La Nuova Sardegna

Uno spiraglio dal Governo: nuovi criteri per i colori

di Roberto Petretto
Uno spiraglio dal Governo: nuovi criteri per i colori

In Sardegna boom di contagi ma il ministero annuncia un cambio di norme

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SASSARI. Se i criteri dovessero rimanere quelli che hanno sinora governato l’assegnazione delle zone colorate alle varie regioni probabilmente la Sardegna non avrebbe scampo: la crescita dei contagi delle ultime due settimane porterebbe l’isola dritta in zona gialla. Ma all’orizzonte si profila qualcosa di diverso e i tempi per un cambio di regole sembrano maturi.

Parole di Speranza. Anche uno solitamente iperprudente come il ministro della Salute, Roberto Speranza, ieri ha lanciato segnali di apertura alle richieste delle Regioni che da tempo premono per una revisione dei criteri di assegnazione dei colori e delle relative regole: «In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori», ha detto il ministro della Salute alla riunione organizzata dalla nuova presidenza slovena con i ministri di Germania, Portogallo e Slovenia.

Linea confermata. Ancora più esplicito era stato, poco prima, il sottosegretario dello stesso ministro, Andrea Costa: «Ad oggi non ci sono dati che lascino pensare che ci possa essere un passaggio in zona gialla per la prossima settimana. Non possiamo continuare ad avere come parametro di riferimento il numero dei contagi. Oggi lo scenario è cambiato, dobbiamo valutare con attenzione le ospedalizzazioni e l'occupazione delle terapie intensive».

Il sottosegretario Costa ha parlato di una «situazione dinamica» che comporta «provvedimenti dinamici: giusto valutare anche il numero dei contagi, ma non può più essere quello il parametro principale per determinare le fasce di rischio delle Regioni».

Che non si tratti di dichiarazioni buttate lì a caso, ma di un cambio di atteggiamento complessivo del ministero e forse del Governo lo confermano anche le parole dell’altro sottosegretario, Pierpaolo Sileri: «È necessario cambiare i parametri: quello dell'ospedalizzazione oggi deve avere un peso sicuramente maggiore rispetto agli altri che abbiamo valutato fino ad oggi».

Secondo Sileri «ci troviamo in una condizione diversa rispetto a quella dell'ottobre scorso o del mese di febbraio quando abbiamo avuto l'altra ondata. Abbiamo molte persone vaccinate, una circolazione del virus sicuramente ora meno contenuta con la variante Delta soprattutto in soggetti giovani. I parametri vanno sicuramente rivisti e poi guardiamo a un green pass esteso e meglio ancora modulabile a seconda del numero dei contagi che avremo».

La voce delle Regioni. «Chiederemo al Governo di togliere l'incidenza dei positivi dai parametri che muovono zone e colorazioni perché il rischio è di decidere delle chiusure per gente positiva a casa, quando il sistema sanitario è pienamente efficiente», avevano detto ieri gli assessori regionali alla Sanità. Ora il Governo sembra intenzionato ad ascoltarli. Anche se alcuni limiti dovrebbero restare.

Vecchi e nuovi criteri. Il calcolo dell'incidenza dei positivi ogni centomila abitanti, il cosiddetto Rt sintomi, probabilmente resterà tra i parametri, pur perdendo la sua discrezionalità nel caso in cui l'occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40%.

La percentuale però potrebbe cambiare e potrebbe diventare obbligatorio raggiungere un certo numero di tamponi. Potrebbero essere 150 ogni 100mila abitanti in zona bianca.

Nel prossimo decreto dovrebbe essere prevista anche la proroga dello stato di emergenza. La scadenza per ora è fissata al 31 luglio, il nuovo limite potrebbe essere portato a fine ottobre oppure addirittura a fine dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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