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A giudizio l’ex pm Angioni l’accusa: false dichiarazioni

A giudizio l’ex pm Angioni l’accusa: false dichiarazioni

La giudice convocata dalla Procura di Marsala, prima udienza il 23 dicembre La replica: «Sono pronta a spiegare tutte le mie parole. Non ho alcun timore»

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SASSARI. L’ex pm di Marsala, la sassarese Maria Angioni che indagò sulla scomparsa di Denise Pipitone, è stata rinviata giudizio per false dichiarazioni su decisione della Procura della città siciliana. La prima udienza è stata fissata per il 23 dicembre. L’ex pm, attualmente giudice del lavoro a Sassari, era stata sentita dalla Procura in qualità di testimone, dopo che la pm aveva rilevato alcuni tentativi di depistaggio dell'inchiesta condotta 17 anni fa sulla scomparsa della bambina, sulle connivenze delle forze dell'ordine con i rapitori e su gravissime falle riscontrate negli accertamenti svolti dopo la scomparsa della piccola Denise, avvenuta nel settembre del 2004 a Mazara del Vallo. Convocata dalla Procura, Maria Angioni aveva confermato le accuse ma le circostanze riferite dall'ex pm, su cui i colleghi marsalesi hanno indagato per settimane, non hanno trovato riscontri. Un buco nell’acqua che ha fatto scattare l'incriminazione per false dichiarazioni a pubblico ministero, a cui è seguita una nuova convocazione in Procura, stavolta, in veste di indagata, con un avviso di garanzia. Angioni aveva chiesto di essere risentita dalla Procura di Marsala, senza poi presentarsi.

La replica. L’ex pm Angioni ha scelto Facebook per rispondere alla notizia del rinvio a giudizio: «Per spirito di collaborazione con la Procura di Marsala ho chiesto di essere sottoposta ad un nuovo interrogatorio, in data successiva ai giorni in cui avrò avuto la materiale disponibilità degli atti del corposo fascicolo relativo al processo per il sequestro di Denise Pipitone, e diversi altri fascicoli rilevanti. La Procura ha fissato date che non mi avrebbero permesso di rendere dichiarazioni suffragate dagli atti, ho chiesto un rinvio, e come immediata reazione la Procura ha scelto di esercitare l'azione penale nei miei confronti». Gli episodi contestati a Maria Angioni sarebbero tre ma il suo legale, l'avvocato Stefano Pellegrino ha dichiarato che si tratta di “cattivi ricordi in buona fede”, dovuti quindi ad una semplice confusione determinata dalla complessità del caso e dalla distanza temporale dai fatti, accaduti oltre 17 anni fa. «Ho tempo a questo punto fino alla chiusura del dibattimento – aggiunge l’ex pm – per eventualmente precisare e spiegare le mie dichiarazioni, con consapevole e ragionata valutazione degli atti. Non ho certo paura. All'epoca delle indagini per il sequestro di Denise Pipitone ho incontrato tanti problemi, e credo sia inutile e dannoso andare avanti nel tentativo di capire cosa avvenne alla bambina senza prima risolvere quei problemi». (c.z.)

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