Le spese dei sardi: più elettronica meno mobili e auto
Cala la spesa per beni: in fumo 151 milioni di euro, -1,9%. Pesa l’impoverimento delle famiglie durante la pandemia
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SASSARI. Un particolare punto di vista sui meccanismi del disastro economico provocato dalla pandemia Covid-19 è quello offerto dall’Osservatorio Findomestic che in un report realizzato in collaborazione con Prometeia ha analizzato la situazione dei consumi di beni durevoli in relazione al reddito medio durante il 2020, l’anno del lockdown e delle restrizioni più dure. Emerge che nell’isola è stato speso 1 miliardo e 342 milioni di euro in beni durevoli, il 10,1% in meno rispetto al 2019: significa che sono stati persi 151 milioni di euro; la flessione è lievemente più contenuta rispetto alla media nazionale (-10,3%), ma anche la peggiore tra le regioni del Mezzogiorno (-7,6% di media). Tra le province, Cagliari ha speso più di tutte (409 milioni di euro, -9,4%), seguita da Sassari (380 milioni, -12,3%, il calo più vistoso) e Sud Sardegna (270 milioni, -9,2%). Nuoro ha speso 164 milioni (-10%), Oristano 120 (-8,1%).
Spesa media per famiglia. Sassari è la provincia con la spesa media per famiglia in durevoli più bassa della regione (1.663 euro, -13,7%), mentre il primato è di Cagliari (2.074 euro, -10% tra 2019 e 2020). La provincia del Sud Sardegna raggiunge i 1.768 euro (-10,5%), a Nuoro ogni nucleo ha destinato 1.738, a Oristano 1.727.
Meno auto e mobili. A trascinare al ribasso il volume di acquisti di durevoli è stato il settore auto (-19,5% per le vetture nuove e -11,9% per quelle usate), con una spesa rispettivamente di 283 milioni e 399 milioni di euro; è andata meglio alle “due ruote” con il segmento motoveicoli che ha fatto segnare un +2,3%. Significativo l’impatto negativo dei mancati acquisti di mobili (-12,2% per 312 milioni in totale) e sulla stessa linea anche la telefonia che perde il 5,2% di spesa per 123 milioni di euro.
Più elettronica. Nell’isola nel 2020 sono stati acquistati più elettrodomestici (+4,9% per 106 milioni di euro) e più apparecchi di elettronica di consumo (+4,7% per 43 milioni di euro), fatto che si spiega con le esigenze delle famiglie costrette a stare maggiormente a casa, divenuta spesso sede di lavoro. E infatti è l’information technology ad aver vissuto un vero e proprio “boom”: +34% per 53 milioni di euro di acquisti.
Reddito medio in calo. «L’andamento dei consumi dei beni durevoli ha risentito naturalmente della diminuzione del reddito medio – commenta Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic –. In Sardegna il reddito disponibile per abitante ha registrato un calo (-1,9%) più intenso rispetto a quanto sperimentato dalle regioni meridionali (-1,1%) e dalla media nazionale (-1,8%). Il reddito disponibile pro-capite ha raggiunto nel 2020 i 15.877 euro, livello inferiore alla media italiana per circa 3.538 euro, ma superiore a quella del Mezzogiorno di 1.234 euro». Tra le province sarde, la contrazione più ampia è stata sperimentata a Cagliari (-2,2%), seguita da Oristano (14.011 euro, -1,9%) Sud Sardegna (13.189, il più basso dell’isola, -1,9%) e Nuoro (-1,9), mentre in provincia di Sassari (16.233, -1,8%) si registra un’evoluzione relativamente migliore. (a.palmas)
Spesa media per famiglia. Sassari è la provincia con la spesa media per famiglia in durevoli più bassa della regione (1.663 euro, -13,7%), mentre il primato è di Cagliari (2.074 euro, -10% tra 2019 e 2020). La provincia del Sud Sardegna raggiunge i 1.768 euro (-10,5%), a Nuoro ogni nucleo ha destinato 1.738, a Oristano 1.727.
Meno auto e mobili. A trascinare al ribasso il volume di acquisti di durevoli è stato il settore auto (-19,5% per le vetture nuove e -11,9% per quelle usate), con una spesa rispettivamente di 283 milioni e 399 milioni di euro; è andata meglio alle “due ruote” con il segmento motoveicoli che ha fatto segnare un +2,3%. Significativo l’impatto negativo dei mancati acquisti di mobili (-12,2% per 312 milioni in totale) e sulla stessa linea anche la telefonia che perde il 5,2% di spesa per 123 milioni di euro.
Più elettronica. Nell’isola nel 2020 sono stati acquistati più elettrodomestici (+4,9% per 106 milioni di euro) e più apparecchi di elettronica di consumo (+4,7% per 43 milioni di euro), fatto che si spiega con le esigenze delle famiglie costrette a stare maggiormente a casa, divenuta spesso sede di lavoro. E infatti è l’information technology ad aver vissuto un vero e proprio “boom”: +34% per 53 milioni di euro di acquisti.
Reddito medio in calo. «L’andamento dei consumi dei beni durevoli ha risentito naturalmente della diminuzione del reddito medio – commenta Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic –. In Sardegna il reddito disponibile per abitante ha registrato un calo (-1,9%) più intenso rispetto a quanto sperimentato dalle regioni meridionali (-1,1%) e dalla media nazionale (-1,8%). Il reddito disponibile pro-capite ha raggiunto nel 2020 i 15.877 euro, livello inferiore alla media italiana per circa 3.538 euro, ma superiore a quella del Mezzogiorno di 1.234 euro». Tra le province sarde, la contrazione più ampia è stata sperimentata a Cagliari (-2,2%), seguita da Oristano (14.011 euro, -1,9%) Sud Sardegna (13.189, il più basso dell’isola, -1,9%) e Nuoro (-1,9), mentre in provincia di Sassari (16.233, -1,8%) si registra un’evoluzione relativamente migliore. (a.palmas)
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