Il Cala di Volpe si rinnova per le sfide post-Covid
di Paolo Ardovino
Investimento da 15 milioni nella struttura ricettiva più famosa del nord Sardegna Sette camere aggiornate e novità in cucina con il ritorno dello chef Matsuhisa
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ARZACHENA. Chi è tornato a frequentare il Cala di Volpe in questa stagione avrà notato alcune differenze. Prosegue infatti il piano di ristrutturazione dell’hotel con camere rifatte a nuovo e altre solo ritoccate. Una rigenerazione architettonica e artistica partita da Bruno Moinard e Claire Bétaille e dallo studio Dordoni, che rinnova, in punta di piedi, lo stile smeraldino d’impronta Couelle. Poi nuove importanti aperture nel settore della ristorazione. Due novità su tutte: il ritorno del ristorante del celebre chef giapponese Nobu Matsuhisa, e l’apertura – la prima in Italia – del brand monegasco Beefbar specializzato in tagli di carni pregiate.
Passato e futuro. È un percorso lungo, quello progettato dalla società Smeralda holding per i principali alberghi cinque stelle della Costa Smeralda. Un investimento che supera i cento milioni, quinquennale, partito nel 2017. In vista dell’apertura stagionale di quest’anno, una fetta da 15 milioni è stata dedicata ai lavori di completamento della terza fase di restyling della struttura ricettiva più importante della Sardegna. Il Cala di Volpe, appunto, gestito dal gruppo Marriott e di proprietà di Qatar holding. La sfida era rinnovare senza dimenticare il design caratteristico ideato da Jacques Couelle e marchio della Costa Smeralda per antonomasia. Lo studio 4bi di Moinard e Bétaille si è occupato del rifacimento di sette stanze nell’ala principale dell’hotel, in stile contemporary, e di dodici camere dell’ala originale solo ritoccate nei particolari. L’interno dei bagni, gli armadi, le mattonelle, mantenendo però intatto lo stile originario. Nella stessa area del Cala di Volpe, lo studio di Rodolfo Dordoni ha riprogettato tre stanze, a cui se ne aggiungeranno delle altre per il prossimo anno. In totale, la struttura ne ospita 121, compresa la lussuosa Harrods suite completata solo alla fine della scorsa estate – tre camere da letto all’ultimo piano, piscina a sfioro e vista sulla baia. Attenzione anche agli spazi dedicati all’attività fisica e al benessere. La novità per i piccoli è la presenza della Juventus Academy, aperta sia a frequentatori dell’hotel che agli utenti esterni. Rifatto a nuovo il Kids club. È stata creata una nuova palestra interna ed estesa quella esterna, rifatti alcuni campi da calcio e uno nuovo di padel. Infine, aggiunta una nuova sala trattamenti nella spa Shiseido.
A tavola. Dalla culla della Costa Smeralda fanno sapere che l’agognata ripresa c’è e si avverte. Il confronto con il 2020 è impietoso, i numeri si sono notevolmente alzati sotto ogni voce. Presenze, traffico, servizi. Ancora qualche passo indietro, piuttosto, rispetto a due estati fa. I programmi di crescita non sono stati intaccati, è il messaggio dagli investimenti nel settore della cucina. Moinard si è occupato anche del restyling del ristorante principale, rinominato proprio dall’architetto francese “Le Grand”, con nuovi elementi in legno, nuove luci e sedute. Dopo la passata stagione senza viaggi oltreoceano, poi, stavolta il noto chef Nobu Matsuhisa ha riaperto le porte del ristorante di cucina fusion e giapponese ospitato sul terrazzo del bar pontile.
Approda invece per la prima volta in Italia, al Cala di Volpe, il Beefbar ideato da Riccardo Giraudi a Monte Carlo, specializzato in ricette a base di carne. Anche qui c’è la mano di Moinard, il nuovo ristorante è nato dove prima sorgeva la cantina dei vini, che ha trovato un’altra sistemazione. A proposito di vini, le cantine di tutti gli hotel del gruppo hanno raggiunto un valore di un milione di euro di bottiglie, di cui gran parte al Cala di Volpe. Infine, al Barbecue si è aggiunto un Juice bar, per uno sguardo anche salutare, al passo coi tempi.
Passato e futuro. È un percorso lungo, quello progettato dalla società Smeralda holding per i principali alberghi cinque stelle della Costa Smeralda. Un investimento che supera i cento milioni, quinquennale, partito nel 2017. In vista dell’apertura stagionale di quest’anno, una fetta da 15 milioni è stata dedicata ai lavori di completamento della terza fase di restyling della struttura ricettiva più importante della Sardegna. Il Cala di Volpe, appunto, gestito dal gruppo Marriott e di proprietà di Qatar holding. La sfida era rinnovare senza dimenticare il design caratteristico ideato da Jacques Couelle e marchio della Costa Smeralda per antonomasia. Lo studio 4bi di Moinard e Bétaille si è occupato del rifacimento di sette stanze nell’ala principale dell’hotel, in stile contemporary, e di dodici camere dell’ala originale solo ritoccate nei particolari. L’interno dei bagni, gli armadi, le mattonelle, mantenendo però intatto lo stile originario. Nella stessa area del Cala di Volpe, lo studio di Rodolfo Dordoni ha riprogettato tre stanze, a cui se ne aggiungeranno delle altre per il prossimo anno. In totale, la struttura ne ospita 121, compresa la lussuosa Harrods suite completata solo alla fine della scorsa estate – tre camere da letto all’ultimo piano, piscina a sfioro e vista sulla baia. Attenzione anche agli spazi dedicati all’attività fisica e al benessere. La novità per i piccoli è la presenza della Juventus Academy, aperta sia a frequentatori dell’hotel che agli utenti esterni. Rifatto a nuovo il Kids club. È stata creata una nuova palestra interna ed estesa quella esterna, rifatti alcuni campi da calcio e uno nuovo di padel. Infine, aggiunta una nuova sala trattamenti nella spa Shiseido.
A tavola. Dalla culla della Costa Smeralda fanno sapere che l’agognata ripresa c’è e si avverte. Il confronto con il 2020 è impietoso, i numeri si sono notevolmente alzati sotto ogni voce. Presenze, traffico, servizi. Ancora qualche passo indietro, piuttosto, rispetto a due estati fa. I programmi di crescita non sono stati intaccati, è il messaggio dagli investimenti nel settore della cucina. Moinard si è occupato anche del restyling del ristorante principale, rinominato proprio dall’architetto francese “Le Grand”, con nuovi elementi in legno, nuove luci e sedute. Dopo la passata stagione senza viaggi oltreoceano, poi, stavolta il noto chef Nobu Matsuhisa ha riaperto le porte del ristorante di cucina fusion e giapponese ospitato sul terrazzo del bar pontile.
Approda invece per la prima volta in Italia, al Cala di Volpe, il Beefbar ideato da Riccardo Giraudi a Monte Carlo, specializzato in ricette a base di carne. Anche qui c’è la mano di Moinard, il nuovo ristorante è nato dove prima sorgeva la cantina dei vini, che ha trovato un’altra sistemazione. A proposito di vini, le cantine di tutti gli hotel del gruppo hanno raggiunto un valore di un milione di euro di bottiglie, di cui gran parte al Cala di Volpe. Infine, al Barbecue si è aggiunto un Juice bar, per uno sguardo anche salutare, al passo coi tempi.
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