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Contagi, l’isola maglia nera I medici: «Servono controlli»

Contagi, l’isola maglia nera I medici: «Servono controlli»

L’indice Rt supera quota 1, aumenta l’incidenza e ieri altri 140 positivi La situazione peggiora ancora, ma negli ospedali non c’è emergenza

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SASSARI. La Sardegna deve sperare in regole nuove. Perché i numeri, al momento, non sono buoni: l’isola è tra le sei Regioni e Province autonome con un valore dell'indice di trasmissibilità Rt puntuale superiore a 1. Oltre alla Sardegna, che ha raggiunto quota 1,12, in questa situazione ci sono Abruzzo, con un Rt puntuale pari a 1.21(il più alto), Campania, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano e Veneto. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale dell'Iss-ministero della Salute all'esame della cabina di regia. Il dato si riferisce alla settimana dal 5 all’11 luglio. Sono invece Sardegna, Sicilia e Veneto le tre Regioni con l'incidenza più alta nel periodo 9-15 luglio aggiornato al 15 luglio. La Sardegna con il 33,2, la Sicilia con il 31,8 e il Veneto con 26,7.

Limite di rischio. Secondo il report settimanale dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica per queste tre regioni sussiste il rischio di entrare in zona gialla. Lo svela un indicatore che tiene conto di nuovi casi e vaccinati in ciascuna Regione. Secondo il report è proprio la Sardegna ad avere il rischio maggiore di entrare in zona gialla con un indice di 0,32 su una scala da 0 a 1, seguita da Sicilia (0,31) e Veneto (0,24).

Le previsioni sono frutto di un nuovo indicatore che misura il rischio delle regioni di entrare in zona gialla considerando il numero di nuovi casi in un certo momento in una data Regione e allo stesso tempo il numero di persone vaccinate in quella Regione fino a quel momento.

Il bollettino. Anche ieri nell’isola è stato registrato un alto numero di contagi: ben 140 (che hanno portato il totale a 58.053) sulla base di 4.160 tamponi con un tasso di positività al 3%. Non si registrano nuovi decessi (1.494 in totale). I ricoveri ospedalieri: 43 pazienti in area medica (uno in più rispetto al giorno precedente) e 3 (dato immutato) in terapia intensiva. In Sardegna sono 1.353 le persone in isolamento domiciliare e 55.160 i guariti (+5). I nuovi casi sono stati registrati nella Città metropolitana di Cagliari (83), nel Sud Sardegna (22), a Oristano (6), a Nuoro (4) e a Sassari (25).

Gli Ordini dei medici. Un andamento che ha spinto i presidenti dei quattro Ordini dei medici della Sardegna (Giuseppe Chessa di Cagliari), Maria Maddalena Giobbe di Nuoro, Antonio Sulis di Oristano e Nicola Addis di Sassari) a prendere posizione pubblicamente per chiedere alla Regione il ripristino dei controlli agli ingressi nell’isola. La Regione sta preparando una nuova ordinanza che era attesa già per ieri. Il provvedimento dovrebbe invece essere firmato oggi dal presidente Solinas

«La diffusione dei contagi da variante Delta del Covid-19 in molti paesi europei, con numeri preoccupanti in Francia, Spagna, Inghilterra e Olanda, sta ponendo seri problemi di tracciamento e la proposta di nuove misure atte ad evitare una nuova impennata di casi. In Italia, e specialmente in Sardegna, assistiamo purtroppo ad un aumento dei contagi da tale variabile che, in breve tempo, ha portato la nostra regione dalla classificazione a rischio basso a quella a rischio moderato», ricordano i quattro presidenti.

Davanti a questa evoluzione della situazione bisogna cambiare rotta, secondo l’ordine dei medici: «Le misure messe in atto nei mesi precedenti, con l’effettuazione di rigorosi controlli degli arrivi nei porti e negli aeroporti isolani, avevano dato dei buoni risultati, per cui sarebbe opportuno ripristinare tali controlli per chi arriva in Sardegna dall'estero. L'esecuzione di un tampone molecolare dopo l'arrivo sarebbe un passaggio importante che permetterebbe di individuare eventuali contagi da variante Delta e da altre meno note che si stanno diffondendo, e consentirebbe un più efficace contrasto alla pandemia per evitare la temibile quarta ondata che metterebbe in ginocchio l’economia della nostra Isola già pesantemente compromessa». (r.pe.)

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