Un orecchio bionico restituirà l’udito a un bimbo di 7 anni
di Paoletta Farina
Primo intervento di impianto cocleare nel Nord Sardegna Lo ha eseguito a Sassari l’equipe di Otorinolaringoiatria
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SASSARI. Sarà un mondo di suoni e di voci, compresa la sua, del tutto nuovi quello che si aprirà presto per un bambino sassarese di sette anni: grazie a un “orecchio bionico” che gli è stato impiantato venerdì scorso nella clinica di Otorinolaringoiatria dell’Azienda ospedaliera di Sassari dall’équipe diretta dal professor Francesco Bussu.
È il primo intervento di questo tipo che viene eseguito a Sassari e nel Nord Sardegna che ora ha una struttura per garantire ad altri bambini che soffrono di ipoacusia grave il ritorno a una vita normale, liberandoli da quella cappa di silenzio che li circonda, e senza dover ricorrere a viaggi nella penisola.
La protesi inserita al bimbo sassarese, detta impianto cocleare, sostituirà completamente la funzione della coclea, o chiocciola, un organo dell’orecchio interno che converte le onde sonore in impulsi elettrici, consentendo a chi ha problemi di udito di non essere destinato al sordomutismo. Il bambino è già tornato a casa e alla fine del mese l’impianto gli verrà attivato e potrà cominciare la riabilitazione graduale per convivere con la nuova apparecchiatura.
Spiega il professor Bussu, originario di Ollolai, da oltre quattro anni direttore della clinica otorino dopo essersi formato e aver lavorato per 25 anni al Policlinico Gemelli di Roma: «Lo abitueremo pian piano ai suoni con una modalità progressiva di intensità per evitargli disagi. Lui sente già i toni alti, ma non percepisce quelli bassi». Le dolci parole sussurrate dai genitori, le confidenze all’orecchio dei compagni di scuola e tutte le loro modulazioni non gli saranno più precluse. All’intervento hanno partecipato il professor Gaetano Paludetti, luminare e direttore dell’Otorinolaringoiatria del “Gemelli”, e la sua collaboratrice Anna Rita Fetoni.
«La sordità, soprattutto nei bambini, – afferma il direttore di Orl professor Francesco Bussu – è un problema per il quale la nostra sanità deve garantire le cure direttamente in Sardegna. La chiave è la gestione della complessità di questi casi, dalla diagnosi alla chirurgia, alla riabilitazione completa. A Sassari abbiamo la fortuna di poter collaborare con la Neonatologia con cui eseguiamo sui neonati screening per verificare le ipoacusie profonde. La diagnosi precoce è indispensabile. Sui bambini bisogna intervenire il prima possibile se si vuole ottenere un risultato. Ma abbiamo anche tutte le figure professionali necessarie, incluse tecniche audiometriste e logopediste». E a questo proposito c’è una buona notizia: «A Sassari è stato riattivato il corso di laurea in Logopedia che contribuirà a mantenere e incrementare le competenze presenti nelle nostre strutture – dice il professor Francesco Bussu –. Per questo ringrazio l'Ateneo e l’Aou che hanno visto l’importanza del problema».
Per il commissario Aou Antonio Lorenzo Spano, il primo impianto di orecchio bionico rientra negli obiettivi «di offrire le migliori risposte assistenziali attraverso un lavoro in équipe e la promozione delle conoscenze e dello scambio tra gruppi di lavoro, anche con aziende di rilievo nazionale». E il rettore Gavino Mariotti: «Siamo soddisfatti e ci complimentiamo per il livello di eccellenza raggiunto dall’Otorinolaringoiatria».
È il primo intervento di questo tipo che viene eseguito a Sassari e nel Nord Sardegna che ora ha una struttura per garantire ad altri bambini che soffrono di ipoacusia grave il ritorno a una vita normale, liberandoli da quella cappa di silenzio che li circonda, e senza dover ricorrere a viaggi nella penisola.
La protesi inserita al bimbo sassarese, detta impianto cocleare, sostituirà completamente la funzione della coclea, o chiocciola, un organo dell’orecchio interno che converte le onde sonore in impulsi elettrici, consentendo a chi ha problemi di udito di non essere destinato al sordomutismo. Il bambino è già tornato a casa e alla fine del mese l’impianto gli verrà attivato e potrà cominciare la riabilitazione graduale per convivere con la nuova apparecchiatura.
Spiega il professor Bussu, originario di Ollolai, da oltre quattro anni direttore della clinica otorino dopo essersi formato e aver lavorato per 25 anni al Policlinico Gemelli di Roma: «Lo abitueremo pian piano ai suoni con una modalità progressiva di intensità per evitargli disagi. Lui sente già i toni alti, ma non percepisce quelli bassi». Le dolci parole sussurrate dai genitori, le confidenze all’orecchio dei compagni di scuola e tutte le loro modulazioni non gli saranno più precluse. All’intervento hanno partecipato il professor Gaetano Paludetti, luminare e direttore dell’Otorinolaringoiatria del “Gemelli”, e la sua collaboratrice Anna Rita Fetoni.
«La sordità, soprattutto nei bambini, – afferma il direttore di Orl professor Francesco Bussu – è un problema per il quale la nostra sanità deve garantire le cure direttamente in Sardegna. La chiave è la gestione della complessità di questi casi, dalla diagnosi alla chirurgia, alla riabilitazione completa. A Sassari abbiamo la fortuna di poter collaborare con la Neonatologia con cui eseguiamo sui neonati screening per verificare le ipoacusie profonde. La diagnosi precoce è indispensabile. Sui bambini bisogna intervenire il prima possibile se si vuole ottenere un risultato. Ma abbiamo anche tutte le figure professionali necessarie, incluse tecniche audiometriste e logopediste». E a questo proposito c’è una buona notizia: «A Sassari è stato riattivato il corso di laurea in Logopedia che contribuirà a mantenere e incrementare le competenze presenti nelle nostre strutture – dice il professor Francesco Bussu –. Per questo ringrazio l'Ateneo e l’Aou che hanno visto l’importanza del problema».
Per il commissario Aou Antonio Lorenzo Spano, il primo impianto di orecchio bionico rientra negli obiettivi «di offrire le migliori risposte assistenziali attraverso un lavoro in équipe e la promozione delle conoscenze e dello scambio tra gruppi di lavoro, anche con aziende di rilievo nazionale». E il rettore Gavino Mariotti: «Siamo soddisfatti e ci complimentiamo per il livello di eccellenza raggiunto dall’Otorinolaringoiatria».
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