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La Dad è un disastro per la scuola: impreparato un diplomato su due

La Dad è un disastro per la scuola: impreparato un diplomato su due

SASSARI. Più di uno studente su 2 (53%) non raggiunge le competenze minime in italiano: conquista il diploma ma la sua preparazione mostra enormi lacune. Voragini provocate nella maggior parte dei...

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SASSARI. Più di uno studente su 2 (53%) non raggiunge le competenze minime in italiano: conquista il diploma ma la sua preparazione mostra enormi lacune. Voragini provocate nella maggior parte dei casi dalla pandemia e dalla dad, che nell’ultimo anno e mezzo hanno tenuto i ragazzi lontani dalle aule scolastiche con lezioni a distanza che hanno penalizzato la formazione e incoraggiato gli abbandoni. Già si era intuito, perché l’alta percentuale di non ammessi all’esame di maturità (record in Sardegna) insieme agli oltre 600 “dispersi” nell’ultimo anno erano un segnale inequivocabile. A mettere nero su bianco numeri e percentuali da brivido è il Rapporto Invalsi, che certifica appunto il livello di preparazione degli studenti italiani sulla base dell’esito delle prove. Viene fuori che alle Medie il 39% degli studenti non ha raggiunto risultati adeguati in italiano, con il il dato che sale al 45% in matematica. Alle superiori il dato è rispettivamente 44% e 51% con un + 9% sull’ultimo report. E la Sardegna è messa pure peggio, con il 53% degli studenti sotto il livello minimo di competenze in italiano. Più giù dell’isola ci sono solo la Sicilia, la Puglia, la Calabria e la Campania: in quest’ultima regione c’è la percentuale record, 73%, di studenti privi delle competenze di base in matematica, con la Sardegna che si ferma al 63%. Pessimi risultati anche in inglese: per questa disciplina il divario tra il Nord e le regioni del centro sud è ancora più netto. In Sardegna a fronte di medie nazionali del 51 e del 63% in inglese-reading e inglese-listening, sono rispettivamente il 63% e il 71% gli studenti gravemente insufficienti. In tutte le materie, dice il report, le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Inoltre, tra questi ultimi diminuisce di più la quota di studenti con risultati più elevati. Si riduce quindi l'effetto perequativo della scuola sugli studenti che ottengono risultati buoni o molto buoni anche se provengono da situazioni difficili: i divari territoriali tendono ad ampliarsi. Complice nel caso dell’isola e di altre regioni del Mezzogiorno le difficoltà di connessione alla Dad, dunque l’impossibilità di seguire in maniera regolare e proficua le lezioni a distanza. Questa situazione considerata drammatica genera un altro dato: quello della dispersione implicita. Anche in questo caso il dato della Sardegna è tra i peggiori d’Italia. Nella nostra regione, già più volte maglia per numero di ragazzi che abbandonano gli studi prima del conseguimento del diploma, il 15,2% degli studenti può sfoggiare il titolo di studio ma di certo non le corrispondenti competenze: la loro preparazione equivale al massimo a quella del biennio, come se gli anni successivi sui banchi non ci siano mai stati. L’isola supera ampiamente la media nazionale di dispersione implicita (9,5%) e di fatto sforna una quota di studenti che avrà moltissime difficoltà a trovare una collocazione nel mercato del lavoro nonostante il diploma in tasca. L’unica speranza arriva dai più piccoli: alla Primaria gli scolari non arretrano, anzi i risultati medi al termine della IV e V sono simili in tutta Italia e leggermente migliori rispetto a un anno fa: e anche questo dimostra, considerato che la Primaria ha sempre fatto lezione in presenza tranne nel primo lockdown, quanto la Dad abbia giocato un ruolo importante e dagli effetti nefasti sulla formazione scolastica.



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