È un Banco in salute: gli utili del semestre superano i 10 milioni
Risultati in linea col 2020, redditività oltre le previsioni Approvati accantonamenti straordinari per 31,5 milioni
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SASSARI. Il Banco di Sardegna chiude il primo semestre 2021 con un utile lordo di 10,1 milioni pur in presenza di oneri straordinari - una tantum - per 31,5 milioni di euro. Il risultato, accantonamenti esclusi, è sostanzialmente in linea con quello dell’anno prima. Positivi anche gli altri indicatori approvati ieri dal consiglio di amministrazione dell’istituto di credito presieduto da Antonello Arru.
La semestrale al 30 giugno 2021, certifica dunque un utile importate (7,5 milioni netti) e una redditività operativa di oltre 194 milioni di euro, in linea con quella di giugno 2020 e che va oltre gli obiettivi di budget. Sul bilancio hanno avuto un peso rilevante i maggiori accantonamenti, che, oltre ad assorbire l'impatto di oneri straordinari per 31,5 milioni di euro, hanno consentito di elevare di quattro punti percentuali il tasso di copertura dei crediti deteriorati, salito al 53,8%, e dei crediti in bonis, salito dallo 0,35% allo 0,61%.
«Sul fronte del credito - si legge nella nota che accompagna la semestrale -, registriamo con soddisfazione la crescita del 2,8% dei finanziamenti alla clientela rispetto a fine 2020, grazie alla sostituzione del décalage dello stock con nuove erogazioni. Continua anche la brillante performance dei mutui casa, con una crescita su giugno 2020 del 33% per effetto di 290 milioni di nuove erogazioni».
Si conferma in riduzione, anche nei primi dei mesi del 2021, la consistenza del credito deteriorato, che scende a un netto di 319 milioni (-52,4 milioni su fine 2020) mentre il default ratio si conferma in costante miglioramento, con una proiezione annualizzata dello 0,9%, accompagnata dal più basso flusso di nuovi ingressi da bonis a deteriorato degli ultimi anni. Netto miglioramento anche del Texas ratio, sceso a un livello di eccellenza del 52,3% e degli indicatori di solidità patrimoniale, con un CET 1 ratio del 31,43%.
Risultati più che positivi anche per quanto riguarda la raccolta da clientela: quella diretta supera gli 11,3 miliardi (+5,5% su fine esercizio 2020) mentre quella indiretta sale a 5,8 miliardi (+1,2%).
Il direttore generale Giuseppe Cuccurese ha infine fornito al consiglio di amministrazione i dati sui finanziamenti netti alla clientela (7,3 miliardi, con una crescita di 197 milioni rispetto al 31 dicembre 2020), sui mutui casa (290 milioni con una crescita del +33% ) e sui conti correnti (che si attestano a quota 645,7 milioni di euro).
Il risultato della gestione del portafoglio finanziario – ha spiegato – si attesta a 28,1 milioni, principalmente per effetto delle plusvalenze da cessioni realizzate in alcune finestre favorevoli. I costi della gestione scendono a 121,6 milioni, -3,6% rispetto a un anno prima mentre le rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali arrivano a 6 milioni (-0,7 milioni).
Infine i numeri i sulle spese del personale, che si attestano a 67,2 milioni (-6,1%), mentre i costi amministrativi ammontano a 48,5 milioni, con una crescita limitata all’1,1%. Il patrimonio netto è di 951 milioni, in aumento di 8,8 milioni rispetto a fine esercizio 2020 (+0,9%). «E il dato – precisa la Banca – comprende gli effetti della modifica del criterio di valutazione degli immobili di proprietà, che ha comportato maggiori riserve nette per 19,6 milioni, e della distribuzione di dividendi per 14,5 milioni».
Insomma il Banco si conferma in salute e affronta il nuovo semestre con motivato ottimismo.
La semestrale al 30 giugno 2021, certifica dunque un utile importate (7,5 milioni netti) e una redditività operativa di oltre 194 milioni di euro, in linea con quella di giugno 2020 e che va oltre gli obiettivi di budget. Sul bilancio hanno avuto un peso rilevante i maggiori accantonamenti, che, oltre ad assorbire l'impatto di oneri straordinari per 31,5 milioni di euro, hanno consentito di elevare di quattro punti percentuali il tasso di copertura dei crediti deteriorati, salito al 53,8%, e dei crediti in bonis, salito dallo 0,35% allo 0,61%.
«Sul fronte del credito - si legge nella nota che accompagna la semestrale -, registriamo con soddisfazione la crescita del 2,8% dei finanziamenti alla clientela rispetto a fine 2020, grazie alla sostituzione del décalage dello stock con nuove erogazioni. Continua anche la brillante performance dei mutui casa, con una crescita su giugno 2020 del 33% per effetto di 290 milioni di nuove erogazioni».
Si conferma in riduzione, anche nei primi dei mesi del 2021, la consistenza del credito deteriorato, che scende a un netto di 319 milioni (-52,4 milioni su fine 2020) mentre il default ratio si conferma in costante miglioramento, con una proiezione annualizzata dello 0,9%, accompagnata dal più basso flusso di nuovi ingressi da bonis a deteriorato degli ultimi anni. Netto miglioramento anche del Texas ratio, sceso a un livello di eccellenza del 52,3% e degli indicatori di solidità patrimoniale, con un CET 1 ratio del 31,43%.
Risultati più che positivi anche per quanto riguarda la raccolta da clientela: quella diretta supera gli 11,3 miliardi (+5,5% su fine esercizio 2020) mentre quella indiretta sale a 5,8 miliardi (+1,2%).
Il direttore generale Giuseppe Cuccurese ha infine fornito al consiglio di amministrazione i dati sui finanziamenti netti alla clientela (7,3 miliardi, con una crescita di 197 milioni rispetto al 31 dicembre 2020), sui mutui casa (290 milioni con una crescita del +33% ) e sui conti correnti (che si attestano a quota 645,7 milioni di euro).
Il risultato della gestione del portafoglio finanziario – ha spiegato – si attesta a 28,1 milioni, principalmente per effetto delle plusvalenze da cessioni realizzate in alcune finestre favorevoli. I costi della gestione scendono a 121,6 milioni, -3,6% rispetto a un anno prima mentre le rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali arrivano a 6 milioni (-0,7 milioni).
Infine i numeri i sulle spese del personale, che si attestano a 67,2 milioni (-6,1%), mentre i costi amministrativi ammontano a 48,5 milioni, con una crescita limitata all’1,1%. Il patrimonio netto è di 951 milioni, in aumento di 8,8 milioni rispetto a fine esercizio 2020 (+0,9%). «E il dato – precisa la Banca – comprende gli effetti della modifica del criterio di valutazione degli immobili di proprietà, che ha comportato maggiori riserve nette per 19,6 milioni, e della distribuzione di dividendi per 14,5 milioni».
Insomma il Banco si conferma in salute e affronta il nuovo semestre con motivato ottimismo.
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