La terza dose? È molto possibile ma non è detto
ROMA. Il dibattito sulla terza dose di vaccino anti-Covid diventa sempre più concreto. Chi è stato vaccinato all’inizio della campagna, tra dicembre e gennaio, presto potrebbe aver bisogno di una...
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ROMA. Il dibattito sulla terza dose di vaccino anti-Covid diventa sempre più concreto. Chi è stato vaccinato all’inizio della campagna, tra dicembre e gennaio, presto potrebbe aver bisogno di una nuova dose per evitare il rischio di non avere più abbastanza anticorpi. Al ministero della salute stanno pensando non solo se somministrare o meno la terza dose, ma anche a quali categorie sociali darla prima. Il principio da seguire dovrebbe essere semplice: chi è stato vaccinato all’inizio della campagna avrà la precedenza, quindi persone fragili, immunodepressi e operatori sanitari. Secondo l’Autorità europea del farmaco, l’Ema, però è ancora presto per confermare o meno la necessità di un ulteriore richiamo. In Italia la discussione si è riaccesa anche dopo le parole del direttore del ministero della salute: «Entro un mese – ha detto Gianni Rezza – “bisognerà decidere chi vaccinare con la terza dose e in quali tempi». Comunque si tratterà «probabilmente delle persone più fragili e immunodepresse». C’è poi un’altra incognita, quella sull’avvio del richiamo-bis: «Dobbiamo ancora capire – ha aggiunto – quando potrebbe essere somministrata la terza dose, valutando anche l’importanza di completare prima la campagna vaccinale con le prime due». Ancora: «Bisogna anche capire su quale vaccino puntare. Una delle ipotesi che stiamo valutando è quella di aspettare dei preparati che siano tarati proprio e meglio sulle varianti».
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