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Tutela dei minori, la Chiesa si affida alle donne

Tutela dei minori, la Chiesa si affida alle donne

Rinnovato il servizio voluto dalla Cei: più spazio alle figure femminili, non necessariamente religiose

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SASSARI. Per la tutela dei minori e la lotta contro gli abusi la Chiesa in Sardegna si affida alle donne. Nel servizio, istituito obbligatoriamente per volontà della CEI, prevalgomo le figure femminili, A maggior ragione dopo le scelta fatta dalle diocesi di Ales-Terralba, Cagliari, Alghero-Bosa e Oristano: dei 24 “esperti” complessivamente designati 16 sono donne (di cui 4 suore) e 8 maschi ( 5 preti). Un orientamento che sembra comune anche alle altre diocesi che stanno per ufficializzare i nominativi dei collaboratori del vescovo nell’adempimento delle sue responsabilità pastorali in materia di tutela dei minori e degli adulti vulnerabili.

«La composizione delle commissioni diocesane – spiega padre Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano, referente dell’episcopato sardo per la tutela dei minori – risponde a diversi criteri: il primo è quello della disponibilità concreta delle persone a impegnarsi in tale servizio; il secondo è trovare, nel contesto prossimo delle comunità, professionalità specifiche, cioè pedagogisti, psicologi, educatori/ educatrici. Tra i preti si cercano persone con competenze di tipo giuridico, in diritto canonico, o con esperienze in campo psicologico. Innegabile però che la figura femminile, nella fase di ascolto delle vittime, offra maggiore tranquillità in chi deve parlare di abusi subiti spesso da figure maschili. In ogni caso, ogni commissione, sia diocesana che regionale, valorizza le competenze delle persone, l'apporto esperienziale e la disponibilità in termini concreti a offrire ascolto, formazione e prevenzione».

Il servizio regionale per la tutela dei minori è formato dal coordinatore Michele Fadda (Cagliari), Luca Manconi ( Iglesias), Silvia Righini (Alghero- Bosa), Angela Deiana (Ales-Terralba), Michele Congiu ( Nuoro e Lanusei), Giuseppe Atzori ( Oristano), Salvatore Fois (Sassari), Antonio Tamponi (Tempio-Ampurias e Ozieri). Il servizio di tutela minori si è riunito a Oristano.

«Abbiamo condiviso – dice il coordinatore don Michele Fadda – il lavoro svolto presso le diocesi di appartenenza e approfondito strumenti di studio riguardanti l’attività di prevenzione, formazione e promozione di una cultura della tutela e della cura dei minori nella comunità cristiana. Si è pensato a un percorso formativo da realizzarsi attraverso una serie di giornate di studio rivolte agli operatori pastorali e ai sacerdoti delle diocesi sarde, riguardanti alcuni temi relativi alla tutela dei minori perchè la ferita degli abusi, non può essere tollerata dalla Chiesa. (m.g.)



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