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Hackeraggio nei server del Lazio Indagano i pm antiterrorismo

di Domenico Palesse
Hackeraggio nei server del Lazio Indagano i pm antiterrorismo

L’obiettivo della Procura è quello di capire chi e in che modo si sia introdotto all'interno dei sito La ministra Lamorgese: «C’è necessità di agire con urgenza per elevare il livello di sicurezza»

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ROMA. Sull'attacco hacker contro la Regione Lazio ora si muovono anche i pm antiterrorismo. L'obiettivo da parte della Procura è quello di capire chi e in che modo si sia introdotto all'interno dei server regionali bloccando di fatto gran parte dei dati presenti nel Centro Elaborazione Dati. Un raid che continua a mettere alle strette gli esperti della Regione che, proprio la notte scorsa, sono riusciti a respingere l'ennesimo tentativo di accesso da parte degli hacker. Su quanto sta avvenendo si mette in allerta anche l'Unione Europea che ha fatto sapere di prendere la questione «molto sul serio». Lo stesso ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha riferito al Copasir che il fenomeno dei cyber-attacchi è sempre più in crescita e che, quindi, c'è la «necessità di agire con urgenza per elevare il livello di sicurezza». Sulla stessa lunghezza d'onda la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che lancia un appello affinché ci sia «una risposta delle istituzioni che garantisca la cybersecurity delle infrastrutture strategiche e la protezione dei dati individuali degli italiani». Quanto accaduto in questi giorni alla giunta regionale, infatti, è solo l'ultimo di tanti attacchi che si sono susseguiti in questi mesi anche a numerose aziende private. Ed intanto, l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, ha fatto sapere che «entro 72 ore» torneranno disponibili le prenotazioni dei vaccini, settore maggiormente preso di mira dai criminali. Sul tavolo dei magistrati che stanno indagando è già arrivata una prima informativa della Polizia Postale, nella quale si cerca di fare il punto della situazione. Secondo le prime informazioni sembra che la «porta» utilizzata dagli hacker per introdursi nel sistema sarebbe stato il pc di un dipendente in smartworking, come ha confermato lo stesso D'Amato in un'intervista a «Italian Tech». Quello che più preoccupa, però, è la situazione dei dati di backup che, stando sempre alle parole dell'assessore, sarebbero stati criptati anche loro, rendendo di fatto difficile, se non impossibile, il recupero. Nel fascicolo avviato dalla Procura di Roma vengono contestati diversi reati, tra cui accesso abusivo a sistema informatico e tentata estorsione con l'aggravante delle finalità di terrorismo. Una delle certezze che si hanno al momento è che il blitz sia partito dall'estero con un 'rimbalzò in Germania. Ancora da stabilire l'identità degli hacker e il Paese di origine. Il tema della cybersicurezza è stato al centro anche dell'audizione del ministro Lamorgese al Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza. La titolare del Viminale ha spiegato che, a fronte dei numerosi attacchi ad attività pubbliche e private registrati negli ultimi mesi, è sempre più urgente «agire con urgenza per elevare il livello di sicurezza, la resilienza dei sistemi informatici e l'istruzione degli operatori». La stessa Commissione Europea ha spiegato di essere impegnata ad «assicurare uno spazio on-line resiliente e sicuro contro» gli attacchi degli hacker. Un appello ad «investire in sicurezza» arriva anche dagli esperti del Cnr.

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