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Le lacrime dei colleghi: «Era un fratello»

Le lacrime dei colleghi: «Era un fratello»

Il ricordo del questore e del comandante della Polstrada: un colpo durissimo

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POSADA. Era un ragazzo solare e divertente Marino Terrezza, l’assistente di Polizia di 36 anni, in servizio nel distaccamento della Stradale di Siniscola, morto ieri mattina sulla 131 dcn mentre prestava soccorso a un automobilista in difficoltà, in una calda e afosa giornata d’estate. «Era un giovane assistente innamorato dellasua uniforme, della Polizia di Stato e della Sardegna». Così l’ha ricordato il comandante della Polstrada di Nuoro, Leo Testa, a poche ore dalla tragedia che ha destato profondo sconforto e lasciato nel dolore i familiari, i colleghi e le persone che conoscevano l’agente laziale, nell’isola da più di 10 anni. Marino Terrezza, dopo un periodo trascorso nel distaccamento di polizia di Orosei, poco prima di conoscere la moglie, aveva chiesto di potersi riavvicinare a casa, nel Lazio. Ma l’amore per la sua Luisa e per la Sardegna, lo aveva portato a chiedere di nuovo il trasferimento: dopo alcuni anni trascorsi a Bitti, l’agente era arrivato a Siniscola. «Era un ottimo elemento – ha detto di lui l’ispettore Carmelo Derelitto, suo comandante –. Era una figura “polifunzionale” all’interno della Polizia, uno su cui si poteva contare. Poteva occuparsi benissimo di tutto, era generoso e disponibile». Proprio come ieri. Marino Terrezza, infatti, era di pattuglia sulla superstrada, quando all’altezza del bivio di Posada ha notato una coppia ferma sulla corsia di accelerazione, a causa di una ruota bucata. Lui e il collega non ci hanno pensato due volte e si sono fermati per prestare soccorso. Poi l’arrivo improvviso della Golf Volkswagen che, come un proiettile, è finita sull’agente scaraventandolo oltre il guardrail. «Abbiamo tentato disperatamente di rianimare Marino per oltre un’ora – ha aggiunto il comandante Carmelo Derelitto che è anche volontario della Croce Rossa –. Abbiamo fatto l’impossibile per salvargli la vita ma non è servito a nulla». Un altro duro colpo per la Polizia, a due settimane dalla morte di Paolo Sedda, il poliziotto 48enne, rimasto intrappolato all’interno di una grotta di Cala Luna, durante un’immersione. «Un’altra pagina nera per noi – ha commentato il questore Alfonso Polverino –. Una tragedia per la moglie e il figlio di Marino Terrezza, morto mentre aiutava un cittadino in difficoltà». Parole dettate dal dolore, quelle pronunciate da Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia: «È un giorno terribile – ha scritto – in cui perdiamo ancora un altro fratello in divisa, vittima del servizio. Ancora un eroe dell’encomiabile Stradale, quella dove morire non fa rumore come in altri casi». (k.s.)



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