Il fuoco spaventa l’isola in cenere più di 1300 ettari
di Claudio Zoccheddu
Cresce il numero dei roghi rispetto alla media ma diminuiscono le superfici
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SASSARI. Più di 1300 ettari di territorio inceneriti in meno di 24 ore. È il bilancio della peggior giornata sul fronte degli incendi vissuta dall’isola nell’ultimo periodo, lo dimostra il conto totale del territorio consumato dalla fiamme che, prima del 12 luglio, si fermava a poco più di 3mila ettari. In attesa di capire con certezza quale possa essere stata la causa dei tremendi roghi che lunedì hanno dato filo da torcere al sistema antincendio dell’isola, paralizzando ampie zone del Guilcier, del Marghine e del Meilogu, alcuni dati sembrano rassicuranti. Ad esempio, quello del numero degli incendi in rapporto alla superficie bruciata: i roghi sono cresciuti di numero (1112 contro la media di 1041 registrata negli ultimi 10 anni) ma hanno consumato meno territorio (3087 ettari contro una media di 3965). Il significato è chiaro: la follia degli incendiari e le circostanze naturali che a volte facilitano i roghi sono cresciute ma è cresciuta anche la capacità di contrasto del sistema antincendio della Sardegna.
Le forze in campo. La campagna antincendio 2021 allestita dalla Regione ha arruolato un totale di 7.084 unità di personale a terra. Il Corpo forestale partecipa alla campagna con 700 uomini e 225 mezzi, le organizzazioni di volontariato schierano sul territorio regionale 2.523 volontari e 308 mezzi mentre le compagnie barracellari hanno messo in campo 1.221 unità impegnate nell’attività di sorveglianza a cui si aggiungono altri 590 uomini dislocati nei vari punti di osservazione, con 96 mezzi di sorveglianza e 64 impegnati negli avvistamenti. Infine, l’agenzia Forestas ha messo a disposizione 847 operai con ruoli operativi a cui si aggiungono 403 unità di personale impegnate come vedette. L’aiuto dal cielo, invece, arriva grazie alla flotta di 11 elicotteri Ecureuil AS 350 B3 con benna da 900 litri e un Airbus AS 332 L1 con benna da 4mila litri. In più ci sono tre canadair con una capacità di carico di 6mila litri d’acqua e liquido schiumogeno e con un’autonomia di 2.400 chilometri. Per dare una dimensione agli interventi aerei, i roghi di lunedì hanno impegnato per 45 ore di volo gli elicotteri della flotta regionale e per 18 i canadair, ha cui ha dato man forte anche l’elicottero Drago dei Vigili del fuoco.
La Regione. La giornata di lunedì è stata un banco di prova impegnativo per la macchina dell’antincendio regionale: «Il pericolo maggiore si è avuto nell'incendio di Abbasanta, dove è stato necessario soprattutto tutelare l'incolumità delle persone che erano nel bosco durante il rogo, procedendo alla loro evacuazione – spiega l’assessore all’Ambiente, Giani Lampis –. Ma anche quello di Sindia era molto pericoloso per colpa del vento di scirocco che spingeva le fiamme verso la periferia del paese». Per evitare che anche una distrazione possa trasformarsi nella rampa di lancio per un incendio, a volte bastano poche precauzioni: «È necessario ricordare alcune buone pratiche– conitnua Lampis – come tenere pulite e prive di vegetazione le pertinenze dei fabbricati privati, civili e industriali e seguire correttamente le prescrizioni regionali antincendio nell’uso del fuoco, soprattutto nelle giornate considerate a rischio. Il pericolo maggiore si registra lungo le strade statali e provinciali, vicino alle infrastrutture turistico-ricettive, negli ambiti agro-zootecnici, nelle aree industriali e nelle aree incolte privi di qualsiasi cura agronomica». Anche perché, per quanto il meccanismo dell’antincendio si stia dimostrando all’altezza della situazione, sarebbe comunque molto meglio evitare un sovraccarico di lavoro: «La macchina regionale dell’antincendio, che vede impegnati donne e uomini della Protezione civile, del Corpo forestale, dell’agenzia Forestas e dei Vigili del fuoco, insieme alle organizzazioni di volontariato di protezione civile e alle Compagnie barracellari, sta dimostrando la propria efficacia anche quest’anno – conlcude l’assessore Lampis –. Infatti, nonostante l’aumento degli eventi, cresciuti del 7 per cento rispetto al 2020, la superficie boschiva è diminuita del 49 per cento e quella non boschiva del 16».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le forze in campo. La campagna antincendio 2021 allestita dalla Regione ha arruolato un totale di 7.084 unità di personale a terra. Il Corpo forestale partecipa alla campagna con 700 uomini e 225 mezzi, le organizzazioni di volontariato schierano sul territorio regionale 2.523 volontari e 308 mezzi mentre le compagnie barracellari hanno messo in campo 1.221 unità impegnate nell’attività di sorveglianza a cui si aggiungono altri 590 uomini dislocati nei vari punti di osservazione, con 96 mezzi di sorveglianza e 64 impegnati negli avvistamenti. Infine, l’agenzia Forestas ha messo a disposizione 847 operai con ruoli operativi a cui si aggiungono 403 unità di personale impegnate come vedette. L’aiuto dal cielo, invece, arriva grazie alla flotta di 11 elicotteri Ecureuil AS 350 B3 con benna da 900 litri e un Airbus AS 332 L1 con benna da 4mila litri. In più ci sono tre canadair con una capacità di carico di 6mila litri d’acqua e liquido schiumogeno e con un’autonomia di 2.400 chilometri. Per dare una dimensione agli interventi aerei, i roghi di lunedì hanno impegnato per 45 ore di volo gli elicotteri della flotta regionale e per 18 i canadair, ha cui ha dato man forte anche l’elicottero Drago dei Vigili del fuoco.
La Regione. La giornata di lunedì è stata un banco di prova impegnativo per la macchina dell’antincendio regionale: «Il pericolo maggiore si è avuto nell'incendio di Abbasanta, dove è stato necessario soprattutto tutelare l'incolumità delle persone che erano nel bosco durante il rogo, procedendo alla loro evacuazione – spiega l’assessore all’Ambiente, Giani Lampis –. Ma anche quello di Sindia era molto pericoloso per colpa del vento di scirocco che spingeva le fiamme verso la periferia del paese». Per evitare che anche una distrazione possa trasformarsi nella rampa di lancio per un incendio, a volte bastano poche precauzioni: «È necessario ricordare alcune buone pratiche– conitnua Lampis – come tenere pulite e prive di vegetazione le pertinenze dei fabbricati privati, civili e industriali e seguire correttamente le prescrizioni regionali antincendio nell’uso del fuoco, soprattutto nelle giornate considerate a rischio. Il pericolo maggiore si registra lungo le strade statali e provinciali, vicino alle infrastrutture turistico-ricettive, negli ambiti agro-zootecnici, nelle aree industriali e nelle aree incolte privi di qualsiasi cura agronomica». Anche perché, per quanto il meccanismo dell’antincendio si stia dimostrando all’altezza della situazione, sarebbe comunque molto meglio evitare un sovraccarico di lavoro: «La macchina regionale dell’antincendio, che vede impegnati donne e uomini della Protezione civile, del Corpo forestale, dell’agenzia Forestas e dei Vigili del fuoco, insieme alle organizzazioni di volontariato di protezione civile e alle Compagnie barracellari, sta dimostrando la propria efficacia anche quest’anno – conlcude l’assessore Lampis –. Infatti, nonostante l’aumento degli eventi, cresciuti del 7 per cento rispetto al 2020, la superficie boschiva è diminuita del 49 per cento e quella non boschiva del 16».
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