’equipe medica pronta 365 giorni all’anno, anche il 14 agosto, come al Brotzu, quando tutto il resto è chiuso».
Il Mater Olbia, tornando al lato privato, lancia i check up per la prevenzione (responsabile clinica Serena Piacentini), tre pacchetti, da uno base di 290 euro a quello avanzato di 900, comprendenti analisi, visite specialistiche ed esami strumentali attraverso i quali fare il punto preciso sul proprio stato di salute.
Annunciando nuovi servizi e specialità, il Mater Olbia lancia un messaggio: il Covid (242 pazienti ricoverati e 58mila tamponi effettuati) ha ritardato il suo piano di sviluppo, ma ora può decollare. Il fatturato, precisa una tabella, crescerà dai 17,5 milioni di euro del 2020 ai circa 43 milioni previsti a fine 2021. Salirà, assicurano Meloni e Bellantone, anche il numero dei dipendenti che attualmente sono 337, il 78% sardo. Lavoratori «accoglienti ed empatici», sottolineano i dirigenti del Mater, indicandoli come una delle chiavi della «scommessa vinta» con l’apertura dell’ospedale. Presto saranno anche molto ben vestiti: i sanitari, come i pazienti che si sottoporranno ai check up, avranno maglie, pantaloni ecc. griffati con un marchio che veste molti campioni dello sport. Il Mater Olbia ha stipulato un accordo con Eye Sport, come ha testimoniato con soddisfazione l’amministratore della società sarda Alessandro Ariu. Alla conferenza stampa c’era anche lui. (a.se.)
Ma quello che si chiama “Reparto solventi” non è la vera novità annunciata nella conferenza stampa di Meloni, Rocco Bellantone, membro del Cda in rappresentanza del Gemelli, Marco Salvagno, direttore operativo, e Giansimone Masia, di Confindustria, con la quale il Mater ha stretto un importante rapporto. «Entro settembre – spiega Meloni – contiamo di aprire il Percorso stroke e la Radiologia interventistica e angiografica. Entro novembre, poi, verrà aperto il Cancer center». Quest’ultimo nascerà sotto la guida di Luca Gianni, dirigente di oncologia medica del San Raffaele. Reparti per i quali è stata presentata domanda di finanziamento a funzione alla Regione e destinati ad arricchire l’offerta sanitaria destinata a tutta l’utenza. «Offerta non tipica di una casa di cura privata ma di un ospedale eccellente», rivendica Bellantone. Reparti che – assicura Meloni, parlando ad esempio del percorso stroke, ovvero della struttura di intervento sulle ischemie cerebrali – «garantiranno di trovare un’equipe medica pronta 365 giorni all’anno, anche il 14 agosto, come al Brotzu, quando tutto il resto è chiuso».
Il Mater Olbia, tornando al lato privato, lancia i check up per la prevenzione (responsabile clinica Serena Piacentini), tre pacchetti, da uno base di 290 euro a quello avanzato di 900, comprendenti analisi, visite specialistiche ed esami strumentali attraverso i quali fare il punto preciso sul proprio stato di salute.
Annunciando nuovi servizi e specialità, il Mater Olbia lancia un messaggio: il Covid (242 pazienti ricoverati e 58mila tamponi effettuati) ha ritardato il suo piano di sviluppo, ma ora può decollare. Il fatturato, precisa una tabella, crescerà dai 17,5 milioni di euro del 2020 ai circa 43 milioni previsti a fine 2021. Salirà, assicurano Meloni e Bellantone, anche il numero dei dipendenti che attualmente sono 337, il 78% sardo. Lavoratori «accoglienti ed empatici», sottolineano i dirigenti del Mater, indicandoli come una delle chiavi della «scommessa vinta» con l’apertura dell’ospedale. Presto saranno anche molto ben vestiti: i sanitari, come i pazienti che si sottoporranno ai check up, avranno maglie, pantaloni ecc. griffati con un marchio che veste molti campioni dello sport. Il Mater Olbia ha stipulato un accordo con Eye Sport, come ha testimoniato con soddisfazione l’amministratore della società sarda Alessandro Ariu. Alla conferenza stampa c’era anche lui. (a.se.)
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