Bianchi: «A breve una decisione sull’obbligo»
Il ministro dell’Istruzione rinvia la questione delle immunizzazioni ma punta sulla scuola in presenza
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ROMA. L’agenda è fitta, a partire dalla possibilità di imporre l’obbligo vaccinale ai docenti sino al lavoro necessario per evitare che il prossimo anno studenti e professori siano costretti nuovamente a dover convivere con la didattica a distanza. Sulla questione dei vaccini il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha annunciato l’inizio della discussione per i prossimi giorni: «Se ne parlerà la settimana prossima. Il presidente è stato chiaro», ha confermato Bianchi riferendosi alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, che giovedì aveva annunciato l’obiettivo del governo “tornare tutti in presenza a settembre”, dicendo anche che “tutto quello che è necessario fare per assicurare questo obiettivo verrà fatto”. L’obbligo vaccinale per i prof, dunque, potrebbe essere una delle soluzioni possibili per garantire proprio la ripartenza in presenza della scuola. Parole confermate ieri anche dal ministro Bianchi: «Tutto il governo sta lavorando per riaprire a settembre in presenza. Il ministero dell’Istruzione, quello dei Trasporti e quello degli Affari regionali hanno una convinzione totale riguardo a questo obiettivo». E ripartire in presenza è anche l’obiettivo espresso dal Commissario Figliuolo, che ha in programma di avere entro la prima decade di settembre il 60% dei ragazzi vaccinati, proprio per poter tornare in presenza o per riuscire ad iniziare l’anno scolastico con pochissime limitazioni. La missione è di «superare l'85% odierno di personale scolastico vaccinato e soprattutto ad incidere in quelle regioni che non ci consentono di stare tranquilli», ha concluso Figliuolo. La road map del generale avrà uno snodo importante il 20 agosto, quando alla struttura commissariale verrà consegnato una generica “quantificazione” delle mancate adesioni al ciclo vaccinale a fini statistici, nel rispetto della privacy e delle scelte personali. L'avvio dell'anno scolastico, resta, quindi una sfida per il governo. Secondo il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in vista di settembre bisognerà capire «quanti italiani saranno vaccinati in quel momento. I contagi non avvengono a scuola, ma sui mezzi pubblici: è difficile ricominciare in presenza a settembre, sarà un processo graduale». Dal canto loro i presidi, che martedì incontreranno il ministro della Salute Speranza, vedono come «inevitabile» la Dad se non sarà possibile «assicurare il distanziamento per le note carenze di spazi e di personale». Il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso ha invece ricordato che «questo governo ha stanziato centinaia di milioni di euro per la messa in sicurezza, impianti d’aerazione, sistemi di ventilazione meccanica, e per dare agli enti locali la possibilità di avere nuovi ambienti».
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