L’Isola si mobilita per la ricostruzione
La diocesi di Alghero lancia una sottoscrizione, pastori e coltivatori inviano i primi aiuti ai colleghi che hanno perso tutto
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Due giorni in prima linea sul fronte del fuoco e adesso comincia la battaglia per ricostruire. Ancora una volta l’Iso la ha dimostrato - e sta dimostrando - di avere un cuore immenso. Centinaia di volontari hanno affiancato forestali e vigili del fuoco nelle ore più calde della lotta agli incendi e in tanti, adesso, si sono lanciati in un’operazione ancora più complicata: quella di dare un sostegno concreto ha chi ha perso tutto tra le fiamme. Il là è arrivato dal vescovo Mauro Maria Morfino, responsabile della diocesi di Alghero-Bosa che alle dichiarazioni di «profondo dolore per quanto accaduto» ha aggiunto un assegno importante (50mila euro) versato su un conto destinato «ad aiutare quanti in questo momento stanno soffrendo». Il fondo è denominato “Emergenza Incendio Montiferru” e le coordinate bancarie per che volesse devolvere qualche donazione sono le seguenti: IBAN IT 57 D 01015 84890 000070770491.
Anche sulla piattaforma di raccolta fondi “gofundme” sono state lanciate diverse iniziative di privati e associazioni che chiedono una mano «per aiutare le comunità del Montiferru». Ancora non è stata fatta una stima dei danni ma già la macchina della solidarietà è partita, dai pastori che si stanno organizzando autonomamente per portare il necessario ai loro colleghi oristanesi che hanno visti distrutti greggi e aziende zootecniche, agli agricoltori che sono pronti a donare parte dei raccolti e delle semenze per far ripartire l'economia nelle campagne arse dalle fiamme. Servono anche cure urgenti per gli animali sopravvissuti, così diverse associazioni (la Lav in prima fila con volontari e un mezzo arrivato da Roma)) hanno pensato di avviare alcune sottoscrizioni per salvare non solo il bestiame ma anche gli animali domestici che erano ospitati in rifugi o gattili che sono stati distrutti dal fuoco. Risorse che potranno servire non solo per dare un riparo agli stessi animali ma anche per acquistare foraggio e mangimi.
Solidarietà arriva anche dall’ateneo di Cagliari ma anche da Confartigianato che esprime la vicinanza alle popolazioni colpite dalla tragedia. La presidente Maria Amelia Lai e Sandro Paderi (presidente della sezione di Oristano) avvertono: «Tante imprese e abitazioni sono distrutte e danneggiate. Bisogna agire subito con sostegni e una taglio della burocrazia». L'associazione ha avviato il censimento delle imprese danneggiate: attivo un numero Whatsapp e una mail per le segnalazioni. La Cgil chiede subito un intervento politico: «in attesa di capire danni è responsabilità – ha detto il segretario regionale Samuele Piddiu – chiediamo a Giunta e Consiglio regionale di unire le forze per destinare risorse da investire in un intervento straordinario». Una politica che blocchi l'abbandono delle campagne. E campagne educative per fare capire alle nuovo generazione che un bosco distrutto dal fuoco impiega almeno 70/100 anni per raggiungere nuovamente lo stadio di massima maturità. Sono le due richieste che arrivano da Ettore Crobu, presidente dell'ordine degli Agronomi. E anche diverse amministrazione comunale hanno promesso un aiuto. Pronta a fare la sua parte anche l'Unione dei comuni della Marmilla.
Anche sulla piattaforma di raccolta fondi “gofundme” sono state lanciate diverse iniziative di privati e associazioni che chiedono una mano «per aiutare le comunità del Montiferru». Ancora non è stata fatta una stima dei danni ma già la macchina della solidarietà è partita, dai pastori che si stanno organizzando autonomamente per portare il necessario ai loro colleghi oristanesi che hanno visti distrutti greggi e aziende zootecniche, agli agricoltori che sono pronti a donare parte dei raccolti e delle semenze per far ripartire l'economia nelle campagne arse dalle fiamme. Servono anche cure urgenti per gli animali sopravvissuti, così diverse associazioni (la Lav in prima fila con volontari e un mezzo arrivato da Roma)) hanno pensato di avviare alcune sottoscrizioni per salvare non solo il bestiame ma anche gli animali domestici che erano ospitati in rifugi o gattili che sono stati distrutti dal fuoco. Risorse che potranno servire non solo per dare un riparo agli stessi animali ma anche per acquistare foraggio e mangimi.
Solidarietà arriva anche dall’ateneo di Cagliari ma anche da Confartigianato che esprime la vicinanza alle popolazioni colpite dalla tragedia. La presidente Maria Amelia Lai e Sandro Paderi (presidente della sezione di Oristano) avvertono: «Tante imprese e abitazioni sono distrutte e danneggiate. Bisogna agire subito con sostegni e una taglio della burocrazia». L'associazione ha avviato il censimento delle imprese danneggiate: attivo un numero Whatsapp e una mail per le segnalazioni. La Cgil chiede subito un intervento politico: «in attesa di capire danni è responsabilità – ha detto il segretario regionale Samuele Piddiu – chiediamo a Giunta e Consiglio regionale di unire le forze per destinare risorse da investire in un intervento straordinario». Una politica che blocchi l'abbandono delle campagne. E campagne educative per fare capire alle nuovo generazione che un bosco distrutto dal fuoco impiega almeno 70/100 anni per raggiungere nuovamente lo stadio di massima maturità. Sono le due richieste che arrivano da Ettore Crobu, presidente dell'ordine degli Agronomi. E anche diverse amministrazione comunale hanno promesso un aiuto. Pronta a fare la sua parte anche l'Unione dei comuni della Marmilla.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
