Over 60 ancora da vaccinare in campo i medici di famiglia
Sono finora 90mila i pazienti sfuggiti alla campagna anti Covid: l’Ats-Ares invierà gli elenchi nominali Risale la curva dei contagi con la variante Delta predominante: sotto i 30 anni l’età media dei positivi
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CAGLIARI. Gli over 60 non ancora vaccinati sono poco meno di 90mila. Nonostante l’ultima corsia preferenziale che è stata loro assegnata (da giorni possono presentarsi negli hub senza bisogno di prenotazione) continua a essere difficile incidere su quello che il commissario nazionale, Francesco Paolo Figliuolo, ha definito lo zoccolo duro degli indecisi. Ora l’Ats-Ares ci proverà con il coinvolgimento dei medici di famiglia. A ciascun medico, la cabina di regia dell’Azienda regionale invierà l’elenco degli assistiti over 60 che finora sono sfuggiti alla campagna vaccinale.
La lista. Il tentativo è capire come mai da dicembre a oggi questi ultrasessantenni non si siano prenotati sul Portale, prima gestito dalla Regione, ora da Poste Italiane. I motivi potrebbero essere di varia natura, anche se sarebbero due quelli più probabili: possibili difficoltà tecniche, ad esempio la tessera sanitaria scaduta, oppure molti sono no vax. Nel primo caso l’Ats-Ares ha provato ad aggirare le difficoltà con le porte aperte negli hub. Qualcosa si è mosso, con una media di 500 vaccinazioni giornaliere riservate agli over 60 nei dieci centri regionali. Per il secondo, invece, sarà molto difficile convincere i diffidenti. A meno che, anche in Italia, non passi quest’ipotesi: potranno entrare nei ristoranti e nei locali pubblici solo i possessori del «Green pass», che è rilasciato dopo la seconda dose. Questa nuova possibile prescrizione, all’esame del Governo, potrebbe spingere più di un no vax a fare marcia indietro. Comunque, come ribadito dal commissario straordinario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi, è «una nuova campagna di sensibilizzazione che porteremo avanti fino a quando non sarà chiaro il motivo per cui questi ultrasessantenni non si sono ancora vaccinati».
Il bollettino. La curva dei contagi ha ripreso a salire, ma è ancora abbastanza distante dalla soglia di sicurezza, fissata a non più di 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Se invece dovesse essere superata, la Sardegna potrebbe nuovo essere di nuovo retrocessa in zona gialla e sarebbe una mazzata. Per evitare questo rischio, le Regioni hanno chiesto al ministero della salute di rivedere i criteri per l’assegnazione dei colori: la trattativa è appena cominciata. Nell’ultimo bollettino l'Unità di crisi regionale ha censito 86 nuovi casi a fronte di 4.793 tamponi. Il tasso di positività è salito intorno all'1,8 per cento. Mentre per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri sono 42 i pazienti in area medica (+3) e uno 1 in terapia intensiva (-1). Sono invece 2.520 le persone in isolamento domiciliare e 53.611 (+9) i guariti. Nessun decesso.
L’allarme. La variante Delta ha preso ormai il sopravvento. Il dato non è ancora statistico visto che si basa solo sui pochi campionamenti finora effettuati rispetto alle migliaia di tamponi giornalieri. Al laboratorio dell'Azienda universitaria di Cagliari, la settimana scorsa su 32 casi ben 23 sono risultati legati alla variante ex indiana. Però, oltre ai numeri, a preoccupare è soprattutto l’età media sempre più bassa dei positivi: sotto i 30 anni. Anche nel laboratorio dell’Aou di Sassari è stato rilevato un aumento considerevole della variante Delta. È il segnale che la mutazione del Covid si sta diffondendo in particolare fra i giovani, considerando tra l’altro che buona parte di questa fascia d’età non è stata ancora vaccinata e le prenotazioni sono ormai slittate a settembre. «Servirebbero, invece, più dosi per ridurre al massimo l’attesa. È questa l’unica strada possibile per aumentare le vaccinazioni dei più giovani nella seconda decade di luglio e ad agosto», è stato l’appello lanciato dal commissario Temussi. In queste ore è scoppiato un nuovo focolaio a Serrenti, nel Cagliaritano – 12 i positivi, 117 le persone in quarantena – con un forte predominanza della variante Delta. A confermarlo è stato il sindaco Pantaleo Talloru su Facebook: «Il virus è diffuso in particolare fra chi ha 20 e 30 anni. Se la situazione non dovesse migliorare, saremmo costretti a prendere provvedimenti restrittivi più duri».
Dosi in arrivo. Il momento è delicato, secondo i vertici dell’Azienda regionale, perché «un calo nelle forniture c’è stato ed è arrivato proprio nel momento in cui invece dovevano dare la cosiddetta spallata». A essere ai minimi storici sarebbero soprattutto i vaccini AstraZeneca, fondamentali per i richiami nel caso degli over 60: all’appello mancherebbero circa 45mila dosi. Però, secondo l’ultima tabella della Cabina di regia nazionale, l’azienda inglese avrebbero garantito la consegna straordinaria in Sardegna di 30mila dosi. Anche la Pfizer ha ridotto le forniture, ma meno del previsto. Infatti entro questo fine settimana sono state garantite 119.500 dosi in tutto e oltre la metà dovrebbero essere proprio della casa farmaceutica americana. Finora a non perdere neanche un colpo è stata Moderna, con le sue consuete 20mila dosi settimanali. (ua)
La lista. Il tentativo è capire come mai da dicembre a oggi questi ultrasessantenni non si siano prenotati sul Portale, prima gestito dalla Regione, ora da Poste Italiane. I motivi potrebbero essere di varia natura, anche se sarebbero due quelli più probabili: possibili difficoltà tecniche, ad esempio la tessera sanitaria scaduta, oppure molti sono no vax. Nel primo caso l’Ats-Ares ha provato ad aggirare le difficoltà con le porte aperte negli hub. Qualcosa si è mosso, con una media di 500 vaccinazioni giornaliere riservate agli over 60 nei dieci centri regionali. Per il secondo, invece, sarà molto difficile convincere i diffidenti. A meno che, anche in Italia, non passi quest’ipotesi: potranno entrare nei ristoranti e nei locali pubblici solo i possessori del «Green pass», che è rilasciato dopo la seconda dose. Questa nuova possibile prescrizione, all’esame del Governo, potrebbe spingere più di un no vax a fare marcia indietro. Comunque, come ribadito dal commissario straordinario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi, è «una nuova campagna di sensibilizzazione che porteremo avanti fino a quando non sarà chiaro il motivo per cui questi ultrasessantenni non si sono ancora vaccinati».
Il bollettino. La curva dei contagi ha ripreso a salire, ma è ancora abbastanza distante dalla soglia di sicurezza, fissata a non più di 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Se invece dovesse essere superata, la Sardegna potrebbe nuovo essere di nuovo retrocessa in zona gialla e sarebbe una mazzata. Per evitare questo rischio, le Regioni hanno chiesto al ministero della salute di rivedere i criteri per l’assegnazione dei colori: la trattativa è appena cominciata. Nell’ultimo bollettino l'Unità di crisi regionale ha censito 86 nuovi casi a fronte di 4.793 tamponi. Il tasso di positività è salito intorno all'1,8 per cento. Mentre per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri sono 42 i pazienti in area medica (+3) e uno 1 in terapia intensiva (-1). Sono invece 2.520 le persone in isolamento domiciliare e 53.611 (+9) i guariti. Nessun decesso.
L’allarme. La variante Delta ha preso ormai il sopravvento. Il dato non è ancora statistico visto che si basa solo sui pochi campionamenti finora effettuati rispetto alle migliaia di tamponi giornalieri. Al laboratorio dell'Azienda universitaria di Cagliari, la settimana scorsa su 32 casi ben 23 sono risultati legati alla variante ex indiana. Però, oltre ai numeri, a preoccupare è soprattutto l’età media sempre più bassa dei positivi: sotto i 30 anni. Anche nel laboratorio dell’Aou di Sassari è stato rilevato un aumento considerevole della variante Delta. È il segnale che la mutazione del Covid si sta diffondendo in particolare fra i giovani, considerando tra l’altro che buona parte di questa fascia d’età non è stata ancora vaccinata e le prenotazioni sono ormai slittate a settembre. «Servirebbero, invece, più dosi per ridurre al massimo l’attesa. È questa l’unica strada possibile per aumentare le vaccinazioni dei più giovani nella seconda decade di luglio e ad agosto», è stato l’appello lanciato dal commissario Temussi. In queste ore è scoppiato un nuovo focolaio a Serrenti, nel Cagliaritano – 12 i positivi, 117 le persone in quarantena – con un forte predominanza della variante Delta. A confermarlo è stato il sindaco Pantaleo Talloru su Facebook: «Il virus è diffuso in particolare fra chi ha 20 e 30 anni. Se la situazione non dovesse migliorare, saremmo costretti a prendere provvedimenti restrittivi più duri».
Dosi in arrivo. Il momento è delicato, secondo i vertici dell’Azienda regionale, perché «un calo nelle forniture c’è stato ed è arrivato proprio nel momento in cui invece dovevano dare la cosiddetta spallata». A essere ai minimi storici sarebbero soprattutto i vaccini AstraZeneca, fondamentali per i richiami nel caso degli over 60: all’appello mancherebbero circa 45mila dosi. Però, secondo l’ultima tabella della Cabina di regia nazionale, l’azienda inglese avrebbero garantito la consegna straordinaria in Sardegna di 30mila dosi. Anche la Pfizer ha ridotto le forniture, ma meno del previsto. Infatti entro questo fine settimana sono state garantite 119.500 dosi in tutto e oltre la metà dovrebbero essere proprio della casa farmaceutica americana. Finora a non perdere neanche un colpo è stata Moderna, con le sue consuete 20mila dosi settimanali. (ua)
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