La Nuova Sardegna

Omicidio di Mirko Farci esami sugli abiti del killer

di Giusy Ferreli
Omicidio di Mirko Farci esami sugli abiti del killer

I Ris analizzeranno il sangue trovato sugli indumenti che indossava Shahid Masih I dati si aggiungeranno a quelli ricavati dalle perizie sui dispositivi informatici

2 MINUTI DI LETTURA





TORTOLÌ. L’indagine sull’omicidio di Mirko Farci, tragico fatto di sangue che lo scorso maggio ha sconvolto Tortolì e la Sardegna, è arrivata ad un passaggio cruciale. Oggi i carabinieri del Ris, il gruppo dell’Arma specializzato negli accertamenti scientifici, eseguiranno una serie di esami sul sangue che ricopre gli indumenti indossati il giorno del delitto dall’ex compagno di Paola Piras, madre della giovanissima vittima a sua volta ridotta in fin di vita con 18 coltellate. Con indosso quegli abiti, un paio di jeans, una t-shirt bianca e una felpa scura, l'operaio pachistano Shahid Masih era stato fermato dai carabinieri che si erano messi sulla sue tracce dopo l’aggressione avvenuta all'alba dell’11 maggio all’ultimo piano della palazzina gialla di viale Monsignor Virgilio. Gli esami del Ris, disposti dal pubblico ministero della Procura di Lanusei, Giovanna Morra, si aggiungono alla perizia informatica eseguita sui dispositivi (telefonini, pc e tablet) dell’operaio pachistano e della due vittime. Dagli esami arriveranno elementi importanti che serviranno a fare ulteriore chiarezza sui fatti culminati con la morte dello studente tortoliese, raggiunto da 5 fendenti. Nel frattempo, la donna, che sottoposta a tre delicati interventi chirurgici era rimasta sospesa tra la vita e la morte nella Rianimazione dell’ospedale di Lanusei per una quarantina di giorni, continua il lungo percorso di riabilitazione. Risvegliata dal coma indotto, trasferita in chirurgia e dimessa dopo due mesi dal Nostra signora della Mercede per essere trasferita al Mater Olbia, Paola sta continuando nella rieducazione fisica, necessaria per superare le conseguenze della brutale aggressione ma, soprattutto, sta seguendo un percorso psicologico con il sostegno costante di un pool di specialisti. Si tratta della prova più dura del difficile ritorno alla vita per la donna di 51 anni che, qualche tempo dopo il suo risveglio, ha saputo che il suo ragazzo era morto per mano di Masih, nel tentativo di difenderla dall’aggressione del suo ex compagno. Il giovane pakistano, che si era introdotto nell'appartamento di Paola Piras alle prime luci dell'alba, era già stato denunciato dalla donna nel dicembre dello scorso anno per stalking e maltrattamenti. Il 29enne, che ha confessato il delitto pur fornendo una sua versione dei fatti improntata all'autodifesa, ritenuta dagli investigatori del tutto infondata, si trova attualmente nel carcere di Uta in attesa degli sviluppi dell'inchiesta della Procura ogliastrina che potrebbe chiudersi entro l'autunno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative