Consiglio regionale: quasi tutti immunizzati
La maggioranza dell’assemblea a favore dell’inoculazione delle dosi ma ci sono anche gli “astenuti”
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SASSARI. Se la posizione di alcuni leader politici nazionali non è chiara quando si parla di vaccinazione, non si può dire altrettanto del Consiglio regionale della Sardegna. La maggioranza dei consiglieri ha fatto il vaccino e lo consiglierebbe a tutti. Nel caso dell’isola non fa differenza nemmeno l’appartenenza politica, con il centrosinistra e il centrodestra schierati dalla parte delle vaccinazioni. Tuttavia, ci sono anche i politici dubbiosi. Ma quando al dubbio si associa il termine “no vax”, le parole si seccano in gola e la ritirata silenziosa diventa all’improvviso l’unica via d’uscita. E così chi inizia con “Non l’ho fatto perché ho avuto da fare e mi sono dimenticato”, poi finisce con “ma non sono mica un no vax, anche se la medicina non è una scienza esatta. Comunque l’intervista finisce qua e non la autorizzo a pubblicare il mio nome”. Se nel mondo non abbondano i cavalieri senza macchia e senza paura, il “piccolo” consiglio regionale della Sardegna non può certo fare eccezione. Dall’altra parte della barricata, tuttavia, i vaccinati sono molti e di ogni parte politica. Dal Pd alla Lega, il vaccino in Sardegna è una certezza. Anche se poi gli appelli più accorati arrivano dalla Sinistra. Il leader dei Progressisti, Massimo Zedda, è un sostenitore convintissimo della vaccinazione, e il 5 luglio ha terminato il suo percorso vaccinale con l’inoculazione della seconda dose di siero “Moderna”. Sempre tra i Progressisti, anche il consigliere e sindaco di Santu Lussurgiu, Diego Loi, si dice favorevole alla vaccinazione di cui attende la seconda dose, programmata per agosto. Tra i sindaci anche il forzista Andrea Lutzu, primo cittadino di Oristano, ha completato il suo ciclo con la seconda dose ricevuta 10 giorni fa. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex vicepresidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, esponente del Pd, che ha già ricevuto la seconda dose e che si professa un “convinto sostenitore” della vaccinazione. Anche i parlamentari del Pd non si sono tirati indietro e Gavino Manca, che ha contratto il Sars-Cov-2 e dunque ha ricevuto una sola dose di vaccino, si dice un convinto sostenitore della campagna e rilancia auspicando una soluzione giuridica in grado di avvicinare le persone ai vaccini. Tra i banchi del Movimento 5 stelle il vaccino è una certezza. Desirè Manca è stata vaccinata durante l’open day per gli over 40, ha ricevuto anche la seconda dose e ovviamente si dice “assolutamente favorevole, anche per una questione di rispetto verso gli altri”. Le fa eco il collega e compagno di partito Roberto Li Gioi, che venerdì scorso ha effettuato il richiamo programmato da tempo. Nel centrodestra, più dubbioso a livello nazionale, suona la stessa musica, spesso accompagnata da testi non banali. E così da Forza Italia l’assessore Giuseppe Fasolino, ex positivo con carica virale molto alta per cui non ha avuto bisogno del vaccino, non solo si dice un sostenitore della campagna ma la consiglia a tutti. Proprio come Michele Cossa, consigliere dei Riformatori, che ha ricevuto le due dosi canoniche e che crede che il vaccino “sia l’unica soluzione per ottenere la libertà dal virus”. E anche il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Francesco Mura, dice di aver ricevuto la prima dose e di essere in attesa della seconda, una condizione diffusa tra i tanti coetanei under 40 dell’esponente politico del partito di Giorgia Meloni. (c.z.)
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