La Nuova Sardegna

Nell’isola 177 casi in sei giorni

di Roberto Petretto
Nell’isola 177 casi in sei giorni

Numeri quasi raddoppiati rispetto alla settimana precedente: ecco perché siamo a rischio moderato

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SASSARI. «Il quadro generale della trasmissione dell’infezione da Sars-CoV-2 nel Paese mostra dei segnali che richiedono una particolare attenzione con alcune Regioni classificate a rischio epidemico moderato». L’Istituto superiore di sanità rileva l’inversione di tendenza nell’andamento dei contagi, con cifre di nuovo in crescita dopo settimane di calo. E tra le regioni a rischio moderato, c’è anche la Sardegna.

Il monitoraggio dell’Iss che registra il peggioramento della situazione è relativo alla settimana dal 28 giugno al 4 luglio: negli ultimi giorni le cose sono peggiorate nell’isola: il 5 luglio ci sono stati 9 casi, poi un crescendo, 21, 25, 28, 51 sino ai 43 di ieri su 3.372 tamponi (il tasso di positività è dell’1,2 per cento).

Stiamo quindi parlando di 177 casi in sei giorni mentre nella settimana presa in esame dall’Iss i casi totali erano stati 99, eppure in aumento rispetto al report precedente e quindi segnalati come uno degli elementi che hanno portato l’isola alla classificazione di rischio moderato.

Gli altri fattori. Anche altri elementi hanno fatto scattare il segnale d’allarme per la Sardegna oltre al numeri dei contagi. Innanzitutto il famoso indice Rt, che ha superato quota 1, arrivando a 1.09, il valore più alto insieme a quello dell’Abruzzo. E poi c’è il numero di focolai che, in automatico, fa muovere la valutazione di rischio.

Le cose positive. Ci sono anche molti elementi positivi nella situazione sarda. Innanzitutto la capacità diagnostica, sempre entro i limiti consentiti. E poi la situazione degli ospedali, dove non ci sono reparti in sofferenza. Questa è una caratteristica comune a tutta Italia, segno che conferma quanto già si sospettava, ovvero che il virus sotto forma di variante Delta è più contagioso ma procura conseguenze meno gravi, tanto che, a fronte di un aumento dei positivi, rimane stabile il dato sui ricoveri.

«Nessuna regione - spiega l’Iss - supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%,con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 240 a 187. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 1.676 a 1.271.

Per la verità nelle ultime 24 ore nei reparti non intesivi degli ospedali dell’isola c’è stato un aumento dei ricoveri (più 3) mentre nei reparti intensivi continua a esserci una sola persona, intubata al Binaghi di Cagliari. Complessivamente in Sardegna sono state contagiate 57.477 persone.

Decessi fermi. E poi il dato migliore è di certo quello dei decessi, anche ieri fermi a 1.492 in totale. Sono 36 i pazienti ricoverati in area medica (+3) e uno in terapia intensiva. Attualmente in Sardegna sono 2.361 le persone in isolamento domiciliare e 53.587 (+12) i guariti. Sul territorio, dei 57.477 casi positivi complessivamente accertati, 15.104 (+25) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.724 (+7) nel Sud Sardegna, 5.186 (+5) a Oristano, 10.967 (+1) a Nuoro, 17.482 (+5) a Sassari.

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