La Nuova Sardegna

«Controlli sugli arrivi dai paesi a rischio»

di Roberto Petretto
«Controlli sugli arrivi dai paesi a rischio»

Il presidente Solinas annuncia una nuova ordinanza per frenare l’epidemia «Situazione sotto controllo, ma l’isola deve ancora provvedere da sé»

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SASSARI. La coperta dell’ordinanza per i controlli agli arrivi in Sardegna, che alle fine dell’inverno e a inizio primavera poteva essere corta, ora è diventata cortissima. Un fazzoletto più che una coperta. Si è ridotta perché molti medici sono impegnati nella campagna vaccinale e nella lotta a una pandemia che riprende vigore; perché la protezione civile e il corpo forestale sono impegnati in una faccenda non meno grave, la campagna antincendio. Come se non bastasse, c’è la mole di traffico a cui si dovrebbe fare fronte che ora è almeno 10 volte superiore a quella dei periodi di calma.

Negli uffici della presidenza della Regione si è lavorato a lungo, sino a tarda notte, considerando tutti questi aspetti e cercando di trovare una soluzione. L’ordinanza è stata annunciata ufficialmente ieri mattina a Sassari dal presidente Solinas a margine della cerimonia per l’intitolazione di un’aula dell’Università a Camillo Bellieni. «Ripristiniamo un’intensificazione dei controlli rispetto agli arrivi dai Paesi che, in questo momento, hanno il più alto tasso di incidenza di casi dovuti alla variante Delta».

Le difficoltà nell’elaborazione di un provvedimento che preveda maglie più strette agli ingressi nell’isola si scontra però con una serie di problemi reali confermati anche da colui che i controlli li dovrebbe organizzare, Massimo Temussi. Il commissario dell’Ats-Ares ieri non ha partecipato alla stesura dell’ordinanza: «Non ne conosco il contenuto. Posso dire che non abbiamo le risorse umane per effettuare dei controlli a tappeto come quelli che abbiamo assicurato in passato. Tra l’altro in un periodo in cui il traffico è molto più sostenuto. Ieri mattina in un’ora e mezza sono arrivati 13 voli quando prima, nello stesso lasso di tempo, ne arrivavano due. Anche la forestale è impegnata nella campagna antincendi. Ho fatto presenti questi aspetti al presidente che mi ha chiesto un parere e credo che se ne terrà conto nell’ordinanza».

I contagi aumentano, la Sardegna rischia la zona gialla e per la Regione la colpa è del governo nazionale e dell’Europa: «Purtroppo - ha detto il presidente Solinas - ancora una volta la Sardegna dovrà provvedere da sé. Questi controlli si sarebbero dovuti svolgere alla fonte, cioè agli imbarchi prima della partenza. Avevamo chiesto allo Stato e all'Europa semplicemente di richiedere un controllo del Green pass e della condizione di negatività insieme al biglietto di viaggio. Invece ci ritroviamo, purtroppo, a dover intervenire direttamente».

È necessario prendere provvedimenti di fronte a un’epidemia che riprende a viaggiare veloce. Ma Solinas invita alla calma: «Attualmente la situazione è sotto controllo, fortunatamente le ospedalizzazioni sono basse. Le positività non sono proporzionali alle ospedalizzazioni, il che significa che il dato rilevante non può più essere solo quello della rilevazione di un caso, ma bisogna anche capire quale sia poi il decorso e la sintomatologia di questa positività».

Una stretta sui controlli e un aumento dei contagi potrebbero avere ripercussioni pesanti sull’economia dell’isola. In particolare sulle attività legate al turismo: «Quello turistico è un settore trainante sul quale la Regione ha scommesso molto - ricorda ancora il presidente Solinas -. La stagione sta dando numeri confortanti. Stiamo lavorando tutti perché ci sia un governo ottimale dell'epidemia per dare garanzie all'economia in generale».

Sull’obbligo di un documento che attesti l’avvenuta vaccinazione per accedere a alcuni servizi Solinas è prudente e sposta ancora l’attenzione sui controlli alla partenza per la Sardegna: «Sul Green pass, noi abbiamo detto, in tempi non sospetti, che il tema vero è il controllo della circolazione virale che cammina sulle gambe degli uomini. Quindi se la Sardegna raggiunge, così come già accaduto, una neutralità di fondo rispetto ai contagi, l'utilità è che si eviti l'arrivo di persone che possano portare una nuova circolazione. Da qui la necessità di utilizzarlo prima degli imbarchi, così facendo non ci sarebbe bisogno di pensare a una sua applicazione per l'ingresso nei bar, ristoranti o altri locali».



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