Coltivatore di canapa nei guai per 94 kg
di Tiziana Simula
Autocarro fermato sulla 131, saranno i periti a valutare il “thc”
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. La bolla di accompagnamento indicava il trasporto di canapa indiana sativa, ma quella dichiarazione non ha convinto i carabinieri di Olbia, insospettiti da quel carico così pesante, ben pulito e confezionato: all’interno di trenta scatoloni di cartone, c’erano 94 chili di infiorescenze di marijuana, privi di rami e del materiale di scarto. Così è scattato il sequestro della merce che viaggiava a bordo di un autocarro sulla 131 dcn, in direzione Olbia. Se si tratti effettivamente di canapa indiana sativa destinata alla biomassa (utilizzata per prodotti del settore farmaceutico, alimentare e cosmetico), come dichiarato nella bolla di accompagnamento, o piuttosto di canapa indica, come invece ritengono gli investigatori, lo rivelerà l’accertamento chimico-fisico disposto dalla Procura di Tempio. La marijuana sequestrata sarà analizzata e sarà quantificata la percentuale del principio attivo (thc) contenuto. Il pubblico ministero Mauro Lavra ha convalidato il sequestro effettuato dai carabinieri e disposto l’accertamento che sarà eseguito oggi.
Indagato con l’accusa di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, Giovanni Gonario Podda, 59 anni, di Orgosolo, legale rappresentante della società agricola Fratelli Podda. A lui i militari sono risaliti dalla bolla di accompagnamento, compilata a nome della società agricola. Podda è difeso d’ufficio dall’avvocato Giuseppe Corda del foro di Tempio.
La perquisizione sull’autocarro è avvenuta nel corso di un normale servizio di controllo alla circolazione stradale da parte dei carabinieri della sezione operativa del Reparto territoriale di Olbia.
L’alt all’altezza del bivio di Trudda. Alla vista della paletta, l’autista, un 70enne di Olbia, si è fermato e ha tirato fuori tutti i documenti. Ad attirare l’attenzione della pattuglia, una delle bolle di trasporto della merce caricata nel vano del furgone relativa a dei colli contenenti – così è stato dichiarato – canapa indiana sativa destinata alla biomassa. I militari hanno deciso di approfondire la verifica del carico sospetto. Aperti uno per uno i trenta scatoloni, hanno accertato che al loro interno c’erano sessanta sacchetti in nylon trasparente, contenenti complessivamente 94 chili di marijuana. Solo infiorescenze della pianta, quindi prodotto lavorato e pulito. Non destinato, pertanto, secondo gli investigatori, alla biomassa. Sarà ora l’accertamento chimico-fisico a stabilire la quantità di principio attivo, e se nella bolla di accompagnamento sia stata dichiarata la verità.
Indagato con l’accusa di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, Giovanni Gonario Podda, 59 anni, di Orgosolo, legale rappresentante della società agricola Fratelli Podda. A lui i militari sono risaliti dalla bolla di accompagnamento, compilata a nome della società agricola. Podda è difeso d’ufficio dall’avvocato Giuseppe Corda del foro di Tempio.
La perquisizione sull’autocarro è avvenuta nel corso di un normale servizio di controllo alla circolazione stradale da parte dei carabinieri della sezione operativa del Reparto territoriale di Olbia.
L’alt all’altezza del bivio di Trudda. Alla vista della paletta, l’autista, un 70enne di Olbia, si è fermato e ha tirato fuori tutti i documenti. Ad attirare l’attenzione della pattuglia, una delle bolle di trasporto della merce caricata nel vano del furgone relativa a dei colli contenenti – così è stato dichiarato – canapa indiana sativa destinata alla biomassa. I militari hanno deciso di approfondire la verifica del carico sospetto. Aperti uno per uno i trenta scatoloni, hanno accertato che al loro interno c’erano sessanta sacchetti in nylon trasparente, contenenti complessivamente 94 chili di marijuana. Solo infiorescenze della pianta, quindi prodotto lavorato e pulito. Non destinato, pertanto, secondo gli investigatori, alla biomassa. Sarà ora l’accertamento chimico-fisico a stabilire la quantità di principio attivo, e se nella bolla di accompagnamento sia stata dichiarata la verità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
