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Bianchi: «Pronti per la ripartenza delle scuole»

Bianchi: «Pronti per la ripartenza delle scuole»

Il ministro assicura la copertura dei posti vacanti con nuovi concorsi e le graduatorie di supplenza

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SASSARI. Sarà un anno scolastico “normale” almeno per ciò che riguarda l’organico dei docenti? Ne è convinto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «Per quanto riguarda cattedre e supplenze, siamo molto avanti: con gli interventi che abbiamo fatto come Governo e che sono poi passati in Parlamento, che si chiudono il 24, abbiamo praticamente coperto i posti vacanti con concorsi straordinari, con la chiamata dei concorsi pregressi, con gli interventi previsti per immettere nel concorso dell'anno prossimo tutti i posti vacanti disponibili; abbiamo anticipato più di 40 giorni per le supplenze residue, quindi tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto. Su questo mi sento sicuro».

Il ministro ha parlato anche dei problemi legati alla didattica a distanza che ha caratterizzato il mondo dell’istruzione in un anno e mezzo di Covid: «Il problema non è la Dad: dire che la colpa è sua è solo lenitivo del dolore, una sorta di autoassoluzione. La Dad ha esasperato problematiche che c'erano anche prima: una parte del Paese, il 40% dei ragazzi non raggiunge lo standard internazionale. Rimuovendo la Dad non rimuoviamo i nostri problemi. Certo dobbiamo essere in presenza, ma con una partecipazione diversa: partecipazione a quel processo di cambiamento della didattica. Qui si apre una battaglia tra i riformatori e chi difende vecchi privilegi. Io sono pronto».

La scuola deve affrontare una fase di cambiamento e un aiuto, almeno sul piano delle risorse, arriverà dai fondi europei: «I diritti dei cittadini si determinano insieme al dovere inderogabile della solidarietà: davanti ai grandi cambiamenti non ci si salva da soli - ha detto il ministro -. Cominciamo una fase ardua, in cui generalmente ci si rilassa, una volta usciti da una pandemia: ma è qui che parte la vera sfida. Il Pnrr deve dimostrare che siamo capaci non solo di investire e di attuare, ma dobbiamo dimostrare di essere un grande paese che non lascia indietro nessuno ma pretende di andare avanti, con la scuola al centro come motore».

«In questi 5 mesi - ha detto ancora il ministro - abbiamo predisposto tutto per affrontare il Pnrr, e predisposto le condizioni perché tutti siano “al loro posto” in settembre. Abbiamo investito 5 miliardi per la salute ma anche per le tecnologie. Il punto fondamentale è questo: ci serve per arrivare preparati ad un appuntamento non con l'Europa, ma con noi stessi».

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