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Al capezzale dell’olivo millenario di Cuglieri: il Patriarca resiste, ed è già un buon segnale

Al capezzale dell’olivo millenario di Cuglieri: il Patriarca resiste, ed è già un buon segnale

Con il passare dei giorni le speranze che possa sopravvivere sono sempre più concrete

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CUGLIERI. Eccolo, visto dall’altro, il “Patriarca” di Cuglieri. L’olivastro millenaio sembrava spacciato dopo essere stato divorato dalla fiamme che hanno annerito il Montiferru, ma con il passare dei giorni le speranze che possa sopravvivere sono sempre più concrete. La pianta è letteralmente spaccata in quattro con la parte centrale del fusto che non esiste più e la chioma ridotta a una raggiera di rami secchi e senza più fogliame. Ma il gigante sta lottando e non vuole arrendersi. L’apparato radicale non è del tutto compromesso e gli esperti non nascondo un certo ottimismo.

Lo dicono i responsabili dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari dopo un sopralluogo compito dal direttore Gianluigi Bacchetta: «Possiamo confermare – è stato il suo responso – che l’ulivo non mostra nessun fenomeno residuo di combustione. Al di là di questo, si evidenzia che i primi interventi – come l’aspersione di acqua sui suoli intorno alla pianta – hanno prodotto effetti benefici, abbassando notevolmente la temperatura del terreno. Speriamo che l’apparto radinale sia ancora vivo e che le porzioni di tronco non direttamente interessate dal fuoco poste sia sul lato sinistro sia sul lato estremo destro della ceppaia possa nuovamente vegetare. La stessa speranza era stata espressa da Ignazio Camarda e dai tecnici del comune di Cuglieri. Il Patriarca è stato protetto con frasche e canne per ridurre al massimo l’esposizione alla luce solare e mantenere una maggiore umidità e decine di volontari stanno vigilando perchè nessuno si avvicini alla pianta in modo da evitare il calpestio e quindi la compattazione del suolo.

A una settimana dal rogo le parti vitali dell’albero non danno segni di ulteriore cedimento. Per vedere nuovi polloni però bisognerà aspettare e sperare.

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