Unipol domus, la casa del Cagliari
Intesa per il nuovo stadio sul modello Dinamo Sassari-Banco di Sardegna
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CAGLIARI . Allianz stadium, Dacia Arena in Italia. Allianz Arena a Monaco, Emirates stadium a Londra. E nell’isola c’è la Unipol domus. Che la Sardegna Arena fosse destinata a scomparire, sostituita dal nuovo stadio che sorgerà al posto del Sant’Elia, lo sapevano tutti. Ma che da un giorno all’altro cambiasse nome, non se lo aspettava nessuno.
E invece la sorpresa è di ieri pomeriggio: conferenza stampa alle 16. Ritardo di qualche minuto. E tutti a chiedersi: «Cosa sará successo?». Poi arriva il presidente Tommaso Giulini insieme a Carlo Cimbri, Group Ceo di Unipol Gruppo S.p.A. Sorrisi. Subito colpo di scena: un cartello tenuto su a quattro mani: Unipol domus. Non più Sardegna Arena. Calcio a Cagliari. Ma c’entra anche il basket a Sassari. Perché lo spunto è nato più sotto canestro che sotto rete. La genesi dell’idea è stata illustrata in conferenza stampa. Punto di partenza: il Banco di Sardegna sponsorizza il basket a Sassari. E domanda: perché non ripetere l’abbinamento a Cagliari? L’incastro ci sta tutto: il Banco di Sardegna è del gruppo Bper. E la Bper ha come maggiore azionista la Unipol. A portare Unipol in Sardegna anche le origini cagliaritane dell’amministratore delegato Marco Cimbri, nato nel capoluogo sardo cinquantasei anni fa. «La prima partita che ho visto - ha detto - è stata Cagliari Bari all’Amsicora, quella dello scudetto: avevo cinque anni». Sul nome del nuovo stadio sparisce la dicitura Sardegna, ma il richiamo all’isola è garantito dalla parola domus. Scartata invece l’ipotesi Unipol Arena: «Esiste già al palazzetto dello sport di Bologna», ha detto Cimbri. Giulini per il nuovo stadio ha parlato di un investimento di cento milioni e di trattative in corso per il coinvolgimento della Regione per un intervento da 30 milioni. «Per la demolizione - ha detto Giulini - del Sant’Elia credo si dovrà aspettare fine 2022 o inizio 2023». Sul lato sportivo Giulini non ha voluto parlare troppo di mercato: «Questa intesa - ha spiegato - ci aiuta a coprire le perdite della pandemia per ripartire con più serenità. L’obiettivo è migliorare la squadra, non ci aspettavamo certo questi piazzamenti. Ora ripartiamo con nuove ambizioni forti della base che ci ha aiutato a salvarci nell’ultima stagione». Ma il sorriso è tutto per l’accordo. È decennale e prevede il nome nuovo sull’attuale impianto temporaneo. Il nome del nuovo stadio sarà stabilito successivamente. «È con particolare entusiasmo che il nostro gruppo - ha detto l’ad di Unipol - ha voluto affiancare il Cagliari Calcio nella denominazione del proprio stadio, attuale e futuro, per sostenerne le ambizioni e contribuire alla crescita ed ai successi di un patrimonio che non è solo sportivo ma anche simbolo identitario della città e dell’intera Sardegna». Giulini è contento: «Avere un partner di questa portata è l’ulteriore riprova di quanto il progetto stadio ci veda impegnati nel creare qualcosa di unico e speciale. Spesso si dice che un piano ambizioso e di successo passa anche dalla solidità di chi si ha al proprio fianco e, se quello è il caso, sono convinto che con Unipol ci stiamo assicurando quanto di meglio si potesse desiderare». (st.am)
E invece la sorpresa è di ieri pomeriggio: conferenza stampa alle 16. Ritardo di qualche minuto. E tutti a chiedersi: «Cosa sará successo?». Poi arriva il presidente Tommaso Giulini insieme a Carlo Cimbri, Group Ceo di Unipol Gruppo S.p.A. Sorrisi. Subito colpo di scena: un cartello tenuto su a quattro mani: Unipol domus. Non più Sardegna Arena. Calcio a Cagliari. Ma c’entra anche il basket a Sassari. Perché lo spunto è nato più sotto canestro che sotto rete. La genesi dell’idea è stata illustrata in conferenza stampa. Punto di partenza: il Banco di Sardegna sponsorizza il basket a Sassari. E domanda: perché non ripetere l’abbinamento a Cagliari? L’incastro ci sta tutto: il Banco di Sardegna è del gruppo Bper. E la Bper ha come maggiore azionista la Unipol. A portare Unipol in Sardegna anche le origini cagliaritane dell’amministratore delegato Marco Cimbri, nato nel capoluogo sardo cinquantasei anni fa. «La prima partita che ho visto - ha detto - è stata Cagliari Bari all’Amsicora, quella dello scudetto: avevo cinque anni». Sul nome del nuovo stadio sparisce la dicitura Sardegna, ma il richiamo all’isola è garantito dalla parola domus. Scartata invece l’ipotesi Unipol Arena: «Esiste già al palazzetto dello sport di Bologna», ha detto Cimbri. Giulini per il nuovo stadio ha parlato di un investimento di cento milioni e di trattative in corso per il coinvolgimento della Regione per un intervento da 30 milioni. «Per la demolizione - ha detto Giulini - del Sant’Elia credo si dovrà aspettare fine 2022 o inizio 2023». Sul lato sportivo Giulini non ha voluto parlare troppo di mercato: «Questa intesa - ha spiegato - ci aiuta a coprire le perdite della pandemia per ripartire con più serenità. L’obiettivo è migliorare la squadra, non ci aspettavamo certo questi piazzamenti. Ora ripartiamo con nuove ambizioni forti della base che ci ha aiutato a salvarci nell’ultima stagione». Ma il sorriso è tutto per l’accordo. È decennale e prevede il nome nuovo sull’attuale impianto temporaneo. Il nome del nuovo stadio sarà stabilito successivamente. «È con particolare entusiasmo che il nostro gruppo - ha detto l’ad di Unipol - ha voluto affiancare il Cagliari Calcio nella denominazione del proprio stadio, attuale e futuro, per sostenerne le ambizioni e contribuire alla crescita ed ai successi di un patrimonio che non è solo sportivo ma anche simbolo identitario della città e dell’intera Sardegna». Giulini è contento: «Avere un partner di questa portata è l’ulteriore riprova di quanto il progetto stadio ci veda impegnati nel creare qualcosa di unico e speciale. Spesso si dice che un piano ambizioso e di successo passa anche dalla solidità di chi si ha al proprio fianco e, se quello è il caso, sono convinto che con Unipol ci stiamo assicurando quanto di meglio si potesse desiderare». (st.am)
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