Per la morte di Alessio indagato l’amico alla guida
di Luca Fiori
L’accusa è di omicidio stradale aggravato: tracce di cannabis nel sangue
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SASSARI. Avevano bevuto insieme qualche birra durante la partita e quando Jorginho ha spiazzato il portiere della Spagna Unai Simon e regalato agli azzurri la finale degli Europei loro due, amici per la pelle e innamorati del gioco del calcio sin da piccoli, si sono abbracciati come dei bambini. Erano felici Alessio e Luca, calciatori dilettanti con il pallone sempre in testa, e insieme ai due amici che erano con loro sono saliti in macchina e puntato verso piazzale Segni per festeggiare in mezzo alla bolgia tricolore la vittoria dell’Italia. E insieme la gioia di avere vent’anni e un’estate davanti tutta vivere.
La festa è proseguita per un po’ e forse i quattro amici hanno fumato insieme una canna. Dagli esami tossicologici effettuati in ospedale è emersa infatti la presenza, seppure con valori bassi, di cannabinoidi nel sangue di Luca Marongiu, il 21enne sassarese che guidava la Lancia Ypsilon uscita di strada in corso Margherita di Savoia, poco ore dopo la fine della semifinale Italia-Spagna. L’assunzione della cannabis potrebbe essere avvenuta anche nei giorni precedenti e non necessariamente la sera della disgrazia. Ma questo particolare lo si stabilirà in seguito.
Per questo ieri mattina il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, titolare dell’inchiesta sul tragico incidente, ha iscritto il 21enne nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale aggravato dall’assunzione di cannabinoidi, i componenti attivi della pianta della cannabis.
Il magistrato non ha adottato alcun provvedimento nei confronti del giovane automobilista, che è incensurato e ha nominato come legale di fiducia l’avvocato Mario Pittalis. Stamattina spetterà invece al medico legale Francesco Serra eseguire la ricognizione esterna del corpo del povero Alessio Murgia, morto per le profonde ferite alla testa riportate nel terribile schianto sull’asfalto.
Ieri mattina all’angolo tra corso Margherita di Savoia e via Macao, dove è terminata la carambola mortale della Ypsilon, sono comparsi alcuni mazzi di fiori per ricordare il 18enne sbalzato dall’abitacolo. Martedì notte fino a pochi istanti prima della tragedia Alessio e i suoi amici avevano riso e scherzato e solo dopo le due del mattino avevano deciso di rientrare finalmente a casa per dormire. Luca ha schiacciato un po’ troppo il piede sull’acceleratore e quando all’altezza dell’emiciclo Garibaldi ha visto una pattuglia della guardia di finanza si è fatto prendere dal panico. Invece di rallentare ha affrontato troppo veloce la curva che immette nell’ultimo tratto di corso Margherita di Savoia. La Lancia pochi metri dopo ha perso aderenza e in pochi istanti la gioia si è trasformata in dramma. Alessio è rimasto per terra senza vita e Luca e i suoi amici hanno capito subito che non c’era più niente da fare. I primi a consolarli sono stati proprio i finanzieri che avevano visto quell’auto sfrecciargli davanti e avevano deciso di seguirla. Poi sono arrivate le ambulanze ma per Alessio, il 18enne innamorato del calcio, non c’era purtroppo più niente da fare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La festa è proseguita per un po’ e forse i quattro amici hanno fumato insieme una canna. Dagli esami tossicologici effettuati in ospedale è emersa infatti la presenza, seppure con valori bassi, di cannabinoidi nel sangue di Luca Marongiu, il 21enne sassarese che guidava la Lancia Ypsilon uscita di strada in corso Margherita di Savoia, poco ore dopo la fine della semifinale Italia-Spagna. L’assunzione della cannabis potrebbe essere avvenuta anche nei giorni precedenti e non necessariamente la sera della disgrazia. Ma questo particolare lo si stabilirà in seguito.
Per questo ieri mattina il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, titolare dell’inchiesta sul tragico incidente, ha iscritto il 21enne nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale aggravato dall’assunzione di cannabinoidi, i componenti attivi della pianta della cannabis.
Il magistrato non ha adottato alcun provvedimento nei confronti del giovane automobilista, che è incensurato e ha nominato come legale di fiducia l’avvocato Mario Pittalis. Stamattina spetterà invece al medico legale Francesco Serra eseguire la ricognizione esterna del corpo del povero Alessio Murgia, morto per le profonde ferite alla testa riportate nel terribile schianto sull’asfalto.
Ieri mattina all’angolo tra corso Margherita di Savoia e via Macao, dove è terminata la carambola mortale della Ypsilon, sono comparsi alcuni mazzi di fiori per ricordare il 18enne sbalzato dall’abitacolo. Martedì notte fino a pochi istanti prima della tragedia Alessio e i suoi amici avevano riso e scherzato e solo dopo le due del mattino avevano deciso di rientrare finalmente a casa per dormire. Luca ha schiacciato un po’ troppo il piede sull’acceleratore e quando all’altezza dell’emiciclo Garibaldi ha visto una pattuglia della guardia di finanza si è fatto prendere dal panico. Invece di rallentare ha affrontato troppo veloce la curva che immette nell’ultimo tratto di corso Margherita di Savoia. La Lancia pochi metri dopo ha perso aderenza e in pochi istanti la gioia si è trasformata in dramma. Alessio è rimasto per terra senza vita e Luca e i suoi amici hanno capito subito che non c’era più niente da fare. I primi a consolarli sono stati proprio i finanzieri che avevano visto quell’auto sfrecciargli davanti e avevano deciso di seguirla. Poi sono arrivate le ambulanze ma per Alessio, il 18enne innamorato del calcio, non c’era purtroppo più niente da fare.
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