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«I primi al mondo a produrre il vetro? Furono i nuragici»

Un pool di studiosi individua un laboratorio: è del 1700 a.C. L’esperta Gradoli: «Nessun dubbio, più antico di quelli egizi» 


18 luglio 2021 Luciano Onnis


SIDDI. Il vetro primario? Macché egizi, sono stati i sardi nuragici i primi a produrlo non solo in Italia, ma in Europa e nell’intero bacino del Mediterraneo (quindi nel mondo) nel 1700 avanti Cristo, almeno uno o due secoli prima degli abitanti di El Amarna, antica capitale dell’Egitto, ai quali è stata accreditata finora la prima creazione di questo materiale. La scoperta arriva dal sito archeologico del nuraghe “a corridoio” di Conca ‘e Sa Cresia (datato al radiocarbonio all’incirca 1700 a.C., inizio della civiltà nuragica), nella Giara di Siddi, in Marmilla: di essere di fronte a qualcosa di molto importante sono convinti i ricercatori del pool: la geologa e archeologa Giusi Gradoli, libera professionista con dottorato di ricerca in tecnologie delle ceramiche preistoriche, da Emily Holt del dipartimento di archeologia dell’università di Cardiff, e dal direttore scientifico degli scavi, Mauro Perra.

Il lavoro, iniziato anni addietro con il recupero del sito archeologico di Conca ‘e Sa Cresia per conto del comune di Siddi, ha portato alla scoperta di una parte del nuraghe rimasta occultata da un crollo murario e che è venuta appunto alla luce con gli scavi. In sostanza, si tratterebbe di un’area artigianale, interna ed esterna, in cui sono stati recuperati tantissimi reperti, tra cui un crogiolo in frantumi per la fusione del vetro, e sono state trovate sparse un po’ ovunque tracce di scorie vetrose. Con la benedizione della Soprintendenza archeologica di Cagliari, è stata eseguita dal Dipartimento di scienze chimiche e geologiche dell’università del capoluogo l’analisi chimica non distruttiva della sostanza biancastra amorfa trovata nelle pareti e nel fondo del vaso usato per fondere ad altre temperature quarzo e sabbie silicee: il risultato è stato univoco, vetro primario. Ovvero lo stesso trovato successivamente in sepolture del Mediterraneo orientale, del vicino oriente e dell’Europa nel successivo 1500-1600 a.C.

«Non ci sono dubbi – dice Giusi Gradoli – qui nelle pertinenze del sito nuragico di Conca ‘e Sa Cresia c’era una produzione di vetro primario che colloca i sardi nuragici davanti agli egizi. Quindi i sardi sono stati i primi a scoprire e produrre il vetro». Non sta più nella pelle dalla gioia il direttore scientifico degli scavi, Mauro Perra: «Non ci aspettavamo niente di tutto questo – dice Perra – alle prime intuizioni abbiamo incaricato la professoressa Gradoli di compiere studi approfonditi su quanto avevamo trovato ed è emersa questa straordinaria scoperta». Non meno entusiasta Emily Holt, che parla di una scoperta capace di porre nuovi quesiti su una classe intera di manufatti dell’età del bronzo. «Materiali che pensavamo fossero stati importati in Sardegna – dice la studiosa – potrebbero invece essere stati prodotti per primi dalle popolazioni locali». Chi già dal precedente mandato, 10 anni fa, ha sempre creduto nelle potenzialità del sito archeologico di Conca ‘e Sa Cresia è il sindaco di Siddi, Marco Pisano. «Una scoperta sensazionale – dice – che darà lustro a Siddi, alla Marmilla e alla Sardegna intera».

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