La Nuova Sardegna

La morte dell’oristanese approda in Parlamento

Il deputato Deidda (Fdi) presenta un’interrogazione sul caso alla Camera Il governo di Tegucigalpa ha annunciato di aver arrestato alcuni dei carnefici

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La polizia nazionale dell’Honduras ha arrestato almeno cinque persone sospettate di aver preso parte al linciaggio e all’uccisione di Giorgio Scanu, il 66enne originario dell’Oristanese che nei giorni scorsi è stato massacrato nella propria abitazione a Santa Ana de Yusquare, nel sud nell’Honduras, da una folla di seicento persone armate di machete, bastoni e pietre. Il governo di Tegucigalpa ha reso noto che gli arrestati sono stati prelevati dalla polizia nazionale e hanno un età compresa fra i 19 e i 55 anni. La folla inferocita accusava Scanu di aver pestato a morte un anziano vicino di casa dopo un litigio. E per questo una folla si era diretta nell’abitazione del sardo per eseguire un processo sommario.

La barbara uccisione dell’uomo originario di Donigala Fenughedu è all’attenzione della Farnesina ed è anche approdata anche in Parlamento con un’interrogazione per sostenere l’azione del ministero degli Esteri, così da fare chiarezza sulla vicenda. «Destano orrore le immagini del linciaggio del nostro connazionale – ha commentato il deputato di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda, che ha firmato l’interrogazione – aggredito da una folla inferocita che ha dato fuoco alla sua casa e alla sua auto. Pretendiamo massima chiarezza e serietà, perché dopo l’uccisione emergono molti fatti a carico dello stesso Scanu, ma allora ci chiediamo come mai fosse ancora a piede libero? Non vorrei che venisse offesa anche la sua memoria. Per questo, serve appurare la verità».

Nel frattempo sono ore di tensione quelle che si vivono a Santa Ana de Yusguare, la località del sud dell’Honduras dove l’8 luglio la folla ha barbaramente uccisio il 66enne sardo. Secondo quanto riferito dal quotidiano honduregno La Prensa, il sindaco del paese ha invitato la popolazione alla calma. Il primo cittadino ha spiegato che si è riunito con le autorità di fronte all’allarme di possibili mobilitazioni a favore dei cinque arrestati con l’accusa di aver ucciso Scanu. «Non permetteremo alcuna protesta – ha detto alla stampa locale – perché quanto accaduto giovedì con il linciaggio è un errore e una tragedia che non può ripetersi». Pur comprendendo la disperazione dei familiari di Juan de Dios Flores, l’anziano indigente la cui morte è stata attribuita a Scanu dalla folla inferocita che ha ucciso il sardo, il sindaco ha sottolineato che sarebbe stato necessario rivolgersi alle autorità legali. (s.sant.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative