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il numeri del summit

Una vittima e 25 milioni di danni

Una vittima e 25 milioni di danni

La città devastata nei disordini. I feriti furono quasi 600

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SASSARI. Un morto, quasi seicento feriti (560 per la precisione), 219 persone arrestate, circa 25 milioni di euro di danni: ecco le cifre del G8 di Genova. Il vertice degli otto paesi più industrializzati, andato in scena a Genova da venerdì 20 a domenica 22 luglio 2001 lasciò una città in macerie. Con le prime avvisaglie di quello che sarebbe accaduto già nella serata di giovedì 19, quando scoppiarono i primi disordini con i cortei organizzati dai movimenti pacifisti no global, nel capoluogo ligure per protestare contro la globalizzazione e in difesa dell’ambiente. Il movimento era nato un anno e mezzo prima a Seattle alla conferenza dell'Organizzazione mondiale del commercio, da qui la sua definizione di Popolo di Seattle[3], città nella quale si verificarono i primi incidenti. Nel 2001 manifestazioni e scontri ci furono a Davos, in occasione del Forum economico mondiale[4], dal 15 al 17 marzo a Napoli[5] e il 15 giugno a Göteborg, per il summit europeo. [/5][/4][/3]Ecco perché alla vigilia del G8 a Genova c’era molta paura: in quei giorni tantissimi avevao intuito come sarebbe andata a finire, tra gli stessi organizzatori e tra i cittadini. Quando la città venne blindata dalle forze dell’ordine con l’istituzione della zona rossa in cui potevano accedere solo i residenti, molti commercianti decisero di chiudere l’attività, tanti lasciarono la città. Moltissimi negozi furono ritrovati distrutti, devastati nella furia dei tumulti che coinvolsero manifestanti e forze dell’ordine. La città si risvegliò violata e ferita.

Vent’anni dopo, il G8 è ancora una ferita aperta anche per le casse dello Stato che ha pagato i risarcimenti a molti manifestanti picchiati. Tra le forze dell’ordine, 27 poliziotti giudicati responsabili delle violenze alla scuola Diaz e delle false prove “per coprire le nefandezze perpetrate” sono stati condannati dalla Corte dei Conti a risarcire un danno erariale pari a due milioni e 800 mila euro.

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