La Nuova Sardegna

«Non abbiamo più nulla ma non molliamo»

di Alessandro Farina
«Non abbiamo più nulla ma non molliamo»

Tresnuraghes, il racconto di una coppia di allevatori che ha perso il bestiame durante l’incendio

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TRESNURAGHES . «Noi non molliamo». Divisi per ore dal fuoco nella notte tra sabato e domenica nelle campagne tra San Marco e la periferia di Pianu Idili, Antonella Unali e Cristian Fadda hanno provato a difendere il frutto del lavoro di tre generazioni. Senza fortuna. Tutto è distrutto nella zona di Tilini, dove Cristian Fadda si è salvato per miracolo quando, nel tentativo di mettere al riparo le pecore, ha dovuto rifugiarsi nel casolare di campagna per cercare di salvarsi dal fuoco. «Per ore non ho avuto sue notizie, ci siamo riabbracciati alle quattro del mattino, quando è riuscito a rientrare in paese», racconta Antonella Unali. Cristian Fadda, ha raggiunto le campagne di Sennariolo prima di mezzanotte. Qui ha trasferito un gregge di 120 agnelli, da mettere in salvo mentre il fuoco si avvicina. Nulla da fare, racconta Antonella. Il rogo, spinto dallo scirocco, è già li e punta verso Tresnuraghes. L’obiettivo ora è salvare le pecore al pascolo, nelle campagne di Tresnuraghes. Il tempo di percorrere la strada rurale che il fuoco ha già il fiato sul collo dell’allevatore. «Mio marito mi ha fatto appena in tempo a rifugiarsi in una casupola di cemento. È mancata la corrente, il caldo ha sciolto le tubature in plastica, quindi niente acqua per combattere le fiamme. Ha fatto in tempo a riempire una bacinella per rinfrescarsi un po. Ad un certo punto anche la linea del cellulare è caduta, non ho più avuto sue notizie per ore». Passata l’ondata infernale, scampato miracolosamente alle fiamme ed al fumo, Cristian Fadda rientra in paese sano e salvo e riabbraccia la moglie. Purtroppo le pecore da rimonta di Tilias dovranno essere probabilmente abbattute, i segni del fuoco non lascerebbero altra soluzione. Come anche un centinaio di agnelli che trova feriti a Sennariolo, l’indomani, scampati chissà come alla morte. Domenica mattina tutto sembra tranquillo nella casa della famiglia Unali a Porto Alabe, nella schiera più alta. «Purtroppo dopo le dieci del mattino il fuoco ha ripreso vigore e siamo stati evacuati». L’antincendio ha fermato le fiamme prima che arrivassero alle abitazioni, «Andremo avanti e cercheremo di superare questo drammatico evento – spiega Antonella Unali – Spero che arrivino aiuti che tengano conto delle reali situazioni di ciascuna azienda», conclude Antonella.

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