Uno schianto nella notte morto centauro sassarese
di Tiziana Simula
L’uomo tornava a casa dopo una giornata di lavoro sul set de “La Sirenetta” Nessuno ha assistito all’incidente. L’allarme all’alba, inutili i soccorsi del 118
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TRINITÀ D’AGULTU. È morto all’alba mentre in sella alla sua moto Bmw 1200 percorreva la strada provinciale 90 nel tratto che da Trinità D’Agultu conduce a Santa Teresa, all’altezza della località Lu Colbu. Erano circa le 5.30 quando una donna alla guida della sua auto ha visto davanti ai propri occhi un corpo riverso a terra in un cunetta, seminascosto dai cespugli, e a fianco a lui, poggiata in verticale alla parete rocciosa, una grossa moto. Ha dato all’allarme. Ma quando i medici del 118 sono arrivati, per Daniele Murtas, 42 anni, di Sassari, residente a Sorso, non c’era più niente da fare. Era già morto. Un impatto fatale dopo essere uscito di strada.
Eppure quel tragitto lo percorreva spesso negli ultimi tempi, da quando aveva cominciato a lavorare sul set del film “La Sirenetta” ambientato tra Santa Teresa, Trinità d’Agultu e Castelsardo. Martedì era stato l’ultimo giorno di lavoro. Si occupava di logistica. Per ieri era previsto un pranzo con i colleghi, tutti insieme per festeggiare la conclusione di una bellissima esperienza lavorativa. Ma quella che doveva essere una giornata di gioia si è trasformata in tragedia.
Impossibile capire cosa sia accaduto e ricostruire la dinamica dell’incidente. Daniele Murtas potrebbe aver perso il controllo della sua moto per una distrazione, un malore, l’attraversamento improvviso di un animale. Ma sono solo ipotesi. Di sicuro, la sua moto è schizzata via sull’asfalto nel silenzio di una strada deserta, finendo la sua corsa in una cunetta, contro rocce e vegetazione. Il motociclista potrebbe essere morto sul colpo a causa del forte trauma cranico. Nessuno ha assistito all’incidente. E l’allarme è stato dato alle forze dell’ordine e ai soccorritori solo quando in quel tratto di strada è passata un’automobilista. A occuparsi della tragedia della strada sono stati i carabinieri di Valledoria, al comando del capitano Sergio Pagliettini. Quando sono arrivati gli operatori del 118 e la pattuglia dei carabinieri, Daniele Murtas era già morto. Ultimati i rilievi di rito, la salma è stata restituita alla sua famiglia.
Un dolore immenso per chi lo amava e lo conosceva.
Era nato a Sassari e lì, nel quartiere di Luna e Sole aveva trascorso la sua adolescenza insieme al fratello Maurizio, carabiniere ad Alghero, e ai suoi genitori Efisio Luigi Murtas e Arcangela Atzori. Da quattro mesi si era trasferito a Sorso, dove viveva da solo. Era iscritto nelle liste dei vigili del fuoco discontinui. Amava i cavalli. «Vogliamo ricordarti così, con la tua passione per i cavalli, con la tua voglia di fare smorfie e battute...», è uno dei tanti messaggi postati sul suo profilo Facebook dove si chiamava con lo pseudonimo Daddayeye Già Lo Sai. E nel post c’è una bella foto dove è in sella a un cavallo con l’abito tradizionale. «Fai ridere gli angeli lassù come hai fatto qui con noi», si legge in un altro commento. C’è chi ricorda il suo umorismo, chi la sua voglia di vivere. Chi la sua bella esperienza sul set della Sirenetta. «Ciao Da fai buon viaggio fin lassù».
Eppure quel tragitto lo percorreva spesso negli ultimi tempi, da quando aveva cominciato a lavorare sul set del film “La Sirenetta” ambientato tra Santa Teresa, Trinità d’Agultu e Castelsardo. Martedì era stato l’ultimo giorno di lavoro. Si occupava di logistica. Per ieri era previsto un pranzo con i colleghi, tutti insieme per festeggiare la conclusione di una bellissima esperienza lavorativa. Ma quella che doveva essere una giornata di gioia si è trasformata in tragedia.
Impossibile capire cosa sia accaduto e ricostruire la dinamica dell’incidente. Daniele Murtas potrebbe aver perso il controllo della sua moto per una distrazione, un malore, l’attraversamento improvviso di un animale. Ma sono solo ipotesi. Di sicuro, la sua moto è schizzata via sull’asfalto nel silenzio di una strada deserta, finendo la sua corsa in una cunetta, contro rocce e vegetazione. Il motociclista potrebbe essere morto sul colpo a causa del forte trauma cranico. Nessuno ha assistito all’incidente. E l’allarme è stato dato alle forze dell’ordine e ai soccorritori solo quando in quel tratto di strada è passata un’automobilista. A occuparsi della tragedia della strada sono stati i carabinieri di Valledoria, al comando del capitano Sergio Pagliettini. Quando sono arrivati gli operatori del 118 e la pattuglia dei carabinieri, Daniele Murtas era già morto. Ultimati i rilievi di rito, la salma è stata restituita alla sua famiglia.
Un dolore immenso per chi lo amava e lo conosceva.
Era nato a Sassari e lì, nel quartiere di Luna e Sole aveva trascorso la sua adolescenza insieme al fratello Maurizio, carabiniere ad Alghero, e ai suoi genitori Efisio Luigi Murtas e Arcangela Atzori. Da quattro mesi si era trasferito a Sorso, dove viveva da solo. Era iscritto nelle liste dei vigili del fuoco discontinui. Amava i cavalli. «Vogliamo ricordarti così, con la tua passione per i cavalli, con la tua voglia di fare smorfie e battute...», è uno dei tanti messaggi postati sul suo profilo Facebook dove si chiamava con lo pseudonimo Daddayeye Già Lo Sai. E nel post c’è una bella foto dove è in sella a un cavallo con l’abito tradizionale. «Fai ridere gli angeli lassù come hai fatto qui con noi», si legge in un altro commento. C’è chi ricorda il suo umorismo, chi la sua voglia di vivere. Chi la sua bella esperienza sul set della Sirenetta. «Ciao Da fai buon viaggio fin lassù».
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