Gli albergatori in allarme: «Iniziano le prime disdette»
di Giandomenico Mele
A Olbia e Porto Rotondo la paura per il boom di contagi sta rovinando la stagione L’ottimismo iniziale lascia il posto a previsioni meno rosee. Domina il last minute
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OLBIA. Cancellazioni improvvise. Fatturati in picchiata. Incertezza e caos sul green pass. Non è un momento semplice per gli albergatori di Olbia e Porto Rotondo. Luglio ed agosto dovevano segnare il tutto esaurito, la prima vera riscossa dopo lo stop imposto dalla pandemia. Invece la situazione non sembra rosea come si immaginava.
«Le cancellazioni ci sono, dovute alla situazione legata alla pandemia – conferma Fabio Fiori, proprietario dell’Hotel Panorama, presidente dell’associazione albergatori di Olbia -. Non sono numerose, ma se dovessimo tornare in zona gialla potrebbero esplodere, a causa di vincoli e restrizioni. I clienti non accetterebbero di fare una vacanza a metà». Mancato rispetto delle regole e il green pass che, per il momento, resta un’incognita. Gli albergatori vivono un’incertezza ormai congenita, con il “last minute” che domina, prenotazioni all’ultimo momento, giornate da tutto esaurito, ma altre in cui si fa fatica a riempire le stanze. «C’è stato un generale ottimismo, ma noi predicavamo calma, sapevamo che le prenotazioni non sarebbero arrivate copiose come nell’anno prima della pandemia – conferma Fiori -. A metà luglio, purtroppo, i dati ci danno ragione: i mercati inglese e spagnolo sono inesistenti, e parliamo di due tra quelli di riferimento per Olbia. In Inghilterra il mercato è bloccato, hanno attuato la politica dei voucher interni per incentivare le vacanze in patria».
Varianti e incertezza. «Le prenotazioni ci sono, la qualità e i margini sono ridotti. Capacità di spesa più bassa, le persone sono impazienti, lo stress subito se lo portano in vacanza – spiega Ramona Cherchi, general manager dell’hotel Doubletree by Hilton di Olbia e vice presidente di Federalberghi Gallura -. Il tasso di occupazione è abbastanza buono fino a Ferragosto, ma tutto è sotto data, c’è instabilità e paura, nessuno fa grandi programmi. Stanno cominciando ad arrivare le prime cancellazioni, credo sia urgente applicare il modello francese con il green pass».
«Ci mancano i grandi numeri di Inghilterra, Spagna e Portogallo, che stanno annullando le vacanze all’estero, i tedeschi prediligono giugno e settembre. Ci sono francesi e svizzeri e anche turisti dall’Europa dell’Est, dove hanno meno restrizioni per i viaggi all’estero – analizza Fabio Fiori -. Le strutture alberghiere di Olbia e Porto Rotondo stanno facendo fatica a riempire le camere, ci sono giorni con un tasso di occupazione massimo e altri no».
Il fatturato. Ma è la capacità di spesa che spaventa. In diminuzione rispetto al passato. «La tariffa media di questa estate è notevolmente inferiore a quelle del periodo pre-Covid – sottolinea Fiori -. Ad aprile e maggio eravamo quasi tutti chiusi, a giugno Olbia è stata salvata dall’evento della tappa del Rally mondiale, ma i fatturati sono in calo del 30-40% rispetto al 2019. Luglio ed agosto migliorano, ma sempre con un -20/30%».
«Da qui a ferragosto i numeri sono variabili, oggi direi che ci sono giorni al 50% del tasso di occupazione, altri sotto data arrivano al 100%. Noto però una certa difficoltà ad accettare le regole, c’è confusione e questo non aiuta – spiega Ramona Cherchi di Federalberghi -. Noi abbiamo adottato le stesse precauzioni dell’anno scorso, senza il buffet self service, contingentando l’ingresso nelle sale con le prenotazioni, chiedendo il rispetto delle distanze. La situazione è questa, resta difficile fare proiezioni».
«Le cancellazioni ci sono, dovute alla situazione legata alla pandemia – conferma Fabio Fiori, proprietario dell’Hotel Panorama, presidente dell’associazione albergatori di Olbia -. Non sono numerose, ma se dovessimo tornare in zona gialla potrebbero esplodere, a causa di vincoli e restrizioni. I clienti non accetterebbero di fare una vacanza a metà». Mancato rispetto delle regole e il green pass che, per il momento, resta un’incognita. Gli albergatori vivono un’incertezza ormai congenita, con il “last minute” che domina, prenotazioni all’ultimo momento, giornate da tutto esaurito, ma altre in cui si fa fatica a riempire le stanze. «C’è stato un generale ottimismo, ma noi predicavamo calma, sapevamo che le prenotazioni non sarebbero arrivate copiose come nell’anno prima della pandemia – conferma Fiori -. A metà luglio, purtroppo, i dati ci danno ragione: i mercati inglese e spagnolo sono inesistenti, e parliamo di due tra quelli di riferimento per Olbia. In Inghilterra il mercato è bloccato, hanno attuato la politica dei voucher interni per incentivare le vacanze in patria».
Varianti e incertezza. «Le prenotazioni ci sono, la qualità e i margini sono ridotti. Capacità di spesa più bassa, le persone sono impazienti, lo stress subito se lo portano in vacanza – spiega Ramona Cherchi, general manager dell’hotel Doubletree by Hilton di Olbia e vice presidente di Federalberghi Gallura -. Il tasso di occupazione è abbastanza buono fino a Ferragosto, ma tutto è sotto data, c’è instabilità e paura, nessuno fa grandi programmi. Stanno cominciando ad arrivare le prime cancellazioni, credo sia urgente applicare il modello francese con il green pass».
«Ci mancano i grandi numeri di Inghilterra, Spagna e Portogallo, che stanno annullando le vacanze all’estero, i tedeschi prediligono giugno e settembre. Ci sono francesi e svizzeri e anche turisti dall’Europa dell’Est, dove hanno meno restrizioni per i viaggi all’estero – analizza Fabio Fiori -. Le strutture alberghiere di Olbia e Porto Rotondo stanno facendo fatica a riempire le camere, ci sono giorni con un tasso di occupazione massimo e altri no».
Il fatturato. Ma è la capacità di spesa che spaventa. In diminuzione rispetto al passato. «La tariffa media di questa estate è notevolmente inferiore a quelle del periodo pre-Covid – sottolinea Fiori -. Ad aprile e maggio eravamo quasi tutti chiusi, a giugno Olbia è stata salvata dall’evento della tappa del Rally mondiale, ma i fatturati sono in calo del 30-40% rispetto al 2019. Luglio ed agosto migliorano, ma sempre con un -20/30%».
«Da qui a ferragosto i numeri sono variabili, oggi direi che ci sono giorni al 50% del tasso di occupazione, altri sotto data arrivano al 100%. Noto però una certa difficoltà ad accettare le regole, c’è confusione e questo non aiuta – spiega Ramona Cherchi di Federalberghi -. Noi abbiamo adottato le stesse precauzioni dell’anno scorso, senza il buffet self service, contingentando l’ingresso nelle sale con le prenotazioni, chiedendo il rispetto delle distanze. La situazione è questa, resta difficile fare proiezioni».
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