L’ingegnere che non sente ma progetta il sound perfetto
di Luca Fiori
La scommessa vinta di Salvatore Ruiu e del team sassarese di Abinsula
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SASSARI. Quando a pochi anni di vita i medici gli hanno diagnosticato una sordità bilaterale profonda, la cui causa è ancora sconosciuta, i suoi genitori non si sono persi d’animo come sarebbe stato normale, ma hanno deciso che il loro bambino doveva comunque avere le chance di tutti i suoi coetanei.
Così, grazie alla caparbietà di papà Luigi e mamma Baingia che hanno scommesso su di lui - e alle tante, tantissime ore di logopedia - Salvatore Ruiu, 35 anni, ingegnere informatico di Ittiri, con una laurea conseguita al Politecnico di Torino, ha superato difficoltà e diffidenze e quello che fa oggi è la prova che con la forza di volontà si può superare qualsiasi ostacolo.
«Anche la sordità - spiega l’ingegnere, sposato e padre di una bambina - perché oggi, grazie al progresso e alle nuovissime tecnologie, anche una persona sorda è in grado di condurre una vita normale». Ma quello che fa l’ingegnere ittirese è molto di più di qualcosa di normale.
Team leader all’interno dell’azienda sassarese Abinsula (l’azienda fondata nel 2012 e ora proiettata nel mercato globale), Salvatore Ruiu subito dopo aver conseguito la laurea in ingegneria informatica si è specializzato nel settore dell’automotive. «Non avrei mai pensato però - spiega l'ingegnere - che il mio primo progetto come sviluppatore di sistemi “embedded” fosse proprio legato alla programmazione di un processore audio digitale di un sistema infotainment per una grossa azienda automobilistica tedesca».
E invece, proprio come fecero i suoi genitori più di trent’anni fa, Abinsula ha puntato su di lui e gli ha affidato lo studio di algoritmi per i vari filtri dell’equalizzatore, gestione di bassi, alti, e bilanciamento e gestione di tutti i flussi audio che provengono dai vari input come radio, bluetooth ed mp3 all’interno dell’abitacolo.
«È stata una delle imprese professionali più difficili - racconta l’ingegnere di Ittiri - quando ho iniziato a studiare non avrei mai immaginato che un giorno avrei programmato un sistema audio. E addirittura avrei lavorato alla progettazione di un equalizzatore nonostante la mia sordità».
Dopo diversi anni di lavoro a Torino, sempre a contatto con grosse aziende automobilistiche, Salvatore Ruiu è tornato nell’isola per accettare la sfida dell’azienda sassarese, una startup partita con appena 10mila euro di autofinanziamento e ora con un fatturato da capogiro. Grazie ai colleghi di Abinsula e a strumenti appositi che lo hanno aiutato a gestire i flussi audio, Salvatore Ruiu (che da quando ha tre anni porta le protesi acustiche e legge il labiale di chi gli parla) è riuscito invece a consegnare un ottimo prodotto all’azienda automobilistica tedesca, una delle tante multinazionali che si rivolgono alla società con sedi a Sassari in viale Umberto, a Cagliari, Torino e Barcellona.
«Questa esperienza - racconta l’ingegnere nella sua postazione di lavoro - mi ha fatto capire che non ci sono limiti e ogni volta che posso cerco di incoraggiare altre persone a superarsi. A chi mi chiede come abbia fatto a diventare un ingegnere informatico nonostante il mio problema all’udito rispondo così: credete in voi stessi e mettetevi sempre in gioco. La vita è piena di sfide che possono regalare tante soddisfazioni. La sordità - conclude l’ingegnere trentacinquenne - non è un problema, soprattutto oggi che grazie al progresso si può affrontare la quotidianità con strumenti che fino a poco tempo fa non esistevano neanche nella mente dei programmatori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così, grazie alla caparbietà di papà Luigi e mamma Baingia che hanno scommesso su di lui - e alle tante, tantissime ore di logopedia - Salvatore Ruiu, 35 anni, ingegnere informatico di Ittiri, con una laurea conseguita al Politecnico di Torino, ha superato difficoltà e diffidenze e quello che fa oggi è la prova che con la forza di volontà si può superare qualsiasi ostacolo.
«Anche la sordità - spiega l’ingegnere, sposato e padre di una bambina - perché oggi, grazie al progresso e alle nuovissime tecnologie, anche una persona sorda è in grado di condurre una vita normale». Ma quello che fa l’ingegnere ittirese è molto di più di qualcosa di normale.
Team leader all’interno dell’azienda sassarese Abinsula (l’azienda fondata nel 2012 e ora proiettata nel mercato globale), Salvatore Ruiu subito dopo aver conseguito la laurea in ingegneria informatica si è specializzato nel settore dell’automotive. «Non avrei mai pensato però - spiega l'ingegnere - che il mio primo progetto come sviluppatore di sistemi “embedded” fosse proprio legato alla programmazione di un processore audio digitale di un sistema infotainment per una grossa azienda automobilistica tedesca».
E invece, proprio come fecero i suoi genitori più di trent’anni fa, Abinsula ha puntato su di lui e gli ha affidato lo studio di algoritmi per i vari filtri dell’equalizzatore, gestione di bassi, alti, e bilanciamento e gestione di tutti i flussi audio che provengono dai vari input come radio, bluetooth ed mp3 all’interno dell’abitacolo.
«È stata una delle imprese professionali più difficili - racconta l’ingegnere di Ittiri - quando ho iniziato a studiare non avrei mai immaginato che un giorno avrei programmato un sistema audio. E addirittura avrei lavorato alla progettazione di un equalizzatore nonostante la mia sordità».
Dopo diversi anni di lavoro a Torino, sempre a contatto con grosse aziende automobilistiche, Salvatore Ruiu è tornato nell’isola per accettare la sfida dell’azienda sassarese, una startup partita con appena 10mila euro di autofinanziamento e ora con un fatturato da capogiro. Grazie ai colleghi di Abinsula e a strumenti appositi che lo hanno aiutato a gestire i flussi audio, Salvatore Ruiu (che da quando ha tre anni porta le protesi acustiche e legge il labiale di chi gli parla) è riuscito invece a consegnare un ottimo prodotto all’azienda automobilistica tedesca, una delle tante multinazionali che si rivolgono alla società con sedi a Sassari in viale Umberto, a Cagliari, Torino e Barcellona.
«Questa esperienza - racconta l’ingegnere nella sua postazione di lavoro - mi ha fatto capire che non ci sono limiti e ogni volta che posso cerco di incoraggiare altre persone a superarsi. A chi mi chiede come abbia fatto a diventare un ingegnere informatico nonostante il mio problema all’udito rispondo così: credete in voi stessi e mettetevi sempre in gioco. La vita è piena di sfide che possono regalare tante soddisfazioni. La sordità - conclude l’ingegnere trentacinquenne - non è un problema, soprattutto oggi che grazie al progresso si può affrontare la quotidianità con strumenti che fino a poco tempo fa non esistevano neanche nella mente dei programmatori».
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