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Forestas, accordo firmato Si smarca soltanto la Cgil

Forestas, accordo firmato Si smarca soltanto la Cgil

Concluso l’ultimo passaggio per il trasferimento di 5mila dipendenti alla Regione Dubbi della Cisl: «Comunque non siamo soddisfatti». Uil: «Stipendi più pesanti»

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CAGLIARI. I sindacati, seppure non tutti, hanno firmato l’accordo che ufficializza il passaggio dei 5mila dipendenti dell’Agenzia Forestas nel sistema Regione. Era questo l’ultimo passaggio necessario, dopo anni e anni di attesa, per chiudere la vertenza. L’intoppo più recente risale a qualche settimana fa, quando i giudici della Corte dei conti avevano respinto la bozza presentata dal Coran, il braccio operativo della Regione in materia di contratti. Poi anche quel nodo è stato sbrogliato e da quel momento in poi il percorso s’è concluso nel giro di pochi giorni.

Tutti meno la Cgil. Stavolta l’unico sindacato a non aver risposto alla convocazione del Coran è stata la Cgil, che mai ha accettato le tabelle sul passaggio dei lavoratori di Foresta nel contratto della Regione. Ad aver avuto una sorta di ripensamento, invece, è stata la Cisl. Dopo non aver firmato il primo accordo, quello poi respinto dalla Corte dei conti, s’è presentata al secondo tavolo. Ma in coda all’atto ufficiale ha fatto aggiungere questa dichiarazione a verbale in cui si legge: «Seppure non pienamente soddisfatti dal testo finale, che non soddisfa appieno le aspettative dei lavoratori di Forestas soprattutto perché non sono state prese in considerazione le nostre proposte, abbiano comunque sottoscritto l’accordo per senso di responsabilità».

Le sei firme scontate. Il contratto, invece, è stato sottoscritto dai sindacati che l’hanno sostenuto sin dall’inizio: Uil, Cisal, Sadirs, Fedro, Siad e Confsal-Snaf. In un comunicato proprio i segretari della Uil e della Uila, Giampaolo Spanu e Gaia Garau, hanno scritto: «S’è finalmente chiusa una vertenza di portata storica. È stato un percorso per nulla facile, osteggiato in maniera pesante da alcune sigle che hanno utilizzato tutti i mezzi, comprese diverse azioni legali, per impedire in ogni modo la conclusione di questa vicenda. Oggi, però, tutte queste pesanti vicende – è un alto passaggio – fanno parte del passato. Il nuovo regime contrattuale garantirà un miglioramento in termini economici, con un aumento della paga base per gli operai e l’introduzione di nuove indennità destinate a operai e impiegati, e anche per quanto riguarda i diritti dei lavoratori. In particolare sull’orario di lavoro, sarà di 36 ore per tutti, e sull’aumento dei giorni di permesso o ferie e dell’eventuale periodo di malattia».

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