Covid, sanitari sardi non vaccinati: altre 80 lettere di richiamo

Per ora nessuna sanzione sugli altri 300 in ritardo: qualcuno si è adeguato

SASSARI. L’angoscia del venerdì per il verdetto dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute sulla colorazione delle regioni stavolta non c’è stata. L’isola resta in zona bianca anche se i numeri, in condizioni normali, ci avrebbero spediti dritti in zona gialla. Ma c’è l’estate, c’è un virus che dilaga anche se sembra graffiare meno, c’è una campagna vaccinale che viaggia abbastanza spedita, nonostante le perplessità e il freno di una minoranza.

Personale sanitario. Erano attesi per ieri i primi provvedimenti disciplinari per i circa 300 medici e infermieri che sono in ritardo nella vaccinazione. Ma ci sarà un rinvio alla prossima settimana: «Alcuni nel frattempo hanno provveduto - dice il commissario dell’Ats, Massimo Temussi -, altri non hanno ancora aperto la Pec che gli abbiamo inviato. Per altri dobbiamo verificare della documentazione». Insomma i provvedimenti disciplinari per il personale sanitario ritardatario o distratto (o ribelle?) per ora non arriveranno. In compenso sono partite altre 80 lettere di richiamo per medici di medicina generale, veterinari e tecnici di laboratorio che lavorano in regime di convenzione con la Regione e che non hanno provveduto a sottoporsi alla vaccinazione. Anche per loro potrebbero arrivare delle sanzioni se non si adegueranno alle disposizioni dell’Ats.

Green pass. Mentre nel resto d’Italia la prospettiva del green pass obbligatorio per l’accesso in ristoranti, cinema e altre struutture sta scatenando una corsa al vaccino («Abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni che va da un 15% ad un 200% a seconda delle regioni. In Friuli Venezia Giulia siamo al 6.000%» dice il Commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo), in Sardegna per ora non ci sono grosse variazioni: «No, non abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni - dice ancora Temussi -. Invece c’è stato in questi giorni un certo recupero tra gli over 60, al ritmo di 500 al giorno. Ne restano fuori ancor a tanti, ma un miglioramento c’è stato».

La protesta. In diverse città italiane oggi scenderanno in piazza gli oppositori del green pass obbligatorio. Al momento non sono state però annunciate proteste organizzate in Sardegna.

Si resta bianchi. Nel frattempo non ci va in zona gialla: si resta in bianco anche se il valore dell’indice di trasmissibilità del contagio Rt nell’isola è schizzato verso l’alto, raggiungendo quota 2.24 (rispetto a 1.12 della scorsa settimana). Le altre Regioni con il valore di Rt più alto questa settimana sono il Veneto (1.67), le Marche (1.46) e la Liguria (1.45). Le Regioni che hanno invece i valori di Rt più bassi sono il Molise, dove Rt questa settimana è pari a zero, e la Basilicata (0.81).

Ma non solo: anche altri numeri indicano la diffusione del contagio in Sardegna. Nell’isola, tra il 16 e il 22 luglio, è stata abbondantemente superata la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti, un altro degli indicatori che, con i vecchi parametri, avrebbe comportato la classificazione in zona gialla dalla prossima settimana. La Sardegna ha avuto 82,8 contagi su 100mila abitanti. Il dato peggiore su scala nazionale. Male anche Veneto (68,9), Lazio (68,8) e Sicilia (64,9).

Ricoveri sotto controllo. Unico dato che può dare un po’ di sollievo è quello della situazione negli ospedali: «A oggi nessuna Regione è a rischio di sovraccarico in nessuna delle aree oggetto di valutazione» si legge nella 62ma puntata dell’Instant report Covid-19, dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica. La settimana appena trascorsa ha fatto emergere un aumento dell'incidenza settimanale dei contagi da Covid-19, con un valore nazionale pari a 26 casi ogni 100.000 residenti (raddoppiati rispetto ai dati del 12 luglio, pari a 13 ogni 100.000 residenti), ma con un tasso di saturazione dei posti letto in terapia intensiva e in area non critica sotto le soglie di allarme per il passaggio alla zona gialla.

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