verso il modello israeliano
Costa: «Terza dose, decide la scienza»
Il viceministro alla Salute attende indicazioni: «Ma siamo pronti»
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. La politica apre alla possibilità di effettuare una terza dose di vaccino e «sta aspettando le indicazioni scientifiche. La nostra comunità scientifica sta lavorando. In base alle evidenze scientifiche è presumibile che si arriverà a una terza dose, si tratta di capire quale sarà la scadenza per effettuarla. È chiaro che qualora dovesse esserci questa necessità dovremmo iniziare con le fasce più deboli, come gli anziani e le persone fragili. Però dobbiamo dire che la struttura è pronta e quindi siamo assolutamente preparati per affrontare anche la terza dose. Ripeto, aspettiamo indicazioni scientifiche precise». Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, apre anche al modello israeliano che, in questi giorni, parte con la terza dose agli over 60.
Una posizione accolta anche dal virgolo Andrea Crisanti, ex componente del comitato tecnico scientifico della Sardegna: «Il dibattito sulla terza dose di vaccino è giusto che sia iniziato ed è giusto che il governo preventivamente si approvvigioni. Israele ha iniziato a somministrarla e tra un mese o un mese e mezzo avremo abbastanza dati per capirne l'impatto. Siamo su territorio sconosciuto, via via che i dati si accumulano, determinate cose diventano legittime e praticabili. Non possiamo inventarci se fare la terza o quarta dose. I dati – ha aggiunto Crisanti – sono la cosa più importante per tracciare la strada, altrimenti si improvvisa e in sanità pubblica non si può improvvisare». Rispetto all'efficacia dei vaccini, «nessun vaccino copre bene la variante delta al 100 per cento. Quelli sicuramente più efficaci in termine di copertura sono quelli a mRna, ma anche nel migliore dei casi, come mostrano il dato di Israele, con la variante delta abbiamo una protezione che non supera il 70 per cento».
Una posizione accolta anche dal virgolo Andrea Crisanti, ex componente del comitato tecnico scientifico della Sardegna: «Il dibattito sulla terza dose di vaccino è giusto che sia iniziato ed è giusto che il governo preventivamente si approvvigioni. Israele ha iniziato a somministrarla e tra un mese o un mese e mezzo avremo abbastanza dati per capirne l'impatto. Siamo su territorio sconosciuto, via via che i dati si accumulano, determinate cose diventano legittime e praticabili. Non possiamo inventarci se fare la terza o quarta dose. I dati – ha aggiunto Crisanti – sono la cosa più importante per tracciare la strada, altrimenti si improvvisa e in sanità pubblica non si può improvvisare». Rispetto all'efficacia dei vaccini, «nessun vaccino copre bene la variante delta al 100 per cento. Quelli sicuramente più efficaci in termine di copertura sono quelli a mRna, ma anche nel migliore dei casi, come mostrano il dato di Israele, con la variante delta abbiamo una protezione che non supera il 70 per cento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google