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Direttori generali, corsa per le nomine

Direttori generali, corsa per le nomine

Domande on line entro il 18 luglio per gli assessorati e il 6 agosto per Ares e Asl

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CAGLIARI. La doppia corsa dei direttori generali, negli assessorati e per le Asl, ha due scadenze. Per la prima manifestazione d’interesse, è quella che riguarda i vertici della burocrazia, i candidati, interni o esterni alla Regione, dovranno presentare la domanda entro il 18 luglio sul sito ufficiale, cliccando sulla voce selezione e concorsi. Più in là nel tempo, invece, l’ultima data utile per autocandidarsi al vertice dell’Ares, delle otto Asl e delle altre Aziende previste dalla riforma sanitaria approvata l’anno scorso dal Consiglio regionale. In questo caso, come si legge nell’avviso pubblicato sul sito sardegnasalute.it la scadenza è stata fissata il 6 agosto.

La prima corsa. Da questi due elenchi la Giunta potrà scegliere, sono comunque incarichi fiduciari, i nuovi manager. Per quanto riguarda i direttori generali dei 12 assessorati, gli idonei – sono diversi i titoli richiesti – potranno essere nominati per ricoprire i posti vacanti o quelli che lo saranno dopo l’allontanamento dei manager identificati dalla guardia di finanza nell’ormai famoso (e sempre scandaloso) pranzo proibito alle Terme di Sardara e ora sotto procedimento disciplinare. Stando alle indiscrezioni, saranno in tutto una decina i posti oggi in palio. Mentre, almeno per ora e fino a quando la legge regionale non passerà indenne i controlli del Governo, la Giunta non ha ancora bandito la manifestazione d’interesse per gli altri incarichi previsti dal cosiddetto super staff, a cominciare da quello riservato al segretario generale.

La seconda corsa. Entro il 6 agosto la Regione saprà quali potranno essere i papabili per guidare il sistema sanitario. Anche in questo saranno incarichi fiduciari, ma a condizione che i candidati siano iscritti all’elenco nazionale dei manager per la sanità pubblicato sul sito del ministero della salute. Condizione tra l’altro imposta dal Governo per non impugnare la riforma: all’inizio la legge prevedeva solo l’iscrizione a uno speciale elenco regionale

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