Soggetti fragili a rischio anche dopo due dosi
Il caso di un infermiere in pensione, sovrappeso, contagiato e ricoverato con difficoltà respiratorie
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La pratica Covid non si chiude con il secondo vaccino. I dati che riguardano i nuovi ricoveri all’interno delle Malattie infettive di Sassari parlano chiaro: la seconda dose non sempre copre dall’aggressione della variante Delta.
L’ultimo ingresso nel reparto riguarda infatti un turista, infermiere in pensione, con doppia dose di vaccino, risultato positivo al tampone e con carica virale molto elevata.
Non solo: l’uomo, che purtroppo è fortemente sovrappeso, ha manifestato subito delle complicazioni e delle difficoltà respiratorie. E anche questo deve essere un preciso campanello d’allarme per non abbassare troppo la guardia, soprattutto se si è un soggetto potenzialmente fragile. Le persone obese, in tutte le fasi della pandemia, sono quelle che più hanno rischiato da un contagio covid. E anche in questa parentesi che stiamo attraversando, costellata dalle diffusioni delle varianti, ma caratterizzata anche da un’estesa copertura vaccinale, i più fragili continuano ad essere a rischio.
L’ex infermiere infatti ha avuto difficoltà respiratorie e i medici sono stati costretti a utilizzare il casco cpap, per garantire una maggiore ossigenazione. Il turista ora pare in condizioni stabili, e monitorato attentamente dallo staff del professor Sergio Babudieri. Quindi è vero che il vaccino abbassa drasticamente l’eventualità di un’evoluzione nefasta del Covid, ma questa parabola vale soprattutto per i soggetti sani, o senza grosse patologie pregresse. L’incognita delle varianti, e una risposta sempre soggettiva all’aggressione del virus, rendono lo scenario sempre un po’ incerto.
Inoltre il moltiplicarsi dei contagi e il drastico abbassamento dell’età media delle persone positive è la prova che il virus sta circolando e si diffonde tra i più giovani, ovvero la fascia non ancora vaccinata.
L’ultimo ingresso nel reparto riguarda infatti un turista, infermiere in pensione, con doppia dose di vaccino, risultato positivo al tampone e con carica virale molto elevata.
Non solo: l’uomo, che purtroppo è fortemente sovrappeso, ha manifestato subito delle complicazioni e delle difficoltà respiratorie. E anche questo deve essere un preciso campanello d’allarme per non abbassare troppo la guardia, soprattutto se si è un soggetto potenzialmente fragile. Le persone obese, in tutte le fasi della pandemia, sono quelle che più hanno rischiato da un contagio covid. E anche in questa parentesi che stiamo attraversando, costellata dalle diffusioni delle varianti, ma caratterizzata anche da un’estesa copertura vaccinale, i più fragili continuano ad essere a rischio.
L’ex infermiere infatti ha avuto difficoltà respiratorie e i medici sono stati costretti a utilizzare il casco cpap, per garantire una maggiore ossigenazione. Il turista ora pare in condizioni stabili, e monitorato attentamente dallo staff del professor Sergio Babudieri. Quindi è vero che il vaccino abbassa drasticamente l’eventualità di un’evoluzione nefasta del Covid, ma questa parabola vale soprattutto per i soggetti sani, o senza grosse patologie pregresse. L’incognita delle varianti, e una risposta sempre soggettiva all’aggressione del virus, rendono lo scenario sempre un po’ incerto.
Inoltre il moltiplicarsi dei contagi e il drastico abbassamento dell’età media delle persone positive è la prova che il virus sta circolando e si diffonde tra i più giovani, ovvero la fascia non ancora vaccinata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
