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Staff, cinque i direttori generali messi alla porta

Staff, cinque i direttori generali messi alla porta

Tre per il banchetto proibito di Sardara, due perché sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario

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CAGLIARI. Cinque direttori generali messi alla porta, tutti gli altri, diciannove, confermati. Lo spazzolata prevista dalla legge sul maxi staff ha avuto solo questo effetto sulla piramide della burocrazia regionale. Però, ventiquattr’ore dopo la decisione della Giunta, è cominciata la corsa dei pretendenti alle poltrone di comando rimaste vuote e a quelle comunque vacanti da diversi mesi. Anche se d’ora in poi tutta la procedura legate alle nomine dovrà passare per forza sotto il controllo del neo segretario generale, Francesco Scano, giudice del Tar, anche lui appena scelto dal governatore Solinas. Scano prenderà possesso dell’incarico solo fra una quindicina di giorni dopo aver ottenuto l’aspettativa dalla magistratura.

Caso Sardara. Alla fine dei conti a pagare dazio per il banchetto proibito alle Terme, era giovedì 8 aprile con la Sardegna ancora in zona arancione, sono stati tre direttori generali: Antonio Casula, alla guida del Corpo forestale, tra l’altro la sua nomina risaliva ai tempi della giunta Pigliaru, Umberto Oppus, enti locali, e Alessandro Naitana, industria. Tutti e tre, va ricordato, identificati dalla Guardia di finanza nel ristorante o nel giardino dell’hotel termale, insieme a un’altra cinquantina di persone. Convocate quel giorno non si bene ancora da chi e per quale motivo, ma sul banchetto la procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un’inchiesta ancora in corso. A essere rimossi, in precedenza, erano stati i fratelli Mauro e Stefano Esu: il primo portavoce del governatore, l’altro consulente dell’assessorato all’urbanistica. Invece, dopo essersi difeso davanti alla commissione disciplinare, nell’incarico di capo di gabinetto dell’assessorato all’industria è stato confermato Alberto Urpi, anche lui fra i commensali di Sardara. Un discorso a parte va fatto per l’allora vertice dell’Azienda universitaria di Cagliari, identificato il giorno del pranzo alle Terme. A suo tempo Giorgio Sorrentino, Roberta Manutza e Paola Racugno s’erano dimessi senza aspettare l’avvio del procedimento disciplinare, ma respingendo comunque tutte le contestazioni.

Altri avvicendamenti. A non essere riconfermati sono stati poi i direttori generali Mauro Cadoni, assessorato al turismo, e Cinzia Lilliu, Centrale unica di committenza, ma per altri motivi. Di sicuro i due non hanno avuto nulla a che fare Sardara e quindi la loro mancata proroga dipenderebbe solo «dall’essere venuto meno il rapporto fiduciario» col governatore e l’assessore al turismo Gianni Chessa. La Giunta ha confermato anche che sono vacanti altre tre direzioni generali: l’ambiente, Gesuina Farris è andata in pensione, l’agricoltura e Forestas.

Uffici di gabinetto. Stando a quanto trapelato dalla Regione, non ci sarebbero state rivoluzioni negli staff dei dodici assessori. Salvo smentite, capigabinetto, segretari e quasi tutti i consulenti sarebbero stati confermati.

Ufficio stampa. Il capo della struttura sarà ancora Ignazio Artizzu, giornalista in aspettativa dalla Rai, che ha rinnovato il contratto. Anche per gran parte degli altri otto addetti stampa dovrebbe esserci stato il via libera alla proroga. A breve, infine, dovranno essere nominati quattro esperti di comunicazione, internet e social, così come previsto dalla legge sugli staff. (ua)

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