La Nuova Sardegna

Termometri sino a 45 gradi, in Sardegna torna la paura degli incendi

di Antonello Palmas
Termometri sino a 45 gradi, in Sardegna torna la paura degli incendi

L’area centro-occidentale in zona arancione con pericolo elevato di roghi

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SASSARI. È un meteo spietato quello della settimana, previsioni che arrivano quando ancora nell’aria e soprattutto nella mente è ancora presente l’odore acre della cenere dei disastrosi incendi che hanno colpito in particolare il Montiferru. La Protezione civile regionale ha diramato un allerta per segnalare l'arrivo di temperature davvero inusuali anche per il periodo, sino a 45 gradi in alcune zone. Una condizione purtroppo ideale per lo sviluppo dei roghi.

«Da lunedì 9 fino almeno a venerdì 13 agosto sulla Sardegna si prevedono temperature massime diffusamente oltre i 37 gradi, e localmente ben oltre i 40 gradi – fa sapere la protezione civile – È plausibile che al culmine del fenomeno, tra martedì 10 e mercoledì 11, si possano raggiungere di pomeriggio isolati picchi oltre i 44 gradi, e che le temperature minime notturne rimangano diffusamente oltre i 24 gradi, con locali picchi oltre i 30».

«Sotto il profilo del pericolo incendi – spiega il capo della protezione civile regionale, Antonio Belloi – l’isola è stata divisa in due fasce, una gialla (pericolo medio) che riguarda Nurra, Anglona, Gallura, Baronia, Supramonte, Ogliastra, Sarrabus e Capoterra; e una arancione (pericolo alto con attenzione rinforzata) che comprende il resto, cioè l’area centro occidentale da Bosa, Marghine piana di Ottana, giù fino al Campidano e Sulcis.

Il meteorologo Alessandro Gallo parla non a torto di “maltempo estivo”. «La seconda decade di agosto – dice Gallo – apre con un netta espansione su tutta la penisola italiana dell'anticiclone subtropicale nord africano e valori termici sia minimi che massimi ben oltre le medie di stagione. Sulla nostra isola si prevede una copertura nuvolosa che tende a velare il cielo alternando schiarite per gran parte della settimana, con temperature in netto e progressivo aumento e valori massimi che potrebbero superare i 44/45 gradi centigradi e minime sui 28/30. La ventilazione è prevista a regime di brezza con rinforzi nelle ore pomeridiane». Una situazione anomala ma che alla luce di quanto accaduto di recente eleva il tasso di apprensione.

«Non sempre le alte temperature sono un fattore trainante nelle previsioni di rischio incendi – spiega Belloi – ma contano altri fattori come il vento (dato che viene fornito sulle 24 ore) e l’umidità bassa. Speriamo che questi ultimi siano ridotti per evitare situazioni come quelle verificatisi sul Montiferru. In “quella” giornata il bollettino era rosso (allerta estrema), perché coincidevano tutti i fattori che favoriscono le fiamme: c’era vento di scirocco con intensità media ma costante, temperature molto elevate simili a quelle previste per questi prossimi giorni e umidità sotto il 30%. In quelle condizioni la propagazione è talmente violenta da rendere molto difficile bloccarla. Sul Montiferru anche con 20 Canadair ci sarebbero stati problemi per vincere le fiamme. Un evento che dimostra quanto siano importanti la cura del bosco e la presenza dei pascoli, in grado di limitare i rischi. Politiche che non devono riguardare l’annualità ma devono essere impostate sul limite dei 20 anni».

Come ci si sta preparando? Belloi spiega che «a ogni colore corrisponde una fase operativa, ognuno sa cosa deve fare in base al tipo di propagazione potenzialmente prevista. Tutte le strutture sono allertate. E alle prefetture su input del presidente Solinas abbiamo chiesto un pattugliamento a tappeto di tutte le zone arancioni e rosse, come deterrente per eventuali incendiari, o anche per coloro che provocano dolosamente i roghi gettando mozziconi o parcheggiando l’auto in cunetta». Perché gli incoscienti sono pericolosi almeno quanto i criminali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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